
Il Gospel
La deportazione dei primi schiavi negri dall'Africa in America (1619), segna l'inizio di una nuova tradizione culturale, definita come afro-americana, frutto dell'originale incontro tra il patrimonio musicale africano e quello europeo. Essa troverà nella musica jazz e nelle sue varie forme, ancora oggi in continua evoluzione, lo spazio per far emergere la propria autenticità. Soprattutto il canto del blues, dello spiritual e del gospel rappresenta quanto di più specifico e insuperabile l'animo afro-americano abbia saputo elaborare al punto da porsi non poche volte al pari, se non al di sopra, della stessa musica classica europea.
La vitalità africana si trasfonde, in terra americana, nelle primitive forme dei "calls" (richiami) e dei "cries" (grida); i primi costituiscono semplici sistemi di comunicazione di svariati messaggi per chiamare i lavoranti fuori dalle piantagioni, per segnalare l'ora del lavoro o per attirare una ragazza, i secondi sono invece pure manifestazioni sentimentali o vocalizzazioni provate.
Già in queste esecuzioni, prive di un tema o di una struttura definita, si anticipa quella che sarà la libera e personale esposizione del brano nel blues e nel jazz.Dal duro e faticoso lavoro degli schiavi nascono i "work songs", cioè i canti di lavoro; composti da taglialegna, contadini, pescatori, operai dei cantieri ferroviari, manovali e altri neri soggiogati, contengono temi che vanno dalla critica sociale, alla cronaca, al pettegolezzo e sono eseguiti da un cantante che si rivolge al gruppo per raccontare la sua storia.
Tra i "work songs" spicca per complessità e notorietà il genere della "ballad" (ballata), che rielabora talvolta le ballate dei coloni inglesi, scozzesi e irlandesi.
Nelle ballate come nei canti popolari afro-americani in genere si depreca lo sfruttamento dei deboli, tra i quali in particolari la donna, e si proclama il richiamo della libertà perduta facendo uso frequente della simbologia del treno che trasporta i viaggiatori liberi. Alla vista della locomotiva sbuffante lo schiavo sofferente o il poveraccio angariato sperano di poter un giorno vivere liberi.
Questo indomabile anelito presente nel cuore dei neri in cattività spinge molti padroni bianchi, dalla fine del XVIII sec., a cominciare l'opera di conversione al cristianesimo degli schiavi, ancora in gran parte legati alla religiosità di origine africana. La religione viene utilizzata come un valido mezzo di controllo sociale affinché gli schiavi, convertiti dai predicatori protestanti ai sentimenti della carità cristiana, si sottomettano più docilmente al volere dei padroni. Il contatto con la liturgia cristiana porta ad un ibrido tra riti africani, musicalità africana e religione dei bianchi di origine europea. Nascono così i "negro-spirituals" etichetta con cui si distinguono i canti religiosi afro-americani dagli spirituals bianchi; tale definizione si afferma a partire dai primi anni del XIX secolo.
Diffusi nei territori americani di lingua inglese e religione protestante, gli spirituals esternano a confronto con le ballate, un maggior dinamismo sia nel fervore mistico del canto, sia nel tono marziale spesso accentuato col battito delle mani e dei piedi. L'esecuzione è affidata a gruppi corali molto numerosi, raccolti talora in vere e proprie folle come nel caso delle riunioni del "Grande Risveglio", movimento di rinnovamento religioso sorto nell'America settentrionale nel secolo XIX.
Contrariamente alle intenzioni degli schiavisti bianchi, i "negro-spirituals" da semplici inni religiosi si trasformano in una esaltazione della liberazione del popolo nero come coerente alla divina rivelazione. La schiavitù contraddice Dio e nega la sua volontà; Dio certamente concederà, se non la fuga liberatoria verso il Canada, come fu per molti, senz'altro l'accoglienza nel suo Regno in riparazione dei torti subiti. La Bibbia è la fonte prima degli spirituals e contribuisce fortemente al processo di identificazione con gli Ebrei schiavi dei Faraoni in Egitto. La dimensione di popolo nello spiritual è rappresentata dalla sua stessa natura di canto di gruppo, a differenza del blues o dell'esecuzione jazzistica che concedono più spazio al cantante o all'esecutore; il gruppo rievoca la tribù e l'assemblea dei credenti, mentre il predicatore che predica cantando e alternandosi col coro, ricorda l'anziano, il pastore, la guida religiosa.
L'aspetto collettivo del canto raggiunge l'apice nel genere "Gospel", confinato fino agli anni '50 di questo secolo nelle chiese dei neri d'America e diffuso grazie alle voci di grandi interpreti come Mahalia Jackson, Sallie Martin e Roberta Martin. Il suo iniziatore, Thomas A. Dorsey, musicista di Blues a Chicago intorno al 1920 recupera le forme tradizionali degli spirituals, in particolare dei "Jubilee" ovvero le marce come When the Saints e le fonde con le strutture musicali e ritmiche del Jazz e del Blues dando così vita ad un ibrido originale e complesso, ma dalla sonorità ben riconoscibile che costituirà il motivo del vasto successo di questo genere.
Con Dorsey inizia un vero e proprio lancio dei "canti del Vangelo" (Gospel) in tutto il mondo, imprimendo una notevole spinta alla diffusione della musica afro-americana la cui intensità, profondità e stravolgente religiosità porta i fedeli neri a divenire i protagonisti, in modi per noi impensabili, delle liturgie e delle lodi del Signore. Al riguardo infatti (Dorothy Love in un gospel sugli "Holy Rollers", i "Santi rotolanti" cioè i fedeli che trasportati dal canto e dalla preghiera raggiungono l'estasi religiosa ballando e dimenandosi, canta:
"Alcuni diventano allegri, corrono,
altri parlano in una lingua sconosciuta,
alcuni gridano in estatica trance,
non avete mai visto i santi fare la danza sacra?".
Enrico Maria Rovighi
Gli anni d'oro dello Swing
Dagli albori degli anni '30, lungo tutti i Fifties, sono praticamente 30 anni. Quante cose sono cambiate in quei trent'anni, quando si iniziava a parlare di swing, fino al suo naturale declino, dal secondo dopoguerra al consolidamento della guerra fredda, alla nascita del bop e del rock and roll. 30 anni: 1930-1960. Quanti ne può vantare un genere musicale invecchiato, in parte avariato, soppiantato da un jazz che nella seconda parte del Novecento ha conosciuto percorsi variegati e maggiormente fecondi, ma allo stesso modo comunque geniale. Swing, dunque. Lo ripeterò mille volte, perché estetico, perché suona bene, semplicemente perché è la base del moderno jazz, i suoi antipodi e il suo antesignano allo stesso tempo.
C'era solo quella, di musica, allora? No. Ma il jazz andava per la maggiore, il blues teneva il passo ma con affanno. Non è un caso che la maggior parte delle colonne sonore dei film di allora erano tutte arrangiate da orchestre jazz. Swing, per la precisione. Una storia di uomini, di pubblico, di affari, tra gangster e locali all'ultimo grido. Tre città, un crocevia: New York, Kansas City e Los Angeles. L'America paradiso e crogiuolo di immigrati da ogni parte del mondo, il New Deal di Roosevelt, la bomba atomica e il primo grande freddo con l'Urss. Una parabola che ci porta a ridosso di cambiamenti profondi di mentalità, poco dopo arrivarono i Beatles. E Charlie Parker era ormai roba da intenditori, roba alta, "da vecchi" dicevano i giovani del popolo.
Lo swing ha segnato un'epoca, lo ha fatto con i suoi pregi e i suoi difetti. Lo ha fatto attraversando le mode del momento, affermandosi tra le due sponde dell'Oceano, le più ricettive, l'America da un lato, l'Inghilterra (e in parte la Francia) dall'altro. Lo "swing mode" ha segnato l'avanzata della musica all'interno del contesto sociale di alto grido. Lo ha fatto influenzando i gusti dei musicisti, a loro volta condizionati dal gusto di chi li andava a seguire da vicino, della gente amante della musica, di quel tipo di musica e basta.
E quando negli anni '50, alla 52ª strada di New York c'era qualcuno che stava già provando a cambiare le regole, fino a sovvertirle del tutto, quando i boppisti, al secolo i vari Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Charles Mingus, si iniziavano a ribellare alle mode, ai cliché, agli stereotipi ormai datati dello swing, l'ultima ala, quella forte, quella delle ultime big band alla Dorsey, ancora continuavano a guardare al passato, anche un po' malinconicamente, ma con "swing", sempre, per l'appunto.
Perché "It don't mean a thing (if it ain't got that swing)", cioè: "Non significa nulla (se non c'è quello swing)". Cantavano le tantissime splendide ugole di quelle ladies (e non solo) che deliziavano le platee con la compiacenza di chi guardava avanti senza rendersi conto che là fuori, abbandonati i bianchissimi tetti dei clubs, gli stucchi dei teatri, c'era chi combatteva la più sanguinosa ed efferata guerra della storia umana.
È per questo che in molti ancora si domandano oggi quale fosse il volano di cotanta indifferenza, come potesse coincidere, in un periodo così atroce della nostra esistenza, una musica così allegra, scanzonata, in una parola: così spensierata. Una risposta potrebbe essere politica e cioè, che quello era il modo migliore per distogliere l'attenzione da ciò che stava devastando il mondo. Le guerre si fanno sempre con l'appoggio del popolo, che poi è quello che scende in campo al momento di stringere i fucili e partire. E allora diamogli un po' di swing, partiranno più allegri.
Ma questa è solo una faccia della medaglia, quella brutta, scolorita e anche piuttosto revisionista, che nella musica sarebbe sempre meglio evitare di prendere in considerazione. Perché c'è l'altro lato, quello che ci testimonia quanto quell'epoca sia stata fertile dal punto di vista della perfezione del suono, della conoscenza degli strumenti, della nascita di nuove contaminazioni e generi. In pratica è da qui che parte la storia del jazz. Certo, qualcuno obietterà che già Louis Armstrong, da ormai un decennio aveva scritto i nuovi canoni del jazz.
Tutto giusto, ma poi sarà lo stesso Satchmo a condividere le sue conquiste, da New Orleans a New York e Kansas City. Arriverà fino a Los Angeles, a Hollywood e quello non è più l'Armstrong che conoscevamo, tra gli Hot Five e gli Hot Seven. Anzi, sarà lui, più di ogni altro, a cavalcare sempre più l'onda del jet set, delle hits, a confrontarsi con generi e mode diversi e sempre all'avanguardia, fino addirittura a prestare la sua originalissima voce alle colonne sonore dei film Disney.
E chi erano gli eroi di quei tempi? Da che nasce lo swing? Da chi? Quale l'evento? Quale l'occasione? Difficile a dirsi. C'è qualche indizio, qualche data, ma sono tutte, troppo generiche e suscettibili di critica. È opinione diffusa, comunque, che lo swing esistesse già negli anni '20. Ad ascoltarlo oggi, quel modo di suonare, sarebbe come dire che i Blue Cheer suonavano già heavy metal. C'era qualcosa, ma ancora molto confuso, soprattutto nella suddivisione degli strumenti, nell'orchestrazione.
Dunque, è ormai riconosciuto, o per meglio dire, piace riconoscere, che la nascita della cosiddetta "swing era" è da far coincidere con un evento in particolare: il concerto tenutosi al Carnegie Hall, nella 7th Avenue di New York, il 16 gennaio del 1938. A suonare era la Benny Goodman's Orchestra, tra cui spiccavano i nomi di tantissimi musicisti già affermati, oltre al clarinettista Benny Goodman, il batterista Gene Krupa, il pianista Teddy Wilson e altri che parteciparono in veste di special guests: Count Basie, Buck Clayton, Johnny Hodges e Lester Young, per esempio. Nella Goodman's Orchestra c'era, dal 1936, anche Lionel Hampton, che lo stesso Goodman era andato ad ascoltare direttamente a Los Angeles.
Hampton è famoso per tutta una serie di fattori. Innanzitutto per il fatto che, probabilmente, è stato il più grande vibrafonista della storia del jazz. E pensare che iniziò a suonare lo xilofono quasi per caso, quando, in sede di registrazione, Louis Armstrong gli chiese di iniziare a dare martellate su quelle lamelle che poi lo avrebbero reso così celebre, fino a sfondare con uno degli standard più amati dai jazzisti postumi, Fliyng Home. Le doti di Lionel però non si esaurivano lì. Fu anche un buon percussionista, ebbe una sua orchestra e, fatto non secondario, partecipò a quel famoso concerto del 1938. Che per fortuna fu registrato e ancora oggi ne esistono molteplici pubblicazioni.
Questo è un nodo cruciale per comprendere fino a che punto il jazz si stava spingendo. Quella era anche l'epoca in cui nascevano le Big Band, concetto fondamentale per comprendere lo swing. Orchestre che potevano arrivare a contare anche quaranta componenti. Dove vi era una specifica composizione della strumentistica, con 4 trombe, 4 tromboni, 2 sax alti, 2 sax tenori, un sax baritono, pianoforte, contrabbasso, batteria. Più raramente comparivano chitarre, altri tipi di percussioni e i clarinetti. Singolare la sorte di quest'ultimo strumento, che in anni precedenti aveva vissuto il suo apogeo, per poi vedersi scalzare la scena dal sassofono.
Di fronte all'enorme seguito di cui avevano goduto in un primo momento i musicisti di colore, saranno proprio gli artisti bianchi a capovolgere i favori, diventando veri e propri bandleader, altro termine cardine. Parallelamente si andava costituendo un binario in cui si inserivano esperienze in piccole band, formate da tre, quattro o cinque elementi. Era la nascita del mainstream, di cui anche in questo Goodman fu uno dei precursori, non l'unico tuttavia. Di lui comunque si ricordano diverse registrazioni con i cosiddetti "combos", per l'appunto le orchestre a formato ridotto.
Tra queste, va citato il famoso trio, composto, nel 1935, dallo stesso Goodman, Gene Krupa e Teddy Wilson. Quest'ultimo pianista di straordinario talento, nonché dalle spiccate doti di arrangiatore, che gli garantirono la possibilità di ideare tra i pezzi meglio riusciti dalla voce di Billie Holiday, accompagnata dal sax di Lester Young.
Come detto, però, Goodman non fu l'unico protagonista della swing era e nemmeno il più geniale. Tanto che in molti, tra i critici, oggi si trovano ad adoperare un generale ripensamento sulle sue doti di musicista oltre che di bandleader, forse in modo eccessivamente ingeneroso. Sta di fatto che a partire da quella data, fino a tutti gli anni '50, andrebbero menzionati talmente tanti musicisti che ci si potrebbe compilare un manuale di storia del jazz. Io mi limiterò a citarne alcuni, di quelli che hanno cavalcato quei quasi trent'anni di jazz.
Parlavamo di sassofoni, dunque come non citare Benny Carter, un maestro del sax alto. Dopo aver conosciuto gli esordi poco prima degli anni '20, Carter sarà arrangiatore anche di Ellington e Henderson, per poi lasciare gli Usa per l'Inghilterra, dove, a Londra, diverrà bandleader dell'orchestra della Bbc. Tornerà negli States proprio nel '38, l'anno "spartiacque" dello swing. Forse in questo periodo, più che in altri, Carter accantona per un po' il jazz, per dedicarsi alle colonne sonore dei film, si trasferirà a Hollywood, per poi tornare al jazz solo a cavallo tra gli anni '40 e '50. Ma in quel momento ormai il jazz aveva conosciuto già l'ennesimo suo cambiamento di rotta.
Come dimenticare poi Little Jazz, al secolo Roy Eldridge. Lui più di altri è stato considerato l'anello di congiunzione tra le conquiste di Armstrong e il nascente bebop. Suonò anche nella band di Benny Goodman (come vedete c'è sempre lui di mezzo), oltre che in molte altre, compresa quella di Charles Mingus. Interessante il nome di Mingus, perché lui compare tra i precursori del bebop, cioè, tra quelli che, frustrati dalle trite e modaiole sonorità swing, cercarono di andare oltre. C'è un detto che dice: "qualsiasi cosa non è swing, è bebop". Ma quella è un'altra storia.
La storia dello swing si basa su tante piccole legende, aneddoti e c'è da ricordare che eravamo ancora in un periodo in cui regnavano le registrazioni dei singoli, quindi molto complesso appare l'ordine dei fattori, delle incisioni, sparse qua e là, spesso messe insieme solo attraverso l'arbitraria scelta delle etichette discografiche. E sempre postume ormai. Di Mingus aggiungiamo che lui, da meticcio preso di mira sia dai bianchi che dai neri, era per questo determinato ad emergere come il miglior contrabbassista al mondo. In parte ci riuscì.
Tra le storie ce n'è una simpatica che ci rivela anche quale fosse il grado di sfida tra i musicisti di allora. C'era infatti chi viveva la competizione in maniera piuttosto assillante. Si tratta di Lester Young. Legenda vuole, che la moglie di un musicista, che lo aveva ospitato per tanto tempo, spesso gli faceva ascoltare le incisioni di Coleman Hawkins, affinché egli imparasse a suonare il sassofono come lui. Hawkins era da tutti considerato il padre del sax jazz. Ma Lester, stava molto più avanti e dopo aver cavalcato per breve tempo la scena swing, già ragionava in termini di bop, vale a dire con sali e scendi e piroette di note, suonate a una velocità mai udita, con uno stile solista che lo contraddistinse per sempre.
Nel concerto del '38 c'era anche Teddy Wilson, che, assieme ad altri artisti era uso confrontarsi con generi e stili differenti. Era costume di molti mescolare il jazz al blues, alla classica. Soprattutto il blues, con Billie Holiday, Ma Rainey e altre cantanti donne. E non è un caso che sono proprio le voci femminili di quel tempo ad esser dedite alla fusione dei due generi, ancora tanto vicini l'uno all'altro. Forse perché più della voce erano gli strumenti a dettare le nuove sonorità swing, mentre il cantato spesso si confondeva nelle scale e nella ritmica.
Ascoltare ancora oggi Bessie Smith è tanto piacevole quanto impossibile riuscire a capire di che genere si trattasse, se di jazz o di blues. E infatti viene sempre compresa nelle enciclopedie di entrambi i generi musicali. Dalla band di Ma Rainey, proviene uno di quegli artisti di difficile definizione, Oran "Hot Lips" Page. Che in piena swing era suonò nella Bennie Moten Orchestra, collaborò con Count Basie, Joe Turner, Chu Berry, Pearl Bailey, Teddy Wilson, Billie Holiday e altri ancora.
Come Armstrong, anche Duke Ellington merita approfondimenti a parte, per la sua importanza, per la sua influenza e per aver fatto da caposcuola a tanti musicisti degli anni a venire. Tra questi, per concludere, spicca il cornettista Rex Stewart, che entrò nella band del "Duca" nel 1934, incidendo moltissimi brani con lui, fino a lasciare la band per mettersi in proprio e viaggiare, lasciando l'America con il tour itinerante del Jazz At The Philarmonic, sempre in giro tra Europa e Australia.
Termina così il nostro viaggio nello swing. Un primo, crudo, assaggio di cosa potesse essere questo variegato mondo nel mondo. Ho cercato di raccontare storie in modo da poter citare anche i nomi dei protagonisti. Molti ne sono stati volutamente tralasciati, perché meriterebbero un discorso a parte. Ci torneremo, comunque.
Ho scelto i 30 anni che hanno visto lo swing definirsi, affermarsi, per poi decadere. In parte sono stati toccati artisti che hanno iniziato a suonare già prima dell'avvento degli anni '30, altri che hanno continuato a suonare fino a ridosso degli anni Sessanta, cioè, quando ormai il jazz si era andato ritagliando da tempo un suo ruolo di nicchia, al cospetto del boom del rock and roll, fuori dai grandi eventi, rintanato nei piccoli locali, scantinati dalle atmosfere intrise di fumo, sapori di vino e luci soffuse.
In fondo è così che oggi noi amiamo il jazz ed è così che noi ce lo immaginiamo suonato dai coetanei dei nostri nonni. Ma (questo era anche uno dei miei intenti) questo genere musicale, nato anch'esso dalle strade, dai neri che battevano sui bidoni, dai marciapiedi di New Orleans, ha però conosciuto i suoi momenti di gloria. Quell'anima vincente del jazz, "alla mode" per dirla alla Ian Anderson, tutto questo ha significato lo swing.
Dopo lo Swing il Bebop
Mi sono messo tutta la mia vita per imparare ciò che non si deve suonare. - Dizzie Gillespie
Odio cantare dritto. Devo cambiare una melodia nel modo mio. Questo è tutto, lo so. - Billie Holiday
Bebop è una forma di jazz caratterizzato da tempi veloci e improvvisazione sulla base della struttura armonica piuttosto che della melodia. Ha avuto inizio nei primi anni della seconda guerra mondiale ed è sviluppato dagli inizi degli anni quaranta.
Storia
La incisione del 1939 di "Body and Soul" di Coleman Hawkins è un importante esempio del passaggio dallo swing al bebop. Il modo di Hawkins di quasi smarrirsi, anche se brevemente, dalla risoluzione ordinaria dei temi musicali, ed i suoi salti giocosi in double time (tempo raddoppiato) segnala qualche cosa di nuovo nel jazz. L'album era un successo commerciale, ma anche più importante, Hawkins era un'ispirazione ai suonatori di jazz americani, incluso Charlie Parker, chi stava già sperimentando con le scale cRomatiche e gli scoppi veloci di note nella sua città natale di Kansas City.
Negli anni quaranta, i giovani boppers hanno cominciato a sviluppare il loro proprio stile venuto dalla musica swing degli anni trenta. Musicisti compreso Gillespie Dizzy, Charlie Parker, Bud Powell, e Thelonious Monk, sono stati influenzati dai soloists avventurosi della generazione precedente, quale il pianista Arte Tatum, sassofonisti Hawkins e Lester Young, e il trombettista Roy Eldridge. Gillespie e Parker avevano già lavorato con alcuni dei padroni dello swing, incluso Jack Teagarden, Earl Hines, e Jay McShann. Questi musicisti avevano cominciato ad esplorare le armonie più avanzate, i ritmi syncopati complessi, gli accordi alterati, le sostituzioni armoniche. I seguaci del bebop hanno continuato questa esplorazione con assoluta libertà.
Minton's Playhouse, locale a New York, è servito da palestra e teatro sperimentale per i primi suonatori del bebop, compreso il chitarraist Charlie Christian, personaggio precursore dello stile bop ne suoi assoli innovativi già quando stava con la Benny Goodman Orchestra, così come i contrabbassoisti Jimmy Blanton e Oscar Pettiforded, e il pianista Monk. L'anticonformismo di Monk personificava l'idea di cultura alternativa o "hip" connesso con lo stile di bebop. Il suo accompagnamento e i suoi assoli sembravano quasi intenzionalmente di perdersi: scomodi e discordanti, ma in modo bello. Le sue composizioni originali sono fra i primi scritti espressamente per il bebop, rendendo Monk uno dei artisti più altamente considerati di questo genere.
Liberato dagli arrangiamenti delle grande orchestre, i quartetti, quintetti, e sestetti del bebop potevano comunicare liberamente, facilitando l'improvvisazione libera. Era cominciata una nuova era e una nuova direzione per il jazz. Non era più per ballare, ma per ascoltare. Con lo swing costante tenuto fortemente dal bassista, i batteristi cominciavano ad improvvisare e di spezzare sempre di più con le loro mani sinistre sul rullante, e con il piede destro sulla cassa. Max Roach, Philly Joe Jones, Roy Haynes e Kenny Clarke hanno cominciato a sostenere e rispondere ai soloisti, in una sorta di botta e una risposta, usando l'accento ritmico "dropping bombs" (i botti) per creare un altro strato ritmico. Questo stile di rullo del tamburo ha i suoi relative radici in "second line drumming" - dalle "marching bands" di New Orleans. Bebop ha perso gli ascoltatori con i tempi troppo veloci per i ballerini e le melodie che sembravano troppo sconnessi all'orecchio non addestrato.
Caratteristiche musicali
Nel bop, tutto quello che è banale, scontato, ballabile o gradito al pubblico medio dell'epoca è sistematicamente bandito.
La forma e lo sviluppo melodico
La forma dei brani prevede l'esposizione di un tema (generalmente all'unisono), numerose improvvisazioni e la riproposizione del tema come finale. Le improvvisazioni sono però il fulcro dell'esibizione tanto che le melodie vengono spesso appena accennate mentre le improvvisazioni sono sempre molto estese; addirittura in alcune performances dal vivo il tema non viene nemmeno eseguito. Questa pratica permetteva di risparmiare sui diritti d'autore (che non si applicano alle progressioni armoniche ma alle melodie ed ai testi). Elaborare giri armonici preesistenti permetteva inoltre di semplificare il lavoro di composizione e di improvvisazione, fornendo ai musicisti un substrato a loro ben noto e familiare su cui creare. Le melodie bop sono scattanti, spezzettate, nervose, spesso dissonanti. La velocità di esecuzione è molto elevata.
L'armonia
Il Be Bop si caratterizza armonicamente per: utilizzo di giri armonici preesistenti con frequenti sostituzioni armoniche, utilizzo di accordi diminuiti o aumentati (mai utilizzati in precedenza), frequente ricorso alle dissonanze, nuove scale su cui improvvisare (scala bebop).
Gli strumenti
La formazione tipica del bop è ridotta: da tre a sei/sette elementi (il cosiddetto combo). Gli strumenti tipici sono: tromba, sax tenore o contralto, a volte il trombone, e poi pianoforte, contrabbasso e batteria. Questa riduzione di organico permette di suonare senza arrangiamenti scritti, basandosi solo su un canovaccio armonico e sviluppando l'interplay, ovvero la capacità di interazione estemporanea tra musicisti. Inoltre, la scelta di una formazione piccola era dettata da motivi ideologici (in opposizione alle big bands dei bianchi) e pratici (la possibilità di suonare in locali piccoli e con cachet ridotti). La figura carismatica di Charlie Parker contribuisce enormemente alla fortuna del sassofono contralto, spingendo sempre più appassionati verso questo strumento.
Musicisti principali
- Art Blakey, batteria
- Charlie Christian, chitarra
- Kenny Clarke, batteria
- Tadd Dameron pianista arrangiatore compositore
- Miles Davis, tromba
- Billy Eckstine, cantante, bandleader, compositore, tromba, trombone a pistoni
- Dizzy Gillespie, tromba-flicorno
- Dexter Gordon, sax tenore
- J. J. Johnson, trombone
- Thelonious Monk, pianoforte
- Fats Navarro, tromba
- Charlie Parker, sax alto
- Bud Powell, pianoforte
- Max Roach, batteria
- Buddy Rich, batterista
- Sonny Stitt, sax tenore
Il Cool Jazz
Jazz freddo è emerso verso la fine degli anni quaranta a New York City.
Nel 1946, dopo la seconda guerra mondiale, c'era un afflusso di musicisti verso New York, principalmente bianchi californiani. Una volta là, questi musicisti mescolassero con i New Yorkesi, musicisti bebop per di più di origine afro-americano. Loro portavano il loro proprio gusto estetico, influenzato fortemente dal suono "chiaro" del Lester Young (Pres), in particolare. Lo stile che è emerso è stato conosciuto come il "jazz freddo". Questa musica era diversa dal bebop, dai tempi veloci e dal armonia aggressiva.
Il jazz freddo ha avuto parecchi capi scuola. Arrangiatori Gil Evans e Gerry Mulligan hanno sviluppato le loro idee mentre stavano con l'orchestra dil Claude Thornhill, caratterizzato anche dal uso di strumenti atipici (per il jazz) come il corno e il basso tuba; queste forze aggiunte hanno permesso a Evans e a Mulligan di esplorare timbriche più fine e ricercate. Un'altra varietà di "jazz freddo" era quella del pianista Lennie Tristano ed i suoi allievi, in primo posto i saxophonists Lee Konitz (anche lui reduce della orchestra di Thornhill) e Wayne Marsh. La musica di Tristano era molto differente da quello di Evans e i suoi colleghi: il suo relativo "coolness" era un aspetto della sua temperatura emotiva (Tristano chiedeva ai suoi sassofonisti di suonare con un tono "puro" e di concentrarsi sullo sviluppo e sul interazione melodica, piuttosto che con emozione evidente), ma la sua enfasi sui tempi a volte feroci e su improvvisazione pura, piuttosto che sul arrangiamento era più vicino al bebop.
La confluenza di questi vari flussi si era focalizzato negli incisioni del 1949-1950, il loro titolo successivo (uscii di nuovo nel 1957) era "Miles Davis's Birth of the Cool". Anche se portava il nome di Davis, questo era in effetti un progetto collettivo che ha unito insieme molti solisti, arrangiatori, e compositori da quel periodo: Davis, Evans, Mulligan, Konitz, John Lewis, Gunther Schuller, e Johnny Carisi. Pubblicato subito dopo bebop aveva già cominciato a stabilirsi, questi incisioni hanno offerto un estetico alternativo, inizialmente impopolare. All'inizio il disco non ha venduto bene e il gruppo non ha durato molto. Con il passaggio del tempo è diventato però un classico del jazz.
Malgrado il suo impatto sulla scena di New York, il jazz freddo successivamente è stato identificato la scena detta "West Coast", il jazz californiano. La sua relativa influenza si svilupperài successivamente verso il "Bossa Nova", il jazz modale (con l'avvento di Davis' "Kind of Blue" nel 1959) e perfino nel free jazz (con il trio di Jimmy Giuffre nel 1961-1962).
Dopo il Cool Jazz, il Free Jazz
Jazz è l'unica musica in cui la stessa nota può essere suonata notte dopo notte, ma ogni volta in modo diverso. - Ornette Coleman
Quando le persone credono in confini, diventano parte di essi. - Don Cherry
Anche il Free jazz è figlio del movimento dei diritti civili degli anni '60 ed in generale della cultura Afro-Americana. Specie negli anni '60 il free jazz è stato visto essenzialmente come un fenomeno politico, come tra l'altro anche altri stili jazzistici come ad esmpio il be bop degli anni '50 che aveva rappresentato l'avanguardia della musica nera. Il passaggio dallo stile modale a quello FREE, e' stato rappresentato dall'approfondimento radicale degli elementi modali introdotto nel jazz che portera' alcuni solisti a raggiungere dimensioni sempre più libere e fuori dalle regole strutturali e armoniche fin qui adottate. Musicisti come l'alto sassofonista Ornette Coleman ed il pianista Cecil, e numerosi altri personaggi quali John Coltrane http://www.johncoltrane.com/, Albert Ayler e gruppi come la Sun Ra Arkestra e la Revolutionary Ensemble, introdussero un netto cambiamento nella struttura dei pezzi e soprattutto nel modo di sentire la musica. Nel 1960 Ornette Coleman http://www.eyeneer.com/Jazz/Ornette/index.html utilizzò per primo questa nuova forma, incidendo, con nome appunto di Free Jazz, uno storico album nel quale due quartetti contrapposti, partendo da una modalità e da una scansione ritmica predeterminate, improvvisano liberamente svincolandosi, mano a mano, dalle stesse. Da questo esperimento, partira' una tendenza che, cercando la rottura completa con quanto si era fatto in precedenza nel jazz, cercherà la propria impronta al di fuori dell'armonia e della ritmica prestabilite, lasciando al solista la sua più libera improvvisazione. Ornette Coleman e John Coltrane furono i due personaggi più importanti nella crescita di popolarità del free-jazz, ORNETTE COLEMAN i musicisti che recepirono gli aspetti politici di questo periodo furono senza dubbio Charlie Haden http://www.npr.org/programs/jazzprofiles/haden.html (per un lungo periodo bassista di Coleman) ed il sassofonista Archie Sheep. Nel 1969 Haden forma la Liberation Music Orchestra, compone dei veri e propri manifesti politici come Song For Che, e dedica una canzone ai movimenti di liberazione neri nelle colonie portoghesi del Mozambico, Angola e Guinea-Bissau. Non dimentichiamo che il Free Jazz e' il simbolo ancora piu' accentuato rispetto agli anni del Be-Bop, della presa di coscienza definitiva del popolo nero, che mirava alla rottura definitiva nei confronti della societa' americana, non dimentichiamo che e' il periodo dei grandi movimenti neri di Martin Luter King e Malcolm X. Altri musicisti che ricrdiamo per il Free Jazz sono: Pharoah Sanders /, Albert Ayler Don Cherry. Paradossalmente, il movimento free non abbracciò il pubblico nero, tradendo le intenzioni dei musicisti free ed i loro propositi di costituire un terreno musicalmente unificante della cultura nera. Il movimento free, contrariamente alle aspettative dei musicisti di colore, non abbracciò il pubblico nero, tradendo le intenzioni dei musicisti free ed i loro propositi di costituire un terreno musicalmente unificante e rappresentativo della cultura nera, falli'.
Il Soul
Il SOUL, che letteralmente significa anima, è un termine che venne impiegato a partire dagli anni '60, per riferirsi a quella parte della musica nera che si esprimeva con modalità stilistiche derivanti essenzialmente dal gospel.
Caratterizzato da un'intensità emotiva e da una drammaticità nell'interpretazione, il soul raggiunse il massimo dello splendore negli anni '60, dopo che, nel decennio precedente, ne avevano gettato le basi grandi maestri della musica nera, come Ray Charles, Sam Cooke, ma soprattutto Otis Redding, Etta James, Solomon Burke ed Aretha Franklin. In Italia, nel periodo decorrente dal 1965 al 1969, l'icona artistica di questo genere musicale, fu Ghigo Agosti, che per primo introdusse il soul nel panorama musicale italiano, con la hit Non voglio pietà.
Negli anni '70, la fusione con la disco music fece nascere nuove forme musicali che ne rappresentavano un surrogato.
ALCUNI DEI PRINCIPALI INTERPRETI:
Donny Hathaway Al Green Aretha Franklin Barry White Billy Paul Curtis Mayfield Harold Melvin & the Blue Notes Isaac Hayes Jackie Wilson James Brown Marvin Gaye Otis Redding Ray Charles Sam & Dave Sam Cooke Sly & the Family Stone Smokey Robinson Solomon Burke Stevie Wonder The Four Tops The Impressions The Spinners The Staple Singers The Supremes The Temptations Wilson Pickett
IL NU SOUL
Neo soul (conosciuto anche come nu soul) e' il nome di un genere musicale che fonde R&B contemporaneo, soul dei '1970, ed hip hop. È il terzo piu' grande sottogenere dell' R&B contemporaneo, dopo il new jack swing dei tardi '1980 e dei primi '1990 e l' hip hop soul dai primi alla meta' del '1990. Il termine "neo soul", originato da Kedar Massenburg della Motown Records nei tardi '1990, e' a volte guardato con disprezzo come niente piu' che una specializzazione da marketing dell' R&B contemporaneo invece che di un onesto revival della musica soul. Questo perché la maggior parte delle persone che fanno questo genere e di quelle che lo ascoltano tendono ad essere "anti-mainstream" preferndo musica che favorisca la credibilità dell' underground e l' anima soul piu' che la popolarita' da mainstream.
Il genere e' considerato essere stato originato dal lavoro della band di Raphael Saadiq, Tony! Toni! Toné!, alla meta' del 1990, e dall' LP di D'Angelo Brown Sugar, del 1995. Brown Sugar conteneva elementi di soul classico, ispirati da artisti come Stevie Wonder e Donny Hathaway, (entrambi tastieristi com'e' D' Angelo), che non sono stati visti regolarmente nel mainstream moderno della musica Afroamericana dalla meta' del 1980. Ancora, nel 1995, e' arrivato il lavoro di un duo chiamato Groove Theory, che includeva i membri Amel Larrieux, il cantante, e Bruce Wilson, rapper/cantante/produttore/attore. Nel 1997, l' artista Motown Erykah Badu ha pubblicato il suo EP di debutto, Baduizm, il successo del quale ha suggerito la strada alla nuova testa della Motown, Kedar Massenburg, a cambiare la direzione di molto della produzione della compagnia verso lo stile della Badu, il quale egli ha etichettato neo-soul. Il primo artista neo soul a fare un grande impatto sul mainstream e' stata Lauryn Hill, il cui LP The Miseducation of Lauryn Hill, del 1998, e' stato un gran colpo a livello di critica e vendite ed ha guadagnato cinque Grammy Awards.
Popolarita' del neo soul
Dopo il successo fenomenale della Hill, un numero di altri artisti neo soul ha iniziato a comporre hit R&B, tra i piu' noti Macy Gray, Angie Stone, Musiq Soulchild, and India.Arie. Alicia Keys, con il suo LP del 2001 Songs in A Minor ha avuto un successo simile a quello di Miseducation, vincendo molti Grammies e vendendo sei milioni di copie e dando popolarita' ulteriore allo stile, nonostante alcune critiche. Altri artisti neo soul d' importanza sono Angie Stone]], Lucy Pearl, Floetry, Glenn Lewis, Res, Truth Hurts, and Bilal, che sono tutti diventati stelle della radio R&B. Forse meno suonato, ma ancora con buone vendite e grandemente acclamato alla critica, e' Maxwell. L' ultimo piu' grande artista neo soul ad emergere e' stato John Legend, il cui stile ha forti similarita' con quello di Stevie Wonder.
Critica dell' etichettatura "neo soul"
Molti musicisti che creano cio' ch'e' considerato "neo soul", preferiscono dissociarsi dall' etichettatura, per colpa della connotazione del termine. Questi artisti sostengono che molte case discografiche, sperando d' incassare col successo dello stile "neo soul", hanno semplicemente preso cantanti R&B, gli hanno dato un look "bohemien", ovvero tipico di quel periodo che in Italia ha preso il nome di scapigliatura, e gli hanno fatto dichiarare che i loro artisti preferiti sono Marvin Gaye, Stevie Wonder, Donny Hathaway. Invece di usare il nome "neo soul", molti artisti si definiscono semplicemente musicisti soul.
Il Rock'n Roll
Il rock and roll (spesso conosciuto anche come rock & roll o rock 'n' roll) è un genere musicale nato negli Stati Uniti tra la fine degli anni '40 e l'inizio negli anni anni '50, originato dal blues, dal country, dall'R&B, dal jazz, dal gospel e, in misura minore, dal folk. Anche se elementi di rock and roll si possono sentire nelle registrazioni country del 1930 e nei dischi blues dal 1920, acquistò il suo nome non prima del 1950. Una delle prime forme di rock and roll fu Rockabilly, che unì country e jazz, con influenze di musica tradizionale folk degli Appalachi e di gospel. Nei primi anni rock and roll, il pianoforte ed il sassofono erano spesso gli strumenti principali, ma, nel corso degli anni, questi vennero progressivamente sostituiti da chitarre elettriche. Il ritmo è essenzialmente boogie-woogie, con un accentuato backbeat, quest'ultimo quasi sempre fornito da un rullante; la formazione classica di una band di rock 'n roll comprende storicamente anche una voce (spesso anche con armonizzazioni vocali o cori), oltre che un basso ed una batteria. Rock and roll raggiunse una vasta popolarità nel 1960, avendo un ampio impatto sociale. Bobby Gillespie scrive che "Quando Chuck Berry cantava "Hail, hail, rock and roll, deliver me from the days of old", questo era esattamente quello che la musica stava facendo. Chuck Berry fu il fautore di quella evasione globale psichica chiamata rock 'n' roll." Ben oltre un semplice stile musicale, il rock and roll, come si vede nei film e in televisione, ha influenzato stili di vita, moda, atteggiamenti e linguaggio, originando inoltre altri sottogeneri musicali. Il termine "rock and roll" assume almeno due significati: sia il American Heritage Dictionary che il Webster's Dictionary lo definiscono come sinonimo di musica rock. Allwords.com, tuttavia, si riferisce con questo termine specificatamente alla musica degli anni 1950.
Precursori e origini
Le origini del rock and roll sono stati spesso oggetto di discussione per gli storici della musica. Vi è un consenso generale riguardo al fatto che nel sud degli Stati Uniti d'America, attraverso l'incontro delle diverse tradizioni musicali degli emigranti di origine africana ed europea. La migrazione di molti schiavi liberati e dei loro discendenti, provenienti da grandi centri urbani come Memphis, New York, Detroit, Chicago e Cleveland ha fatto sì che i residenti bianchi e neri vivessero nelle immediate vicinanze, condizione che ebbe come risultato l'emulazione delle rispettive tradizioni tra gli uni e gli altri.. Le stazioni radio che riproducevano sia le forme di musica bianca, sia quella nera, mettendola a disposizione di altri gruppi, lo sviluppo e la diffusione dei dischi in vinile e gli stili musicali come il jazz e lo swing aiutarono questo processo di "scontro culturale". Le radici dell'origine del rock and roll stanno nella cosiddetta "Race music" e nella musica hillbilly (più tardi chiamata rhythm and blues e country), tra gli anni '40 e '50. Particolarmente significative sono state le influenze jazz, blues, boogie woogie, country, folk e gospel; gli studiosi differiscono nel loro punto di vista, riguardo a quale di queste forme sono state più importanti e come questa nuova musica modificò la musica afroamericana. Nel 1930 il jazz, e, in particolare, lo swing, furono i primi a presentare la musica afroafricana ad un pubblico prevalentemente bianco. Il 1940 ha visto un maggiore ricorso alle trombe (compresi i sassofoni), a testi gridati ed a boogie woogie. Durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, con le carenze di carburante e le limitazioni sul pubblico e sul personale disponibile, le jazz-band di grandi dimensioni erano meno economiche e convenienti, quindi tendevano ad essere sostituite da piccoli gruppi, con chitarre, basso e batteria. Nel Nello stesso periodo, in particolare sulla costa occidentale statunitense e nel Midwest, lo sviluppo di jump blues, con i suoi riff di chitarra ed i testi urlati, preannunciarono i molti sviluppi successivi. Allo stesso modo, i boogie ed il Chicago blues fornì molti dei elementi che possono essere visti come caratteristiche del rock and roll. Il Rock and roll progredì ulteriormente, subito dopo lo sviluppo della chitarra elettrica, dell'amplificatore, del microfono e del 45 giri. Ci furono anche grandi cambiamenti in campo discografico, con l'ascesa di etichette indipendenti come Atlantic, Sun e Chess e un analogo aumento di stazioni radio. E' stata la consapevolezza che adolescenti bianchi relativamente benestanti ascoltavano questa musica che ha portato allo sviluppo di quella che doveva definire il "rock and roll" come un genere distinto.
Origine del termine rock and roll
Rocking era un termine utilizzato dai cantanti gospel nel Sud degli USA per indicare qualcosa di simile all'estasi mistica. Il musicista blues Roy Brown la usò nel 1947 con un significato ironico nella sua canzone Good Rocking Tonight (rifatta l'anno dopo da Wynonie Harris in una versione ancora più scatenata), in cui la parola era apparentemente riferita al ballo, ma era in effetti una neanche tanto nascosta allusione al sesso. Questi doppi sensi non erano nuovi nella musica blues ma era la prima volta che si sentivano alla radio. The phrase "rocking and rolling" was secular black slang for dancing or sex by the early twentieth century, Dopo il successo di Good Rocking Tonight, altri cantanti di rhythm and blues hanno usato titoli simili durante la seconda metà degli anni quaranta, compresa una canzone intitolata proprio Rock and Roll, registrata da Wild Bill Moore nel 1949. Queste canzoni erano riservate a un pubblico afroamericano (race music era il nome che veniva usato nell'industria discografica) e non erano conosciute dal grande pubblico bianco. Nel 1951 il dj Alan Freed di Cleveland in Ohio su consiglio di Leo Mintz, sponsor del dj e negoziante di dischi che si accorse dell'effetto che questo nuovo rhythm and blues aveva tra i teenagers, nel 1951 ideò e condusse un programma radiofonico che trasmetteva musica nera per il pubblico bianco: The Moon Dog House Rock 'n Roll Party, e generalmente si attribuisce a al titolo di questo show l'origine dell'espressione rock and roll. Il termine, con le sue allusioni al ballo, al sesso e al suono della musica, fece breccia anche tra chi non ne coglieva tutti i significati.
Prime registrazioni rock and roll
Si discute molto quale sia la prima registrazione rock & roll. Big Joe Turner è stato uno dei precursori e il suo album del 1939, "Roll 'Em Pete", è molto vicino al rock and roll degli anni '50, così come lo è stata Sister Rosetta Tharpe, che ha ottenuto successi nelle classifiche pop nel 1938 con le sue canzoni gospel, come "This Train" e "Rock Me", e nel 1940 con "Strange Things Happenin' Every Day", "Up Above My Head", e "Down by the Riverside". Altri dischi significativi degli anni 1940 e dei primi anni 1950 furono "Good Rocking Tonight" di Roy Brown (1947), "Move It On Over" di Hank Williams (1947), "Chicken Shack Boogie" di Amos Milburn (1947), "Rock the Joint" di Jimmy Preston (1947), "Boogie Woogie Dream" di Albert Ammons, "The Fat Man" di Fats Domino (1949) e "How High the Moon" di Les Paul and Mary Ford (1951). Secondo lo storico della musica Peter Guralnick, la prima registrazione di rock and roll fu "Rocket 88", di Jackie Brenston and his Delta Cats (scritta dal diciannovenne Ike Turner) e registrata da Sam Phillips per l'etichetta Sun Records nel 1951. Altre registrazioni dello stesso periodo si contendono il primato. Altri hanno considerato titoli di maggior successo presso il pubblico bianco, come Rock Around The Clock di Bill Haley and His Comets, Great balls of fire e Bo Diddley/I'm A Man di Bo Diddley, o Maybellene e Roll Over Beethoven di Chuck Berry. La rivista Rolling Stone ha sostenuto nel 2004 che "That's All Right (Mama)" di Elvis Presley (1954), il primo ed unico registrato dal cantante per la Sun Records di Memphis, è stato il primo album rock 'n' roll ma, al tempo stesso, "Shake, Rattle & Roll" di Big Joe Turner, successivamente oggetto di cover da parte di Haley, era già nella Hot R&B/Hip-Hop Songs. Significatici nel suono del rock and roll furono anche Little Richard, Chuck Berry e Jerry Lee Lewis, che con brani come Tutti Frutti , Long tall Sally , Lucille , Great balls of fire e Whole Lotta Shakin' Goin' On hanno portato il rock 'n' roll alle sue massime espressioni di musica bianca e nera. Dai primi anni '50, Little Richard combinò il gospel con l'R&B di New Orleans, Backbeat pesante e pianoforte martellante. La sua musica, esemplificato da canzoni come "Tutti Frutti" (1955), "Long Tall Sally" (1956) e "Good Golly Miss Molly" (1958), influenzò generazioni di rhythm and blues, rock e di artisti soul. Chuck Berry, con "Maybellene" (1955), "Roll over Beethoven" (1956), "Rock and Roll Music" (1957) e "Johnny B. Goode" (1958), sviluppò gli elementi principali che hanno reso il rock and roll distintivo, concentrandosi sulla vita degli adolescenti ed inserendo intro di chitarra e pause di piombo che ebbero una grande influenza sulla musica rock successiva. Presto il rock and roll divenne una grande forza nelle vendite discografiche americane e cantanti come Eddie Fisher, Perry Como e Patti Page,dominatori del decennio precedente della musica popolare, hanno trovato meno posto nelle classifiche pop.
Rockabilly
Il termine "Rockabilly" di solito si riferisce al tipo di rock and roll suonato e registrato durante la metà degli anni '50 da cantanti bianchi come Elvis Presley, Carl Perkins e Jerry Lee Lewis. Ha origine dall'unione delle parole rock and roll e hill billy, quest'ultimo termine, che può essere tradotto letteralmente con "montanaro", veniva usato in origine per descrivere una primordiale forma di musica country molto popolare tra il pubblico bianco. Molti altri cantanti rock 'n' roll dell'epoca, come Fats Domino e Little Richard, si allontanarono dal ritmo della black music e dalla tradizione blues, rendendo la loro musica attraente per il pubblico bianco; generalmente questi non sono definiti come "rockabilly". Nel luglio del 1954, Elvis Presley registrò "That's All Right (Mama)" negli Sun Studio di Memphis. Due mesi prima, a maggio, Bill Haley & His Comets registrarono Rock Around the Clock. Anche se fu solo un piccolo successo quando uscì, venne tuttavia usato nella sequenza di apertura di Il seme della violenza l'anno successivo, imponendosi come un successo del movimento rock and roll boom. La canzone divenne uno dei più grandi successi nella storia ed ragazzi accorsi per vedere Haley e il suo gruppo suonare causarono disordini in alcune città; Rock Around the Clockfu una svolta, sia per il gruppo, sia per la musica rock e roll. Nel 1956, il rockabilly venne sottolineato da successi come Folsom Prison Blues di Johnny Cash, Blue Suede Shoes di Perkins e Heartbreak Hotel di Presley. Per alcuni anni fu commercialmente più famoso del rock and roll. Successivamente il rockabilly, particolarmente con cantautori come Buddy Holly, avrebbe avuto una grande influenza sulla British Invasion e in particolare sulle canzoni d'autore dei Beatles.
Doo wop
Il Doo wop fu una delle forme più popolari di rock and roll degli anni '50, ponendo l'accento sulle più parti vocali più armonie ed i testi senza senso (da cui il genere poi prende il suo nome), che erano generalmente accompagnati da strumentazioni leggere. Le sue origini si possono individuare nei gruppi vocali afroamericani degli anni '30 e '40, come The Ink Spots ed i Mills Brothers. Questi vennero seguiti da band r'n'b degli anni '40 atti, quali The Orioles, The Ravens, The Clovers, che iniettarono notevoli elementi di gospel tradizionale e del Jump blues. Nonostante l'esplosione degli album doo wop ci fu alla fine degli anni '50, molti dei maggiori artisti non entrarono in classifica; tra le eccezioni, si possono annoverare The Platters, con canzoni come The Great Pretender (1955), e The Coasters con Yakety Yak (1958), entrambi considerati tra i musicisti rock 'n' roll di maggior successo. Verso la fine del decennio, si ebbe un numero crescente di cantanti bianco, in particolare italo-americano, che riprendeero il Doo Wop, creando gruppi "bianchi" come The Mystics e Dion and the Belmonts o "misti" come The Del-Vikings e The Impalas.
Declino
Gli studiosi hanno tradizionalmente percepito un calo del rock and roll tra la fine dei '50 ed i primi '60. Nel 1959, la morte di Buddy Holly, di The Big Bopper e di Ritchie Valens in un incidente aereo (The Day the Music Died), la partenza di Elvis Presley per l'esercito, il ritiro di Little Richard per diventare un predicatore, i processi a Jerry Lee Lewis e Chuck Berry e lo scoppio dello scandalo Payola (che ha coinvolto personaggi importanti, tra cui Alan Freed, in tangenti e corruzione nella promozione di eventi e canzoni), presagì che il rock 'n' roll fosse giunto al termine. Ci fu anche un'evoluzione di questo genere, descritta come la "femminilizzazione" del rock and roll, con la classifica che cominciò ad essere dominata da ballate d'amore, spesso rivolte ad un pubblico femminile, e con l'ascesa di gruppi di ragazze come The Shirelles e The Crystals.
Rock 'n' roll italiano
Anche in Italia, nella seconda metà del decennio, si diffonde il rock'n'roll: già nel 1956 il Quartetto Cetra incide in italiano una sua versione di Rock Around the Clock, con il testo scritto da Tata Giacobetti, intitolata L'orologio matto; i quattro incidono un altro rock'n'roll nel 1959, Colombo rock, composto da Giacobetti e da Virgilio Savona. Tra i principali cantanti che sviluppano questo nuovo genere musicale nella penisola ricordiamo Adriano Celentano, Ghigo, Little Tony, Johnny Baldini, Giorgio Gaber (anche in coppia con Enzo Jannacci nei Due Corsari), Tony Renis, Ricky Sanna, Silvano Silvi, Guidone, Clem Sacco (antesignano del rock demenziale) ed Ezio De Gradi, che nel 1960 incide in italiano Rock'n'roll music di Chuck Berry; tra le donne, Brunetta, Angela, Fiorella Giacon e Mina; tra i complessi (che però alternano il rock'n'roll con altri generi ballabili) i Ribelli, i Campioni, i Campanino, Torquato e i quattro.
Un po' di storia...
Con questo articolo cercherò di dare un'immagine orizzontale del panorama musicale americano e caraibico affrontando due ventenni alla volta, al fine di capire la cronologia, le influenze e le trasformazioni musicali che la storia ci ha portato.
L'articolo è più lungo di quanto avrei sperato ma troppo sintetico per definirlo un vero e proprio approfondimento.
Nella scelta dei video ho cercato di prediligere filmati d'epoca, spero vi sia utile per capire meglio lo spirito di ciò che stiamo ballando….
Le nozioni qui riportate sono a cura di Dario Dilena con la collaborazione del maestro Enzo Conte ("salseando y bailando" gremese editore).
L'eredità del 19° secolo
Carabi: 1886 Viene abolita ufficialmente la schiavitù dei neri. Questo fatto cambia notevolmente la situazione sociale dei carabi, avviene un esodo massiccio di persone dalle campagne alle città con la proliferazione di situazioni di incontro di vario genere, ed esigenza di fare festa, musica e danza. Nei primi anni del 20° secolo dopo l'indipendenza dalla Spagna si costituisce la Repubblica Cubana, ciò influenza l'alta borghesia cubana favorendo la nascita del primo ballo tipicamente Caraibico: il Danzon.
La Rumba già presente nelle comunità degli schiavi, con i suoi ritmi, è classificata in tre rami diversi:
Rumba Yambù (è un canto melodioso e un ballo lento e cadenzato)
Rumba Guaguancò ( più ritmico e veloce della rumba Yambù, suonato con 3 tamburi, le claves e la "Cajita" di legno. E' un ballo dal forte contenuto erotico che viene interpretato da una coppia).
Rumba Columbia (è una rumba per soli uomini, che si sfidano in virtuosismi di danza.).
La Rumba come canto inizia con un frammento melodico senza testo chiamato Diana (riproposto anche in alcuni generi di Salsa). Essa si può definire la madre della salsa odierna e comunque ne è la derivazione ritmica..
La nascita del Bolero cubano (da non confondere con quello spagnolo) avviene in questo periodo quando l'influenza della canzone Napoletana, le opere italiane, la romanza francese e il flamenco spagnolo furono introdotti da tenori europei nella nuova società cubana.
La Guaira,
il Changuì,
il Sucu sucu,
la Guaracha, (e tanti altri) sono tutti generi di derivazione contadina come il Son, il quale fu la risposta dei contadini al più aristocratico Danzon.
Al Son nella sua variante "Montuno" (ne esistono oltre 22 varianti in tutta l'isola) è attribuita la paternità dell'odierna Salsa.
Nell'isola di Portorico la danza aveva come modello di riferimento la contraddanza spagnola e l'habanera cubana, da questo mixaggio di tradizioni e con l'influenza del valzer nacque il Seis tipico ballo in sei coppie.
Nelle campagne la musica prevalente era la Jibara, equivalente della Guaira cubana, (L'influenza Cubana nella musica Portoricana è altissima).
A Santo Domingo il Merengue è importato dagli schiavi di provenienza africana. Questi, legati alle caviglie a mezzo di catene, non avevano possibilità di grandi movimenti con le gambe... Iniziarono così a muovere quello che potevano: bacino e, soprattutto, spalle, come forma di espressione liberatoria rispetto alla loro schiavitù. La base metrico / ritmica del ballo era semplice, e riprendeva la cadenza delle marce forzate: un dos, un dos, un dos... Al di là del passo base, le figure venivano per lo più improvvisate, unica regola: la sensualità. La danza poteva costituire per gli schiavi un momento di aggregazione accettato dai bianchi.
Argentina: Il Tango argentino è una forma d'arte che comprende musica e danza nata a Buenos Aires intorno alla seconda metà dell'800. In origine si produsse nei quartieri poveri ed emarginati ed ebbe successo soprattutto nelle case di tolleranza (tango ha la stessa radice semantica di tanghero).
In Brasile Il Samba trova la sua origine a Salvador di Bahia, il porto dove venivano sbarcati gli schiavi rapiti nell'Africa occidentale. Alla sua formazione contribuirono le tradizioni musicali di varie etnie africane, L'origine del samba è legato alla formazione del candomblé, la religione afro-brasiliana che si formò in Bahia dall'incontro delle varie etnie che, sottoposte alla cristianizzazione forzata, furono costrette a nascondere le loro credenze nei simboli del cattolicesimo.
Mentre la musica è riginaria del Brasile. Il nome "samba" proviene probabilmente dal semba (o mesemba), Angola, Africa.
E in Italia intanto cosa succede?
Negli ultimi anni del 19° secolo nell'Italia unita sotto la monarchia di Umberto 1°, nascono i primi complessi industriali e i conseguenti movimenti operai, Meucci inventa il telefono, abbiamo il primo motore a diesel e la prima automobile Fiat che "sfrecciava" ai 35 all'ora e costava 4.200 lire.
Nascono le testate giornalistiche più importanti in tutta la penisola.
Comincia la mira espansionistica dell'Italia in Africa.
Il Tenore Caruso arriva al successo.
La lirica si ascolta nei teatri italiani., ma in tutta l'Italia si balla (oltre ai balli tradizionali regionali), Valzer
Polka e
Mazurca musiche e Balli che provengono dal Austria e dalla Polonia ; Jhoan Strass scrisse ben 156 Polke, mentre Chopin compose 52 Mazurke come pure ne composero Rossini e Ciajkovski .
La canzone italiana:
Le arie d'opera e la canzone napoletana avevano in comune tra loro:
- melodie molto orecchiabili da cantare a voce spiegata
- testi spesso di argomento amoroso o sentimentale.
Questi elementi andranno a costituire la base della canzone melodica, "all'italiana".
Il genere musicale della "canzone" inizia diffondersi dalla fine dell'Ottocento. E' senza dubbio il genere di musica leggera più diffuso in Italia e trae origine (come detto sopra) dal melodramma e dalla canzone napoletana.
In Scozia e Irlanda la musica e la danza avevano radici molto profonde e lontane. L'emigrazione dei primi del '900 in America da parte della popolazione (specie Irlandese) influenzò notevolmente certi generi musicali e certi balli del 19° secolo nel "Nuovo Mondo".
In Spagna i generi musicali che danno origine al Flamenco (ballo tipico) sono detti "Palos" e sono classificabili a secondo del ritmo, della melodia o della tonalità.
Il Bolero e il Passo Doble sono altri balli tipicamente Spagnoli, quest'ultimo era usato per aprire la Corrida.
In America anche se negli stati soggetti ai coloni Britannici (East coast) si balla la Balada di derivazione Irlandese, è il Blues la colonna sonora.
Il Blues è il genere musicale che influenzò maggiormente le future generazioni, ne ha contribuito alla sua divulgazione l'abolizione della schiavitù negli Stati Uniti.
I più importanti antenati del Blues sono senz'altro:
i "Work Song" (canzone di lavoro) degli schiavi di colore e lo "Spirituals"
Gli strumenti a corda tipici del Blues (i preferiti dagli schiavi provenienti dalle regioni islamiche) erano generalmente tollerati dai padroni che li consideravano simili agli strumenti europei come il violino. Per questo motivo gli schiavi che riuscivano a procurarsi un banjo avevano più possibilità di suonare in pubblico.
Il Ragtime (rag-time tempo interrotto)è una forma musicale strumentale, prevalentemente pianistica, proviene dalla musica afro americana di fine '800, come discendente diretto delle marce e dei balli suonati dalle bande musicali nere.
In USA: il Blues e il Ragtime,
A Cuba: il Son, la Guaira, il Changuì e il Sucu sucu e la guaracha
A Portorico: La Bomba, la Plena e la Jibara
Nell'America meridionale: Tango,Milonga e Samba
In Europa: danze Irlandesi, Polka, Mazurca, Valzer, Lirica, Flamenco, Bolero, l'Opera e la Canzone Napoletana
Questo è il panorama Musicale del "nuovo e vecchio mondo" agli inizi del 1900
1900 - 1910
USA
Il Ragtime fu inizialmente disprezzato e considerato come "musica da bordello", ma si è poi affermato ed ha raggiunto l'apice come forma propria musicale nel primo decennio del 1900 per poi declinare e cadere per molti decenni nella più completa oscurità entro il 1920.I tratti fondamentali di questo genere musicale si possono schematizzare in due punti.
Il ragtime è praticato soprattutto da musicisti meticci, una élite rispetto ai neri.
Il ragtime, nasce come musica d'autore, scritta generalmente per pianoforte.
E' una musica da ballo che si ispira alle polke, alle mazurche, alle marce popolari di origine europea, essa si basa su un elemento tipicamente africano, cioè sulla contrapposizione tra due ritmi diversi, uno regolare e ossessivo (generalmente tipico della mano sinistra nelle composizioni ragtime per piano), l'altro vario e sincopato (eseguito invece con la mano destra).
Diffusosi dalla seconda metà dell'Ottocento presso i neri della zona sud-occidentale degli Stati Uniti, era suonato inizialmente dalle cosiddette "jug band", con strumenti casalinghi come l'asse da lavare e altri strumenti di cucina; nel banjo trovò il suo principale protagonista, e più tardi cominciarono ad emergere per esso anche pianoforte e chitarra. A New Orleans erano nate piccole orchestrine, in genere composte generalmente da fiati e da una elementare sezione ritmica, che si esibivano per le strade e nei locali malfamati del quartiere a luci rosse della città. La tradizione e il repertorio di queste orchestre derivavano dalla cosiddetta "second line", una banda (spesso improvvisata) che suonava pezzi allegri al ritorno del corteo dai funerali (mentre all'andata la banda tradizionale suonava marce funebri). In quegli anni furoreggiava questo tipo di musica da ballo che creò un terreno fertile per la creazione di una classe di musicisti di colore professionisti e acutizzò l'attenzione del pubblico verso la musica che essi producevano.
Nonostante esistano diverse tesi sulla nascita e sulle relazioni che legano il jazz agli altri generi musicali negli Stati Uniti, è un fatto generalmente accettato che la città manifesto del jazz sia New Orleans, città della Louisiana e grande porto fluviale sul delta del Mississippi.
Lo stile musicale che si sviluppò in questa città nasceva dall'incontro tra culture differenti: immigrati inglesi, spagnoli, francesi venivano a contatto con gli schiavi africani e con i creoli, già inseriti nella società francese. In questo periodo, ragtime e jazz furono spesso contigui.
Cuba
Agli inizi del 1900 con la costituzione nella nuova Repubblica Cubana si insediò una nuova classe dirigente diretta dai governanti statunitensi (grazie all'emendamento del senatore Oliver Platt nella Costituzione Repubblicana Cubana, che ammanetta Cuba agli Usa).
La Rumba corse il rischio di essere abolita perché la Borghesia preoccupata di dare un'immagine di una nazione civilizzata abolì tutti i tamburi e i ritmi di derivazione africana (considerati primitivi), per fortuna l'utilizzo di questi tamburi continuò in clandestinità fino all'inserimento ufficiale delle congas che negli anni successivi danno origine a nuovi ritmi come il Cha cha cha e il "danzon de ritmo nuevo" (il mambo).
Portorico
Nell'isola Boriquena (Portorico) generi musicali quali
la bomba,
il Calipso,
il Sucu sucu,
e il Merengue danno vita alla Plena; la coreografia della Plena è caratterizzato da un passo che darà origine allo stile di ballo salsero chiamato "cocolo".
Italia
In Italia Umberto I viene ucciso nel Luglio del 1900 e il suo successore è Vittorio Emanuele III Inizia la colonizzazione dell'Italia in Africa
1910 - 1920
USA
Che il Fox Trot derivi dal ragtime e' fuori dubbio; ma secondo altri ricercatori, il suo nome e' legato all'attore californiano Harry Fox che lo invento' nel 1913. Il primo nome dato al ballo era "trotting step", la base musicale era, naturalmente, il ragtime. Nella più grande sala da ballo di New York (Jardin de Danse) Harry Fox e sua moglie si esibivano personalmente in questa nuova danza. In breve tempo riuscirono a coinvolgere tutta la crema del ballo americano. In omaggio ai suoi meriti ed alla sua bravura, il trotting step divento' Fox Trot.
La migrazione degli afroamericani dal Sud al Nord degli Stati Uniti, che ebbe luogo tra il 1910 e il 1920, portò con sé anche molti musicisti di New Orleans, attratti dai maggiori guadagni che venivano offerti ai musicisti al Nord e, secondo molte testimonianze, anche dalla decadenza dell'intrattenimento a New Orleans,
Le prime incisioni di jazz risalgono al 1917 e si devono a un'orchestra bianca di New Orleans, "The Original Dixieland Jazz Band", che fece immediatamente scalpore all'estero e negli Stati Uniti, al punto che il termine "dixieland" finì per indicare lo stile di New Orleans suonato dai bianchi.
La figura principale del periodo è Louis Armstrong, che fu chiamato a Chicago dal "Re" di New Orleans Joe "King" Oliver.
Sono gli anni che vedono anche la nascita dell'industria discografica: nel 1920, la cantante blues Mamie Smith incide "Crazy Blues" che vende un milione di copie e fa esplodere il settore delle incisioni dedicate ai neri, i cosiddetti "race records" (registrazioni razziali), che fanno decollare la carriera di molti musicisti, tra cui molti cantanti di blues, dei quali forse la più famosa è Bessie Smith. Il legame tra il blues e il jazz durante questi anni vive in maniera sotterranea, a causa della connotazione fortemente razziale e la fama di scarsa raffinatezza del blues: si vedranno musicisti bianchi che assumono pseudonimi neri per incidere il blues, mentre i jazzisti, che si rivolgevano al pubblico bianco dei locali notturni, per lungo tempo eviteranno di suonare il blues in pubblico.
Si deve notare come molti dei brani che in questo periodo contengono la parola blues nel titolo non siano affatto blues ed usino il termine solo per il suo effetto coloristico.
Gli anni Venti furono un decennio di sperimentazione e scoperte. Molti musicisti di New Orleans, come Armstrong, si trasferirono a Chicago dove diedero vita a uno stile connotato da ritmi più tesi e trame più fitte oltre che da una maggiore attenzione ai solisti. Tra i nomi maggiori di questo stile il clarinettista Benny Goodman.
Molti musicisti di Chicago in seguito si insediarono a New York, altro centro importante del jazz degli anni Venti. Tra gli strumenti, un altro veicolo per gli sviluppi del jazz in questo decennio fu il pianoforte. Il quartiere newyorkese di Harlem divenne il centro di uno stile solistico molto tecnico e trascinante noto come "stride piano". Un secondo stile pianistico, il Boogie-Woogie, si sviluppò in questo periodo per poi raggiungere la massima popolarità negli anni Trenta e Quaranta.
Cuba
A Cuba, in questo decennio, la musica con influssi africani era considerata musica da "bambini". Quando il Son cominciò a diffondersi sia tra i bianchi che tra i neri, la classe dirigente cominciò a guardarla con ansietà, soprattutto da chi era amante della musica europea
1920 - 1930
L'invenzione del Fonografo prima e della radio cambiò completamente il panorama musicale in tutto il pianeta, molti generi musicali prima suonati nei locali (spesso di elite) ora potevano essere ascoltati e acquistati dalla gente comune, tutto diventa più popolare,alla portata e quindi di interesse comune.
Cuba
Tra il 1925 e il 1928 il son visse un periodo di trasformazione in cui da genere di nicchia divenne la musica più popolare dell'isola. Il punto di svolta fu quando il presidente Machado (più noto per le condizioni di povertà che imponeva al suo popolo) chiese pubblicamente all'orchestra Sonora Matancera di suonare alla sua festa di compleanno. Inoltre, molti musicisti avevano oltrepassato i confini nazionali per andare ad esibirsi in America e in Sud America.
Il diffondersi del Son in altri Stati contribuì alla sua popolarità nella stessa Cuba. Tra i gruppi più famosi c'era il Septeto Nacional, diretto da Ignacio Piñeiro che scrisse Echale salsita (la prima canzone il cui compare il termine salsa)
USA
L'America nei primi 25 anni vide un incredibile boom economico, (prima decade del 1920);
E' per questo chiamata da molti storici "La Nuova Era". Il principale elemento di "spinta" dell'economia americana fu la prima guerra mondiale. Erano i mitici anni ruggenti, quelli del boom economico ma anche del Proibizionismo, al quale però seguì nel '29 il crollo di Wall Street a causa dell'indebitamento e fallimento di numerose banche Americane. Le varie Famiglie mafiose si divisero tutte le più importanti città americane portando i capitali a Cuba, paradiso fiscale degli USA.
In questo periodo molti musicisti si trovarono a suonare assieme; presero a modello le orchestre da ballo e diedero vita alle cosiddette big bands, Lo sviluppo della big band nel jazz fu dovuto soprattutto a Duke Ellington e Fletcher Henderson.
Alla fine degli anni venti, in piena crisi economica e proibizionismo, si sentì il bisogno di novità anche nel campo musicale: le orchestrine New Orleans e Dixieland non soddisfacevano più il pubblico. I locali di Kansas City e New York decisero di affidarsi a musicisti giovani con nuove idee. Kansas City divenne quindi il regno di Count Basie e N.Y. del sopra citato Duke Ellington, che fu a capo di un'orchestra in uno storico locale di Harlem, il Cotton Club, la cui atmosfera è stata magistralmente ricostruita nell'omonimo film di Francis Ford Coppola (1984)
Lo swing è ancora una musica dei Neri, a Kansas City era segnato da una totale influenza del blues, mentre a New York, grazie a "Duke" Ellington, per alcuni versi strizzava l'occhio persino alla musica sinfonica. A differenza dei generi precedenti, nello swing si assiste ad una maggiore importanza della sezione ritmica, generalmente composta da chitarra, pianoforte, contrabbasso e batteria, la quale ha il compito di creare una base per le improvvisazioni dei solisti; Il vantaggio dello swing è che ha la possibilità di essere eseguito sia da grandi orchestre che da gruppi formati anche da tre, quattro o cinque persone: queste ultime daranno vita al genere successivamente denominato Mainstream.
Per quanto riguarda gli strumenti utilizzati, si abbandona il banjo in favore della chitarra e assumono sempre maggior importanza i sassofoni a scapito del clarinetto.
Il nuovo modo di interpretare il jazz si diffonde anche grazie ai Musical di Broadway e al cinema di Hollywood, è la Tap dance (tip tap)
Anche il Charleston è un ballo molto popolare in quegli anni. Deve il suo nome alla città di Charleston, nella Carolina del Sud. Divenne popolare negli Stati Uniti nel 1923 grazie alla canzone The Charleston di James P. Johnson.
Raggiunge la sua massima popolarità intorno al 1925/26, ovvero in un periodo molto particolare della storia americana e del resto del mondo. La popolazione vive con frenesia e dissolutezza questo periodo, facendo cose pazze e dedicandosi al consumismo più sfrenato. In questo clima elettrizzante e di generale euforia, non poteva mancare un ballo che rispecchiasse quello stato d'animo e che caratterizzasse il periodo. Il charleston viene preso come emblema: musica allegra e gaia, ritmo eccitante, gonne frastagliate, collane di perle, la classica e rizza piuma sul cappellino, lustrini, paillettes e frac.
Europa
In Europa (distrutta anche economicamente dalla 1° guerra mondiale) nascono i primi Nazionalismi Benito Mussolini in Italia e Hitler in Germania saranno gli emblemi di questa trasformazione. Nel nostro paese con l'avvento del fascismo qualsiasi forma d'arte, musica e persino parole e nomi propri stranieri vennero banditi (ridicola è la traduzione del titolo di un successo d'oltre oceano come "Saint Louis Blues" tradotta in "Le tristezze di San Luigi" o Benny Goodman in "Giovanni Buonuomo".Qualsiasi corrente innovativa provenisse dall'America veniva o censurata o Nazionalizzata al fine di dare un'immagine positiva del paese all'estero e alla stessa popolazione. Il regime Fascista porta con sé anche le canzoni di regime. Tra le prime, molto famosa è indubbiamente "Giovinezza" sigla della radio. L'Unione radiofonica italiana (Uri) nasce nel '24 ma comincia a trasmettere il 1° gennaio del '25.
Espressive di quegli anni furono le canzoni del regime quanto le canzoni leggere di puro intrattenimento. Si tratta di veri gioielli musicali, che risentono dell'eco Jazzistico che viene dagli Stati Uniti, dove impazza lo Swing.
L'elenco è lunghissimo nel quale troviamo "Parlami d'amore Mariù" del giovane De Sica, "Maramao perché sei morto", "Quel motivetto che mi piace tanto", "Ma le gambe", "Tulipan", ecc…. Il testo in tutti questi casi è semplice ma la vera sostanza sta nella musica.
Una canzone che più di altre interpreta il messaggio del momento (l'idea di vita tranquilla e spensierata che il regime voleva infondere) è: "Se potessi avere 1000 lire al mese"
1930-1940
Cuba
L'inserimento delle congas nel Son suonato nelle orchestre dette "Conjunto" diede origine ad un nuovo genere musicale : il Mambo, che all'inizio non discostava molto dal Son ma con il passare del tempo subì una importante modificazione grazie a
Tito Rodríguez, Antonio Arcaño e
Pérez Prado
Il formato delle orchestrine si trasformò da "sexteto" a "conjunto" con l'aggiunta di un tamburo di conga, del piano e di una seconda tromba. In questo modo rivoluzionò il Son. Tito Rodríguez introducendo il Son Montuno, (un Son con una sezione di Montuno), in cui si sentivano voci improvvisate (Soneos) sopra la voce leader (Sonero).
Altra innovazione fu l'adattamento del Guaguancó nel formato del conjunto di ballo. Il Guaguancó è uno stile afrocubano, eseguito con voci e percussioni. Il formato del conjunto,(orchestra allargata) il Son Montuno e il Mambo sono tre elementi essenziali di ciò che in seguito verrà chiamata Salsa.
USA
In America un diverso stile di jazz orchestrale si sviluppò a Kansas City alla metà degli anni Trenta. Il maggiore rappresentante dello stile di Kansas City fu William "Count" Basie con la sua band. L'improvvisazione rimaneva al primo posto, e i passaggi scritti, o semplicemente memorizzati, erano relativamente brevi e semplici. I fiati intrecciavano riff collettivi fortemente ritmici, e nelle pause si inserivano lunghi assolo. Altri strumentisti che, con il loro suono, determinarono l'evoluzione del jazz degli anni Trenta furono il trombettista Roy Eldridge, il chitarrista Charlie Christian, il batterista Kenny Clarke e il vibrafonista Lionel Hampton. Il canto, in questo decennio, si fece più flessibile e stilizzato: grandi interpreti del periodo furono Ella Fitzgerald e soprattutto Billie Holiday. È il cosi detto "Cool jazz"
La "Swing era"
Anche se Lo swing è già presente negli anni 20, piace riconoscere che la nascita della cosiddetta "swing era" è da far coincidere con un evento in particolare: il concerto tenutosi al Carnegie Hall, nella 7th Avenue di New York, il 16 gennaio del 1938. A suonare era la Benny Goodman's Orchestra, tra cui spiccavano i nomi di tantissimi musicisti già affermati, oltre al clarinettista Benny Goodman, il batterista Gene Krupa, il pianista Teddy Wilson e altri che parteciparono in veste di special guests: Count Basie, Buck Clayton, Johnny Hodges e Lester Young, per esempio. Nella Goodman's Orchestra c'era, dal 1936, anche Lionel Hampton, che lo stesso Goodman era andato ad ascoltare direttamente a Los Angeles.
Il Lindy Hop è una danza swing afroamericana nata ad Harlem, New York, negli anni '20 - '30 del secolo scorso in un'epoca immediatamente precedente al periodo della grande depressione (una crisi economica e sociale di enormi dimensioni scoppiata con il crollo di Wall Street del 1929). Nell'epoca della musica swing il lindy hop è stato un vero fenomeno di massa. Centinaia di ballerini senza discriminazioni di razza affollavano le ballroom americane dove si esibivano le grandi orchestre swing. Il Lindy hop è stato in quegli anni un vero esempio di integrazione culturale tra bianchi e neri ed insieme allo swing fu il primo fenomeno sociale trasversale nella storia degli Stati Uniti.
Il Balboa è un ballo nato negli anni '20 nella California meridionale (precisamente nella penisola di Balboa, da cui il nome) in locali troppo affollati per consentire ai ballerini gli ampi movimenti tipici del Lindy Hop. Da qui nasce la sua caratteristica di ballo molto ravvicinato fra i due partner, in cui risalta il 'footwork', ossia la sequenza dei passi. Dall'incontro con gli altri balli swing nasce una versione più 'aperta' e con più varianti, chiamata Bal-Swing, che è quella più diffusa. Può essere ballato praticamente su ogni tipo di tempo, ma è particolarmente adatto a tempi da mediamente a molto veloci, in cui viene spesso alternato al Fast Lindy.
Lo Shag (noto anche come Collegiate Shag) è un ballo nato a New York (New Orleans secondo altri) negli anni '20-'30 e divenuto molto popolare fra gli studenti dei college (da cui il nome). Alcuni ritengono che sia una derivazione del Foxtrot. E' un ballo energico, adatto a tempi veloci (tipicamente da 200 bpm in su). Come altri balli swing, è stato riscoperto e rilanciato recentemente.
Lo shim sham è una line dance che ci riporta alla radici del ballo swing. Nel mondo esistono diverse versioni della routine..
Il Boogie-Woogie è uno stile musicale blues per pianoforte, diventato molto popolare a partire dagli anni 30 e anni 40. All'inizio del 1900 i pianisti neri nel Texas hanno cominciato a sviluppare una forma più veloce e ritmata del blues. Lo scopo era d'intrattenere la gente nei "juke joints" dei bar dove, alla sera, ci si divertiva e si ballava. Questi locali si trovavano negli accampamenti dei lavoratori, ad esempio nei pressi dei cantieri delle linee ferroviarie. Spesso persino sui treni c'era un pianista. Un brano caratteristico è Honky Tonk Train Blues (1927). Il compositore Meade Lux Lewis imita con le sonorità un treno a vapore. A quei tempi questo nuovo tipo di musica fu designata con svariati nomi: fast blues, rolling blues, the dozen, shuffle ecc. fino alla famosa registrazione "Pinetop's Boogie Woogie". In questa composizione, che risale al 1928, Clarence Smith spiegava come ballare il boogie woogie.
La parola indicava dunque un modo di ballare, e grazie a Smith (che non saprà mai niente, perché morì poco dopo, 25enne, colpito da una proiettile vagante in una sparatoria) questo genere musicale prese il nome di Boogie Woogie.
Nel 1938 Albert Ammons, Pete Johnson e Meade Lux Lewis, tre pianisti neri, vennero scoperti da un bianco: John Hammond. Per la prima volta nella storia della musica, questo stile è presentato ad un pubblico bianco nella famosa Carnegie Hall di New York e da quel giorno è iniziato un vero e proprio boom. Boom che ha inserito questo nuovo stile musicale ai primi posti di tutte le vendite discografiche. Il genere Boogie-Woogie ha finito così per essere suonato e ballato in tutti gli USA.
Il Bebop (o semplicemente Bop) è uno stile del jazz che si sviluppa soprattutto a New York negli anni '40. In pieno periodo bellico, i locali e le case discografiche si sforzano di far dimenticare la guerra ed i problemi sociali (in primis l'apartheid nei confronti dei neri): le orchestre swing sono le più adatte a questo scopo e vengono promosse attivamente. Per i musicisti neri si pongono due obiettivi: liberarsi dai rigidi arrangiamenti delle big band per esprimersi più liberamente e manifestare tangibilmente la loro ribellione a quel mondo ipocritamente sorridente.
Ma nella 52a strada di New York le cose assumono un aspetto diverso: un ragazzo di 19 anni, proveniente da Kansas City, sta improvvisando sopra uno standard ad una velocità pazzesca, con sostituzioni di accordi ardite e mai sperimentate prima: il ragazzo si chiama Charlie Parker.
Quella del Bebop è una rivoluzione che va al di là dell'aspetto strettamente musicale. È un movimento elitario, nero, tutto sommato di nicchia. Nei locali di New York di notte, dopo che i musicisti hanno suonato per far ballare i clienti e per guadagnarsi da vivere, si riuniscono Charlie Christian, il pianista Thelonious Monk e Dizzy Gillespie, il batterista Kenny Clarke e lo stesso Parker.
Liberi dai vincoli del leader d'orchestra e del pubblico da compiacere, questi musicisti sperimentano nuove soluzioni musicali fino a codificare il bop. Cambia il jazz e cambia la musica. Il jazz diventa maturo, intellettuale, impegnato e deliberatamente rivoluzionario. Le melodie bop sono scattanti, spezzettate, nervose, spesso dissonanti. La velocità di esecuzione è molto elevata.
Italia
Con lo sbarco degli americani e la confusione politica che ne consegue lo Swing puro sbarca direttamente al seguito dei marines nella penisola, Glenn Miller suona per i soldati e l'Italia scopre la radice dello swing.
1940 - 1950
USA
Arsenio Rodriguez, cieco per un incidente quando era ancora bambino, decise alla fine degli anni 40 di trasferirsi a New York, dove sperava di curare la sua malattia.
Arrivato negli Stati Uniti intorno al 1950, scoprì suo malgrado che nessuno avrebbe potuto ridargli la vista, ma sicuramente con il suo arrivo portò tutta la sua genialità nel comporre musica e creare nuovi ritmi. La sua "Hay fuego en el 23" divenne in breve tempo un grandissimo successo, ancora oggi uno degli standard universali della Salsa!
Il successo pero' non gli fu decretato subito, Arsenio arriva in pieno Boom di Latin Jazz, Mambo e Cha Cha Cha.
Il maestro Enrique Jorrìn compose nel 1951 il brano "La Engañadora", considerato in assoluto il primo chachacha della storia. In realtà il violinista cubano quando creò questo nuovo ritmo, non sapendo che nome dargli lo battezzò provvisoriamente "mambo-rumba". Solo due anni più tardi decise di chiamare la sua creazione chachacha, ispirandosi al suono onomatopeico che provocavano i ballerini nel marcare con i piedi.
Cuba
Con il trionfo della Rivoluzione Cubana nel 1956/59 e la comparsa del blocco economico Americano, La storia di questa musica prende due diverse strade: quello che successe fuori da Cuba (soprattutto a New York) e quello che successe dentro l'isola stessa.
Gli impresari Nordamericani del mondo discografico si vedono obbligati a ricorrere a musicisti e compositori Cubani residenti fuori dall'isola e ad altri musicisti latini coltivatori del ritmo. Si comincia ad ascoltare Tito Puente,
los Palmieri,
Xavier Cougat,
Johnny Pacheco,
Tito Rodriguez,
Celia Cruz,
Ismael Rivera y Sonora Matancera
oltre a tanti altri.
Il nome Salsa (1974) servì per presentare in Europa un ritmo prima conosciuto come Tropical. l'intenzione della "Fania Records" non fu mai di rubare la musica ai Cubani inserendola sotto altro nome, perché sempre si è riconosciuto che le radici della musica Salsa sono cubane e che la sua scuola si trova a Cuba.
Bisogna specificare che quando noi parliamo della Salsa, ci riferiamo alla musica direttamente discendente dal Son. il Merengue e la Cumbia sono anch'esse vendute come Salsa, prodotto della logica commerciale Americana che battezza con un solo nome facile da ricordare diversi ritmi di altri paesi. Questo fù applicato negli anni '50 al Bolero, Mambo, Cha Cha Cha, Son e Conga con il nome Rumba.
Il Son Guaguanco ottenne un buon successo in breve tempo, anche se non al livello del Son Montuno, che invece invase tutto il caribe e gli Stati Uniti.
1950 - 1960
USA
Negli Anni Cinquanta il Palladium di New York risorse e si impose come uno dei templi della musica latina.
Vi suonarono artisti come Perez Prado, Tito Rodriguez, Tito Puente, anche artisti come Charlie Parker e Cal Tjader furono coinvolti dalla febbre del mambo.
Al Palladium nacquero i Mambo Aces, duo di ballerini che nel loro mambo, diverso da quello che si ballava a Cuba, mettevano influenze di swing e tip tap e si esibivano in lunghi assoli di mambo shines, o passitos, chiamati così in riferimento alle scarpe luccicanti dei ballerini. Spesso i ballerini che si esibivano al Palladium venivano dalla strada, ma avevano una grandissima creatività.
Nel 1953, Arsenio Rodríguez compose: "Sabroso y Caliente", dove unì flauto e timbales . Alla fine degli anni 50 incise "Primitivo". Fino alla fine della sua carriera sperimentò nuovi stili come lo "Swing son".
Sulla costa occidentale statunitense e nel Midwest, lo sviluppo di jump blues, con i suoi riff di chitarra ed i testi urlati, preannunciarono i molti sviluppi successivi. Allo stesso modo, il boogie ed il blues di Chicago, fornirono molti degli elementi che possono essere visti come caratteristiche del Rock and roll.
Con lo sviluppo della chitarra elettrica, dell'amplificatore, del microfono e del 45 giri ci furono anche grandi cambiamenti in campo discografico con nuove case discografiche indipendenti e un analogo aumento di stazioni radio. L'entusiasmo di questa nuova musica da parte delle generazioni più giovani è alla base dello sviluppo di quello che sarà il "rock'n'roll" come un genere distinto.
Il termine "Rockabilly" di solito si riferisce al tipo di rock and roll suonato e registrato durante la metà degli anni '50 da cantanti bianchi come Elvis Presley, Carl Perkins e Jerry Lee Lewis Ha origine dall'unione delle parole rock and roll e hill billy, quest'ultimo termine, che può essere tradotto letteralmente con "montanaro", veniva usato in origine per descrivere una primordiale forma di musica country molto popolare tra il pubblico bianco.
Nel luglio del 1954, Elvis Presley registrò "That's All Right (Mama)" negli Sun Studio di Memphis. Due mesi prima, a maggio, Bill Haley & His Comets registrarono Rock Around the Clock. Anche se fu solo un piccolo successo quando uscì, venne tuttavia usato nella sequenza di apertura di "Il seme della violenza" l'anno successivo, imponendosi come un successo del movimento rock and roll boom. La canzone divenne uno dei più grandi successi nella storia e i ragazzi accorsi per vedere Haley e il suo gruppo suonare causarono disordini in alcune città; Rock Around the Clock fu una svolta, sia per il gruppo, sia per la musica rock' n'roll.
Italia
Nella seconda metà del decennio, si diffonde il rock'n'roll: già nel 1956 il Quartetto Cetra incide in italiano una sua versione di Rock Around the Clock, con il testo scritto da Tata Giacobetti, intitolata L'orologio matto. Tra i principali cantanti che sviluppano questo nuovo genere musicale nella penisola ricordiamo Adriano Celentano, Little Tony, Giorgio Gaber (anche in coppia con Enzo Jannacci nei Due Corsari), Tony Renis, Clem Sacco (antesignano del rock demenziale) e Mina; tra i complessi (che però alternano il rock'n'roll con altri generi ballabili) i Ribelli, i Campioni, i Campanino, Torquato e i quattro.
Portorico
La storia della salsa a Puerto Rico ha senza dubbio inizio alla fine degli anni '50 con il Combo di Raphael Cortijo nelle cui file militavano il grande cantante Ismael Rivera ("el sonero mayor") il pianista Raphael Ithier (fondatore del Gran Combo de Puerto Rico) ed il bongocero Roberto Roena (fondatore dell'Apollo Sound).
La musica del Combo di Cortijo si caratterizzava per la capacità di rimodernizzare il folclore locale, rappresentato dalla bomba e dalla plena, ma anche per l'abilità di dare nuova linfa vitale alla guaracha, vista però da una prospettiva più portoricana. La guaracha o meglio ancora la guaracha-son darà vita al genere più amato dal popolo portoricano: la salsa gorda. Gorda in spagnolo vuole dire "grassa" ma in questo caso è un aggettivo usato non in maniera dispregiativa, tutt'altro! Non a caso nei paesi latino-americani piacciono di più le donne formose che quelle magre. Questo tipo di salsa dà infatti l'idea di una musica rotonda, sabrosa, sicuramente più cadenzata, ma allo stesso tempo più giocosa, più allegra rispetto alla musica prodotta nei ghetti di New York.
Cuba
All'inizio degli anni 60 appare il maestro Juan Formell con una nuova struttura musicale chiamata Songo, che con la sua Orchestra Los Van Van rivoluziona i componenti aggregando la batteria, le chitarre e il basso elettrico. Il fatto che dentro Cuba non esistesse la necessità di competere commercialmente per vendere musica, permise che si potesse sperimentare con nuove forme e stili di suonare il Son o la Salsa.
Bisognerebbe poi dire che a Cuba la musica da circa 10 anni, si vendeva con il suo vero nome: Son.
Però la necessità di esportarla per farla conoscere internazionalmente portò alla conseguenza che, anche a Cuba si iniziò ad usare il nome Salsa per questa musica. Recentemente Juan Formell assieme ad altri musicisti Cubani la ribattezzano come Timba Cubana. Come rappresentanti di questo genere troviamo: Los Van Van, NG la Banda ,La Charanga Habanera, Paulito FG, El Medico de la Salsa, Issac Delgado, Adalberto Alvarez, Manolito Simonet, Angel Bonne e molti altri.
A causa del grande scambio culturale trà Cuba e Stati Uniti,possiamo notare una forte influenza della Timba Cubana nella Salsa Newyorkese, lo possiamo notare nella musica di Victor Manuelle, Tito Nieves ed altri,così come in numerose orchestre Cubane si nota l'influenza di salseri stranieri.
Nel 1964 il Palladium chiude i battenti e il pubblico latino prese a frequentare piccoli locali dove le big band lasciarono il posto a formazioni più modeste, chiamate Charanga. Famose quelle di Charlie Palmieri e Jhonny Pacheco e di Ray Barreto.
In quegli anni si diffuse un nuovo ballo, creato dal cubano Eduardo Davison,
la Pachanga e in musica dall'incontro tra il chachacha e il rock and roll nacque
il Boogaloo a New York, mentre a Cuba da questa stessa fusione nascerà
il Casino.
Nell'anno 1956 si diffonde questo fenomeno al Club Casino Deportivo (società di bianchi), oggi un circolo ricreativo per lavoratori.
Questa innovazione creativa fu imitata dai ballerini del Club Nauticos de Playa e si diffonde in seguito nella capitale cubana, perfino nelle stesse frasi come" facciamo la rueda come nel casino" o " facciamo la rueda de casino" che poi diventerà per abbreviazione il "casino", appellativo che identificherà più tardi lo stile di ballo nuovo.
A Portorico. Bisognerebbe fare sempre una netta distinzione tra gli artisti di origine portoricana cresciuti artisticamente a New York e quelli che invece sono nati direttamente nella isla del encanto.
Tra gli artisti (nuyorican e non) più apprezzati a Puerto Rico ricordiamo ad esempio:
Tito Rodriguez (cantante)
Tito Puente (timbalero)
Johnny Pacheco (flautista di origine dominicana e direttore della Fania All Stars)
Charlie Palmieri (pianista)
Eddie Palmieri (pianista)
Richie Ray & Bobby Cruz (pianista - cantante)
Jo Cuba (conghero)
Ray Barreto (conghero)
Larry Harlow (pianista americano di origine giudea)
Willie Colon (trombonista ed in seguito anche cantante)
Hector Lavoe (cantante)
Ismael Miranda (cantante, attualmente ritornato a vivere a Puerto Rico)
Cheo Feliciano (cantante, anche lui ritornato a vivere a Puerto Rico)
Adalberto Santiago (cantante)
Pete "El Conde" Rodriguez (cantante)
Louie Ramirez e Ray de la Paz (timbalero - cantante)
...senza dimenticare l'orchestra per antonomasia: la Fania all Stars ed alcune sue colonne portanti come
Celia Cruz (Cuba)
Justo Betancourt (Cuba)
Ruben Blades (Panama)
tra gli artisti Portoricani ricordiamo:
El Conjunto Chaney
Eddy Santiago
Luis Enrique (di origine nicaraguense, conosciuto anche come "el principe de la salsa")
Frankie Ruiz
Gilberto Santarosa
Tony Vega
Willie Gonzales
Nino Segarra
Lalo Rodriguez (messosi in luce con l'orchestra del grande Eddie Palmieri)
Josè Alberto "El Canario" (dominicano di origine, distintosi in passato con la Tipica '73)
Victor Manuelle
Domingo Quiñones
Jerry Rivera
Rey Ruiz (di origine cubana)
Hector Tricoche
Michael Stuar
1960 - 1980
Il Rock segnerà il passaggio con le sue varie trasformazioni alla musica elettronica dei nostri giorni, i generi che si sono susseguiti dagli anni '60 sono tantissimi: dal Hard rock al Soul (di Aretha Franklin e Barry White), al Neo Soul, al R&B, al Metal, alla disco Music, il folk, la musica Pop, Country, Rap, Funk ecc. ecc.
Ci soffermeremo soltanto sulla salsa che in questi anni ebbe notevoli trasformazioni e influenze che diedero origine a tante varianti.
Il guaguancò newyorkese
Finita l'era del mambo, della pachanga e del boogaloo, negli anni '60 grande successo ebbe nella New York latina un genere che fu battezzato guaguancò. Si tratta di un termine che può generare confusione in quanto il guaguancò è una delle più famose varianti della rumba. Quello newyorkese è invece più affine al son-guaguancò (una delle 22 varianti del son) che si può considerare una creazione del tresista cubano Arsenio Rodriguez. Si tratta di un son che non necessariamente presenta delle cellule di rumba ma che sicuramente ha un forte impatto ritmico con delle atmosfere più urbane (spesso cupe) ed un largo uso di percussioni.
In molte canzoni dell'epoca troviamo citato il termine guaguancò, che si può considerare a tutti gli effetti un vero antesignano della moderna salsa (tra i tanti esempi vedi "Guaguancò de los violentos" della Tipica 73).
E' curioso constatare come la parola guaguancò scompare dalle canzoni una volta affermatosi definitivamente il termine salsa.
La salsa brava
La salsa brava si può considerare un movimento etno-musicale che nasce a New York alla fine degli anni '60, come una evoluzione della musica cubana, rielaborata a sua volta (attraverso la fusione con la bomba e la plena) nell'isola di Puerto Rico. Nasce nello Spanish Harlem, il ghetto dove viveva la maggior parte degli immigrati latini.
"Brava" in spagnolo è un sinonimo di cattiva, dura. Di quel ghetto ne riproduce infatti le atmosfere attraverso un suono molto aggressivo, sporco, quasi lancinante, caratterizzato da tromboni al limite della stonatura e da un'atmosfera cupa quanto ribelle.
Un ottimo esempio lo troviamo in quasi tutti i dischi prodotti dall'etichetta Fania in quegli anni. Citazione a parte meriterebbe il brano "Sonido Bestial" di Richie Ray e Bobby Cruz, vero manifesto sonoro capace di mescolare vari generi attraverso una riuscitissima salsa musicale.
La salsa gorda
E' un genere che nasce principalmente a Puerto Rico. Gorda vuole dire grassa e quel tipo di salsa dà proprio l'idea di una musica rotonda, sabrosa, sicuramente più cadenzata, ma allo stesso tempo più giocosa, più allegra, con dei testi spesso ironici, ricchi di doppi sensi. Caratteristiche queste tipiche della guaracha (altro genere musicale molto popolare non solo a Cuba e Puerto Rico ma in tutto il Caribe).
Tra i più importanti esponenti di questo genere troviamo El Combo di Cortijo con Ismael Rivera, El Gran Combo de Puerto Rico, Tommy Olivencia, Willie Rosario, Bobby Valentin, l'Apollo Sound di Roberto Roena e la Sonora Ponceña (orchestre però capaci di spaziare su più generi musicali).
La salsa coscienzia (coscienza)
E' una corrente che nasce a New York e che si caratterizza soprattutto per i suoi testi, molto ricchi di contenuti sociali. Tra i suoi esponenti principali troviamo Eddie Palmieri, Willy Colon e Ruben Blades considerato un po' il Bob Dylan della salsa (vedi il classico "Pedro Navaja").
La Salsa romantica
I suoi albori risalgono all'epoca del Palladium di New York e tra i suoi antesignani troviamo l'inconfondibile voce di Tito Rodriguez. La salsa romantica si afferma però definitivamente solo negli anni '80. E' una felice fusione tra la salsa e la balada latino-americana. La balada è un genere musicale molto vicino alla nostra tipica canzone all'italiana. Oltre da testi prettamente romantici è caratterizzata da una musica molto morbida e melodica. In questo caso il ritmo lascia più spazio alla melodia. Tra i suoi precursori troviamo Louie Ramirez & Ray de la Paz, Eddie Santiago, Luis Enrique, Gilberto Santarosa e Tony Vega. Tra i tanti brani rappresentativi di questo genere citiamo "Porquè te amo", cover tra l'altro di un brano della nostra Mina: "Più di così".
La salsa erotica
Questo tipo di salsa viene anche chiamato in maniera spregiativa salsa monga (ovvero salsa moscia). Nella salsa erotica tutto diventa ancora più esplicito e si fanno dei continui riferimenti al sesso. Si parla di lenzuola infuocate, di amplessi, di orgasmi senza fine e via dicendo. La parte ritmica è sempre più sfumata e la voce dei cantanti sempre più sussurrata. Manifesto sonoro di questo genere si può considerare "Devorame otra vez" portata al successo dalla inconfondibile voce di Lalo Rodriguez.
La salsa dura
Questo tipo di salsa nasce a New York nel nuovo millennio proprio in risposta alle degenerazioni della salsa monga. Si ripropone di riportare in auge le atmosfere più ruvide, tipiche della salsa brava. Tra i suoi principali interpreti troviamo Jimmy Bosch, la Spanish Harlem Orquesta e più recentemente l'orchestra La Excelencia.
La tecno salsa
Nasce nel nuovo millennio ed è chiaramente una salsa che si avvale dell'utilizzo massiccio dell'elettronica con suoni campionati, bassi pompati, sintetizzatori e batterie elettroniche nel tentativo di conquistare anche il pubblico giovanile.
Il songo
Nasce dall'unione delle parole "son" e "go" che in inglese vuol dire "Vai". Potremmo tradurlo così come son progressivo. Nasce grazie alle intuizioni musicali di Juan Formell un giovane bassista che si mette in luce nell'Orquesta Revè, per poi fondare nel 1969 i mitici Los Van Van. Ottimo esempio di songo è il brano "Sandunguera".
La timba
E' la musica contemporanea cubana. Nasce negli anni '90 come una evoluzione del songo. Evoluzione a cui contribuiranno tantissimi artisti cubani a partire dal gruppo Irakere, con il brano "Bacalao con pao", e NG La Banda con il brano "Santa Palabra".
Pur esistendo una timba più morbida ed una più aggressiva, è una forma musicale abbastanza diversa dalla salsa sia a livello di suoni, di timbri, di arrangiamenti e di interpretazioni vocali. Tende spesso a mescolare generi musicali diversi, il tutto però attraverso un felice matrimonio tra modernismo e tradizione.
La salsaton
Nasce a Puerto Rico con l'intenzione di contaminare la salsa con il reggaetton. Persino grandi artisti salseri come Andy Montañez, La India ed Ismael Miranda si sono cimentati con questa fusione.
Una tendenza simile sta nascendo anche a Cuba dove si sente sempre più spesso parlare di Timbaton
