
L'evoluzione della musica latino americana
E' una storia molto complessa, qualsiasi schematizzazione e tentativo di semplificazione risulta insufficiente per descriverne la ricchezza di sfumature, contaminazioni ed evoluzioni dei generi musicali. Le date si riferiscono ad autori o pezzi musicali che sottolineano l'ufficialità del cambiamento in atto. Tutto nasce nei Caraibi e nella costa occidentale dell'America, dove si incontrano le sonorità del "vecchio mondo" con i ritmi africani e le melodie indigene.

Ballare portoricano...
Una delle leggende metropolitane che divide sempre di più gli appassionati della salsa è che "esiste una musica per ballare portoricano ed una per ballare cubano". Posso capire che uno preferisca un genere piuttosto che un altro, ma si tratta di una convinzione che non corrisponde affatto alla realtà. Basterebbe andare in giro per il mondo per accorgersene. Per scoprire, ad esempio, che i cubani ballano volentieri sulle note della musica portoricana (al punto che Mark Anthony è uno dei loro idoli) e che i portoricani adorano cimentarsi con i ritmi cubani (al punto che i Van Van, quando vanno nell'isla del encanto, fanno sempre il tutto esaurito).
Se è vero che salsa e timba sono due generi musicali con delle caratteristiche diverse, è altrettanto vero che la bravura del ballerino sta proprio nella capacità di "adattare il suo stile a qualsiasi tipo di musica", assecondando in questo modo il proprio talento o le proprie capacità....
In Italia il rapporto con la musica afro-latino-caraibica viene quasi sempre filtrato attraverso la lente di un ballo che si apprende generalmente in una scuola. Ormai nelle scuole di ballo si riceve un vero e proprio "imprinting sonoro" che spesso induce non solo a prediligere un certo tipo di sonorità, ma persino a credere che ci sia un musica da ballare "in linea" e una musica da ballare "in tondo" o in "rueda" (mi viene l'orticaria quando sento questi termini!!!)
Si tratta di aberrazioni, figlie della mancanza di una vera cultura salsera ma anche figlie, purtroppo, di interessi commerciali da parte degli stessi maestri, che si dimenticano troppo spesso di spiegare ai loro allievi che "il ballo non ha padroni"...
Guardando poi la cosa da un punto di vista strettamente tecnico, ci accorgeremo che l'interpretazione di un brano non è determinata dalla postura, dalle figure o dalle geometrie di ballo, ma semmai dalla corretta interpretazione del suo andamento ritmico. La cosa veramente difficile da fare è saper dare ad ogni brano lo swing adeguato a prescindere dallo stile con cui lo balliamo.
D'altra parte cosa significa esattamente "saper leggere un brano musicale"? Significa eseguire correttamente le parti musicali (andare, ad esempio, di rumba, di bomba o di despelote se la musica chiama questi ritmi), essere in grado di azzeccare gli stacchi, le ripartenze come i cambi di ritmo. Il che equivale anche a saper distinguere la parte del son da quella del montuno; la parte del mambo da quella della descarga.
Bisogna inoltre avere la capacità di ballare morbido su un brano romantico e con la enfasi adeguata su un brano ritmicamente aggressivo. A quanti di voi invece è capitato di vedere persone andare di rumba su una salsa romantica o fare passi di mambo su un passaggio rumbero (?!?!)...
Attenzione però a non confondere uno spettacolo (in cui bisogna per forza saper leggere un brano), con il ballo sociale( in cui ogni volta più che interpretare un brano si è costretti ad adattare il proprio modo di ballare alle capacità del partner o della partner di turno)...
Mi sono reso conto di come sia difficile scardinare convinzioni ormai radicate. Ma a quelli che, nonostante tutto, continuano ad essere convinti che ad ogni musica corrisponde un certo stile di ballo vorrei chiedere:
“Sbagliava allora il grande maestro portoricano Papito Jala Jala quando nelle sue esibizioni qui in Italia (molti se lo ricorderanno) ballava sul brano "Marcando la distancia" di Manolito y su Trabuco?”
“Sbagliava il compianto artista cubano Tony Castillo, quando interpretava con le figure del casino un brano romantico come "Como una pelicula" del portoricano Carlos Alberto?”
E ancora mi piacerebbe chiedere:
"La timba come andrebbe ballata? Con le figure del casino come si fa qui in Italia o in maniera sciolta come fanno a Cuba? Chi sbaglia noi o loro? "
In una accezione rigida direi che siamo noi a sbagliare, visto che non abbiamo colto lo spirito originario della timba. In una accezione più flessibile "non sbaglia nessuno" perché il ballo è appunto "una libera interpretazione".... Il che significa che dello stesso brano, ballerini con indole, sensibilità e capacità diverse daranno una interpretazione più congeniale alla loro personalità ma anche al loro retaggio culturale (fenomeno meglio conosciuto come "transculturacion")...
Qual'è il risultato di queste guerre ideologiche? Che oggi si fa sempre più difficile trovare degli ideali compagni di viaggio. Siamo arrivati finanche al paradosso che molte persone amano la timba ed odiano la salsa e viceversa... quando invece la cosa più logica e sensata sarebbe riuscire ad apprezzare questi due meravigliosi generi nella loro intrinseca bellezza....
Io, ad esempio, non ho mai capito perché nelle serate a tema, si pratichi un boicottaggio, una vera e propria discriminazione nei confronti della musica cubana e viceversa...
Io (a costo di attirarmi delle antipatie da parte dei timberi e dei salsaduristi ad oltranza) non mi riconosco affatto in questa visione. Ballo volentieri entrambi i generi. Anzi mi sono accorto che mi diverto di più su alcuni brani di timba che su un brano come "Salsa dura" degli Exelencia o sulle sonorità di un certo guaguancò newiorkese.
Ma magari lo strano sono io!...Oppure no, visto che girando per locali mi accorgo che persino molti "filo-cubani" preferiscono ballare sulle note di Tito Nieves, Mark Anthony e Gilberto Santarosa, piuttosto che su quelle della Charanga Habanera o su brani di salsaton e timbaton,
Ma per non rimanere nel vago voglio sottoporvi una lista di canzoni cubane, più o meno recenti, che io amo ballare in stile portoricano. Canzoni che spaziano dal songo, alla timba romantica a quella più sabrosa a dimostrazione della varietà ma anche della grande qualità della musica cubana.
- LOS VAN VAN: Sandunguera; "La Titimania; Permiso llegò Van Van; "Habana city"; "Soy todo"; "Despues de todo"; Ven Ven
- MANOLITO Y SU TRABUCO: "Marcando la distancia" "Loco por mi Habana" ; Llegò la musica cubana; "Corazon"
- ADALBERTO ALVAREZ: "Somos latinos"; "Deja la mala noche", "Para bailar casino", Gozando en la Habana
- ISSAC DELGADO: No me mires a los ojos; Deja que Roberto te toque; Dos mujeres ; Que te pasa loco; Quando; No vale la pena; La mujer que mas te duele ; Todavia
- PAULITO FG: Tu no me calculas; De la habana Para volver conmigo; Laura se fuè; Confio en ti
- PEDRO CALVO: El negro palmao
- PEPITO GOMEZ: Mujer prohibida
- TIRSO DUARTE: Un mal sueño, Yo soy tu papi
- MANOLIN: La bola”; La hiciste buena
- MARACA: Soñando
- N. G. LA BANDA: Santa Palabra; La bruja; Necesito una amiga
- EXPRESO DE ORIENTE: Guarachando
- DAN DEN: Exeço de amor
- ORQUESTA REVE’: Mi salsa tiene sandunga
- PUPY PEDROSO: Que cosas tienes la vida
- POLO MONTAÑEZ: "Monton de estrellas"
...questo chiaramente è solo un elenco di canzoni e di artisti assolutamente) parziale, nel quale non ho incluso i grandi artisti del passato così come alcune guarachas o alcuni sones immortali. Un elenco al quale però potrei aggiungere tranquillamente molti brani di Willie Chirino (in particolare “Meias negras”; “Rumbera”; “Despacito y suave”; “Cuba que lindas son tus pasajes”), alcuni brani storici di Gloria Estefan (come la bellissima “MI tierra”) e naturalmente quelli di due mostri sacri: la mitica Celia Cruz e il venezuelano Oscar de Leon, da sempre uno dei maggiori interpreti della musica cubana. (“El son de Celia y Oscar”, ad esempio).
Enzo Conte
Differenze tra le varie salse
Oggi si sente sempre più spesso parlare di salsa classica, salsa brava, salsa dura, salsa gorda, salsa romantica, salsa erotica, techno-salsa, salsoton e timba, ma la maggior parte dei salseri non conoscono né l'origine, né le caratteristiche principali di queste diverse correnti musicali.
Spiegare il tutto in poche righe è estremamente difficile. Per capire l'evoluzione della salsa non è sufficiente un articolo. Si tratta di una storia molto complessa che parte da molto lontano.... Solo un orecchio ben educato potrà riuscire a cogliere nel tempo le differenze esistenti.
Differenze in alcuni casi davvero notevoli, in altre sicuramente più sfumate, che meriterebbero un approfondimento maggiore soprattutto se volessimo volgere il nostro sguardo a tutto ciò che è successo negli ultimi cinquant'anni nell'America Latina (latin jazz compreso).
In questo articolo, pensato soprattutto per i neofiti, cercherò di delineare alcune di queste caratteristiche.
In futuro invece, come promesso, cercherò di fare una breve storia della salsa attraverso i suoi artisti più rappresentativi.
La salsa brava. Brava in spagnolo è un sinonimo di cattiva, dura.
La salsa come movimento etno-musicale nasce a New York alla fine degli anni '60. Nasce principalmente nello Spanish Harlem, il ghetto dove viveva la maggior parte degli immigrati latini.
E' una musica che ha una profonda radice caraibica (in particolare la musica cubana) ma che si caratterizza fin dall'inizio per la sua natura tipicamente urbana. Di quel ghetto ne riproduce infatti le atmosfere attraverso un suono molto aggressivo, sporco, quasi lancinante, caratterizzato da tromboni al limite della stonatura e da un'atmosfera cupa quanto ribelle.
Questo tipo di salsa viene anche detto salsa-guaguancò, perché ricorda molto da vicino alcune atmosfere tipiche della rumba cubana. Il guaguancò è infatti una delle varianti della rumba.
Il termine guaguancò non deve però portare il neofita a confondere questi due generi musicali, molto diversi tra di loro..
La salsa gorda è invece quella che si produce principalmente a Puerto Rico, (ma anche in Venezuela e Colombia). Gorda vuole dire grassa e quel tipo di salsa dà proprio l'idea di una musica rotonda, sabrosa, sicuramente più cadenzata, ma allo stesso tempo più giocosa, più allegra, con dei testi spesso ironici, ricchi di doppi sensi. Caratteristiche non a caso tipiche, della guaracha (altro genere musicale molto popolare non solo a Cuba e Puerto Rico ma in tutto il Caribe).
La salsa conciencia (coscienza) nasce in realtà anch'essa a New York e si caratterizza soprattutto per i suoi testi che sono molto ricchi di contenuti sociali. Tra i suoi esponenti principali troviamo Ruben Blades considerato un po' il Bob Dylan della salsa.
La salsa romantica invece nasce negli anni '80. E' una felice fusione tra la salsa e la balada latino-americana. La balada è un genere musicale molto vicino alle nostre canzoni melodiche. Oltre al testo molto romantico anche la musica è più morbida. In questo caso il ritmo lascia più spazio alla melodia.
Nella salsa erotica il tutto diventa ancora più esplicito e si fanno dei riferimenti espliciti al sesso. Si parla di lenzuola infuocate, di amplessi, di orgasmi senza fine. La musica è ancora più morbida, la parte ritmica sempre più sfumata e la voce dei cantanti sempre più sussurrata.
La techno salsa nasce nel nuovo millennio ed è chiaramente una salsa che si avvale dell'utilizzo massiccio dell'elettronica con suoni campionati, bassi pompati, sintetizzatori e batterie elettroniche che la avvicinano di più al pubblico giovanile.
La timba è invece la musica contemporanea cubana. Nasce negli anni '90 e risente dei profondi cambiamenti sociali avvenuti proprio in concomitanza del cosiddetto "periodo especial". Si può considerare una logica evoluzione del songo che a sua volta era una evoluzione del son. Tra i suoi creatori abbiamo José Luis Cortes "El Tosco", ex flautista del gruppo Irakere e attuale leader del gruppo NG la Banda.
Ha una filosofia musicale molto diversa dalla salsa, sia a livello di orchestrazioni, suoni, timbri, arrangiamenti e interpretazioni vocali. Tende spesso a mescolare generi musicali diversi, il tutto però attraverso un felice quanto riuscito matrimonio tra modernismo e tradizione.
Il salsoton è recentissimo, Nasce a Puerto Rico e tende a mischiare (con risultati spesso discutibili) la salsa con il reggaetton. Una tendenza simile sta nascendo anche a Cuba dove già si sente parlare di timbaton.
Per salsa classica si intende tutta la salsa compresa tra gli anni '60 e gli anni '90, ovvero l'epoca dorata di questa espressione musicale così ricca ma allo stesso tempo così controversa.
Enzo Conte
La salsa Gorda
La salsa gorda è un movimento che trova a Puerto Rico il suo epicentro.
Gorda in spagnolo vuole dire grassa ma in questo caso è un aggettivo usato non in maniera dispregiativa, tutt'altro! Non a caso nei paesi latino-americani piacciono di più le donne formose che quelle magre.
Questo tipo di salsa dà infatti l'idea di una musica rotonda, sabrosa, sicuramente più cadenzata, ma allo stesso tempo più giocosa, più allegra rispetto alla musica prodotta nei ghetti di New York. Si tratta di una musica con dei testi spesso ironici, pieni di doppi sensi e di allusioni. Caratteristica tipica della guaracha, un genere musicale molto popolare non solo a Cuba e Puerto Rico ma in tutto il Caribe.
Questa affinità con la guaracha è molto importante. Molti studiosi sostengono infatti che la salsa gorda non sia altro che una versione moderna della guaracha (o potremmo dire di quel genere musicale conosciuto come guaracha-son)
Il migliore interprete di quella nuova onda tropicale sarà il Gran Combo de Puerto Rico.
L'orchestra era guidata dal pianista Rafael lthier e si avvaleva della presenza di ottimi musicisti ( tra i quali il bongocero Roberto Roena, futuro leader degli Apollo Sound) e di due favolosi cantanti che diverranno presto delle leggende: Andy Montañez e Pellín Rodríguez.
Il primo disco ufficiale del Gran Combo "Meneame los mangos" risale al 1962, ma il primo vero e proprio successo del gruppo è del 1964 con l'album "Acàngana"
Il repertorio del Gran Combo all'inizio era piuttosto vasto e non sfuggiva al richiamo delle mode imperanti a cominciare dallo jala jala (ritmo creato dallo stesso Roena) per finire col boogaloo. La guaracha vista da una prospettiva portoricana, era però il genere in cui, quella che in futuro sarà battezzata "La Universidad de la salsa", meglio eccelleva e che meglio avrebbe caratterizzato il percorso musicale di questa storica formazione.
Nel frattempo una nuova generazione di musicisti, provenienti dalla isla del encanto, iniettava linfa vitale nelle vene della musica caraibica.
In quegli anni Puerto Rico viveva il boom della cosiddetta musica salsa. In tutti i locali alla moda, nei grandi alberghi, nei circoli social o semplicemente nelle marquesinas (piccoli locali corrispondenti dei nostri garage) risuonavano le hits del momento. Alle volte le serate danzanti cominciavano al pomeriggio per chiudersi alle prime ore dell'alba.
A rallegrare queste feste senza fine c'erano orchestre come quella del Gran Combo, di Willie Rosario (nelle cui file militeranno cantanti come Gilberto Santarosa e Tony Vega), di Tommy Olivencia (con i cantanti Chamaco Ramirez, Frankie Ruiz e Paquito Guzman), di Bobby Valentin (con Cano Estremera, Luigi Texidor, Marvin Santiago, Luisito Carrion) e di Roberto Roena e del suo Apollo Sound.
Nel 1974, grazie al disco "Celia y Johnny", il pubblico scoprì un pianista portoricano, nativo della città di Ponce, Enrique Lucas jr, meglio conosciuto come Papo Lucca.
Il giovane pianista si era formato nell'orchestra paterna: La Sonora Ponceña diretta dal maestro Quique Lucca. Papo, fin dalla tenera età si era cimentato nell'arrangiamento, sviluppando uno stile ed un gusto del tutto squisiti, che risentivano sicuramente dell'influenza jazzistica del pianista Oscar Peterson.
Sull'onda del successo del disco fatto con Johnny Pacheco e Celia Cruz, Papo Lucca si trasformò in uno degli arrangiatori e dei pianisti più richiesti nel mondo della salsa, al punto da diventare una delle colonne portanti della Fania AlI Stars.
Nonostante una attività sempre più frenetica, Papo non cessò mai di dedicarsi alla sua orchestra. Un'orchestra che da una parte recepiva l'influenza della musica cubana (come nel caso della celebre "Hay Fuego en el 23"), ma che dall'altra aveva l'indubbio pregio di esplorare le più importanti espressioni musicali del Caribe, per poi avvicinarsi, grazie al virtuosismo di questo grande pianista, alle atmosfere più sofisticate del jazz latino.
Di fatto la salsa gorda è la musica che meglio rappresenta l'anima di questa isola. Anche negli anni in cui la salsa romantica ha preso il sopravvento, questo genere musicale non ha mai smesso di far battere il cuore dei portoricani,
Ed anche oggi, nonostante che il mercato discografico salsero abbia lasciato il posto alle nuove mode imperanti, nei locali portoricani continuano a risuonare le note di quei classici che hanno caratterizzato un'epoca e che sono la migliore testimonianza del contributo che ha dato l'isola di Puerto Rico all'evoluzione della salsa.
E' semmai un vero peccato che la salsa gorda qui in Italia non abbia molti ambasciatori.
Molti identificano Puerto Rico con la salsa romantica e sbagliano di grosso. La salsa romantica è solo una delle anime di questa isola che ha al contrario uno spirito assolutamente guarachero, Uno spirito allegro e contagiante che sarebbe cosa assolutamente auspicabile se i nostri dee jay e i tanti maestri di ballo che operano oggi nel nostro territorio aiutassero a far conoscere a tutti gli appassionati.
Enzo Conte
Latin Hustle
La moda Hustle è nata negli USA agli inizi degli anni '70, nel pieno boom delle discoteche. Quando si parla di disco fox disco hustle non si vuole (nè si può) definire una particolare danza. Si intende semplicemente indicare una metodologia di ballo della disco-music (disco-dance). Noi adulti siamo abituati a pensare, specialmente se sono passati molti anni da quando non mettiamo piede in una discoteca, che lì ognuno balli come vuole. Del resto, le discoteche sono nate in un contesto culturale ispirato alla libertà totale: di pensare, di vivere e di muoversi... nella società e sulle piste da ballo. Invece, anche nelle discoteche esiste un codice coreico.
Il termine hustle si trova variamente abbinato ad altri nomi: Latin Hustle, New York Hustle, Salsa Hustle, Street Hustle, Line Hustle, Three Count Hustle, International Hustle. Ognuna di queste espressioni indica uno stile particolare. Ciò dimostra che l'hustle è un genere i cui confini sono dilatabili a dismisura. Si tratta di un contenitore capace di metabolizzare tutto: all'interno della metodologia vige il principio di libera espressione. Ognuno può far passare sotto tale etichetta ciò che vuole, purchè il risultato prodotto sia d'un certo effetto. Ed infatti, nel corso degli anni, abbiamo visto ogni tipo di mix passare per hustle. La generazione dell'hustle, in nome di un nuovo modo di danzare in discoteca, ha manomesso le regole di tutte le discipline esistenti di danza sportiva. La cultura hustle è aggressiva: prende quello che vuole, facendo a pezzi e ricomponendo con nuovi parametri danze prestigiose ed amate. Ha osato scavalcare ogni limite, senza complessi di inferiorità. In trenta anni la hustle generation ha prodotto tutte le sintesi, le scomposizioni e le sperimentazioni possibili nel mondo del ballo. Ne sono venuti fuori sicuramente molti capolavori di costruzioni coreiche, ma anche la più grande accozzaglia coreografica mai vista nella storia della danza:
- Il fenomeno hustle, che ha interessato le grandi metropoli americane negli anni '70, ha esaurito da parecchio tempo la sua spinta propulsiva. Alcuni osservatori fanno notare che la crisi dell'hustle è derivata proprio dal volere strafare. Quando si è cercato di contaminare con l'hustle perfino il fulcro delle danze caraibiche si è verificato un riflusso di giovani amatori e di maestri verso gli antichi lidi. La salsa si è rifugiata nelle sue nicchie di mercato sudamericane ed europee, cercando di recuperare i propri connotati, mentre gli americani hanno ripreso a ballare il mambo-mambo senza orpelli.
- I contenuti dell'hustle sono la somma di elementi e di segmenti presi in prestito da danze che fanno regolarmente parte di discipline ufficiali, nazionali ed internazionali. I gestori di queste danze (individui, scuole, organismi), detentori del patrimonio delle stesse, hanno riaffermato la propria identità e la propria qualità, marcando le dovute differenze e prendendo le distanze da fenomeni ritenuti estemporanei.
- La forte identificazione dell'hustle con la componente portoricana del popolo USA (da ciò latin hustle) ha nociuto alla sua internazionalizzazione.
- Le case discografiche non hanno sostenuto il fenomeno hustle attraverso una produzione finalizzata e specifica (Il che potrebbe anche significare che è venuta meno la domanda). Oggi si balla ancora sui grandi successi degli anni '70 (Abba, Bee Gees, Dire Straits).
- La finalità dell'hustle, rispetto alla idea originaria di 'ordinare' e rendere professionale la danza di discoteca, è diventata col tempo quella di fare spettacolo, di meravigliare ad ogni costo, di creare cose stravaganti purchè non fatte prima, ecc. Ha perso per strada, insomma, le stesse motivazioni per cui era nato, senza trovare altra identità stabile all'interno del vasto panorama delle danze sportive, dove ogni disciplina cerca giustamente di mantenersi saldi i propri spazi e le proprie prerogative.
Le anime della salsa
Sintetizzare in poche righe il percorso evolutivo della salsa non è facile. Per chi avesse voglia di approfondire questo argomento, in attesa della ristampa del mio primo libro "Salsa, il Tropico dell'Anima", consiglio il mio più recente "Salseando y bailando", edito dalla Gremese.
"Salsa è una magica parola che nel suo seno nasconde i misteri di un universo sonoro tanto affascinante come quello afro-latino-americano. Unisce una enorme varietà di ritmi musicali che vanno dalla contradanza alla rumba, dalla tumba alla conga, passando per la danza, il danzón, il danzonete, la guajira, il son montuno, la guaracha, il mambo, il chachacha, la bomba, la plena, la pachanga fino al boogaloo."
La salsa, a sua volta, pur essendo il frutto della mescolanza di diversi ritmi, possiamo dividerla in diverse quanto approssimative tipologie
IL GUAGUANCO' NEWIORKESE
Finita l'era del mambo, della pachanga e del boogaloo, negli anni '60 grande successo ebbe nella New York latina un genere che fu battezzato guaguancò. Si tratta di un termine che può generare confusione in quanto il guaguancò è una delle più famose varianti della rumba. Quello newiorkese è invece più affine al son-guaguancò (una delle 22 varianti del son) che si può considerare una creazione del tresista cubano Arsenio Rodriguez. Si tratta di un son che non necessariamente presenta delle cellule di rumba ma che sicuramente ha un forte impatto ritmico con delle atmosfere più urbane (spesso cupe) ed un largo uso di percussioni.
In molte canzoni dell'epoca troviamo citato il termine guaguancò, che si può considerare a tutti gli effetti un vero antesignano della moderna salsa (tra i tanti esempi vedi "Guaguancò de los violentos" della Tipica 73).
E' curioso constatare come la parola guaguancò scompare dalle canzoni una volta affermatosi definitivamente il termine salsa.
LA SALSA BRAVA
La salsa si può considerare un movimento etno-musicale che nasce a New York alla fine degli anni '60, come una evoluzione della musica cubana, rielaborata a sua volta (attraverso la fusione con la bomba e la plena) nell'isola di Puerto Rico. Nasce nello Spanish Harlem, il ghetto dove viveva la maggior parte degli immigrati latini.
Brava in spagnolo è un sinonimo di cattiva, dura. Di quel ghetto ne riproduce infatti le atmosfere attraverso un suono molto aggressivo, sporco, quasi lancinante, caratterizzato da tromboni al limite della stonatura e da un'atmosfera cupa quanto ribelle.
Un ottimo esempio lo troviamo in quasi tutti i dischi prodotti dall'etichetta Fania in quegli anni. Citazione a parte meriterebbe il brano "Sonido Bestial" di Richie Ray e Bobby Cruz, vero manifesto sonoro capace di mescolare vari generi attraverso una riuscitissima salsa musicale.
LA SALSA GORDA
E' un genere che nasce principalmente a Puerto Rico. Gorda vuole dire grassa e quel tipo di salsa dà proprio l'idea di una musica rotonda, sabrosa, sicuramente più cadenzata, ma allo stesso tempo più giocosa, più allegra, con dei testi spesso ironici, ricchi di doppi sensi. Caratteristiche queste tipiche della guaracha (altro genere musicale molto popolare non solo a Cuba e Puerto Rico ma in tutto il Caribe).
Tra i più importanti esponenti di questo genere troviamo El Combo di Cortijo con Ismael Rivera, El Gran Combo de Puerto Rico, Tommy Olivencia, Willie Rosario, Bobby Valentin, l'Apollo Sound di Roberto Roena e la Sonora Ponceña (orchestre però capaci di spaziare su più generi musicali).
LA SALSA CONCIENCIA (coscienza)
E' una corrente che nasce a New York e che si caratterizza soprattutto per i suoi testi, molto ricchi di contenuti sociali. Tra i suoi esponenti principali troviamo Eddie Palmieri, Willy Colon e Ruben Blades considerato un po' il Bob Dylan della salsa (vedi il classico "Pedro Navaja").
LA SALSA ROMANTICA
I suoi albori risalgono all'epoca del Palladium di New York e tra i suoi antesignani troviamo l'inconfondibile voce di Tito Rodriguez. La salsa romantica si afferma però definitivamente solo negli anni '80. E' una felice fusione tra la salsa e la balada latino-americana. La balada è un genere musicale molto vicino alla nostra tipica canzone all'italiana. Oltre da testi prettamente romantici è caratterizzata da una musica molto morbida e melodica. In questo caso il ritmo lascia più spazio alla melodia. Tra i suoi precursori troviamo Louie Ramirez & Ray de la Paz, Eddie Santiago, Luis Enrique, Gilberto Santarosa e Tony Vega. Tra i tanti brani rappresentativi di questo genere citiamo "Porquè te amo", cover tra l'altro di un brano della nostra Mina: "Più di così".
LA SALSA EROTICA
Questo tipo di salsa viene anche chiamato in maniera spregiativa salsa monga (ovvero salsa moscia). Nella salsa erotica tutto diventa ancora più esplicito e si fanno dei continui riferimenti al sesso. Si parla di lenzuola infuocate, di amplessi, di orgasmi senza fine e via dicendo. La parte ritmica è sempre più sfumata e la voce dei cantanti sempre più sussurrata. Manifesto sonoro di questo genere si può considerare "Devorame otra vez" portata al successo dalla inconfondibile voce di Lalo Rodriguez.
LA SALSA DURA
Questo tipo di salsa nasce a New York nel nuovo millennio proprio in risposta alle degenerazioni della salsa monga. Si ripropone di riportare in auge le atmosfere più ruvide, tipiche della salsa brava. Tra i suoi principali interpreti troviamo Jimmy Bosch, la Spanish Harlem Orquesta e più recentemente l'orchestra La Excelencia.
LA TECHNO SALSA
Nasce nel nuovo millennio ed è chiaramente una salsa che si avvale dell'utilizzo massiccio dell'elettronica con suoni campionati, bassi pompati, sintetizzatori e batterie elettroniche nel tentativo di conquistare anche il pubblico giovanile.
IL SONGO
Nasce dall'unione delle parole "son" e "go" che in inglese vuol dire "Vai". Potremmo tradurlo così come son progressivo. Nasce grazie alle intuizioni musicali di Juan Formell un giovane bassista che si mette in luce nell'Orquesta Revè, per poi fondare nel 1969 i mitici Los Van Van. Ottimo esempio di songo è il brano "Sandunguera".
LA TIMBA
E' la musica contemporanea cubana. Nasce negli anni '90 come una evoluzione del songo. Evoluzione a cui contribuiranno tantissimi artisti cubani a partire dal gruppo Irakere, con il brano "Bacalao con pao", e NG La Banda con il brano "Santa Palabra".
Pur esistendo una timba più morbida ed una più aggressiva, è una forma musicale abbastanza diversa dalla salsa sia a livello di suoni, di timbri, di arrangiamenti e di interpretazioni vocali. Tende spesso a mescolare generi musicali diversi, il tutto però attraverso un felice matrimonio tra modernismo e tradizione.
IL SALSATON
Nasce a Puerto Rico con l'intenzione di contaminare la salsa con il reggaetton. Persino grandi artisti salseri come Andy Montañez, La India ed Ismael Miranda si sono cimentati con questa fusione.
Una tendenza simile sta nascendo anche a Cuba dove si sente sempre più spesso parlare di TIMBATON.
Enzo Conte
Link di articoli a tema
- Scompare Max Enrique Borges, architetto che ridisegnò il Tropicana dell'Havana
- Timba, Rumba e l'appropriazione dall'interno
- L'organo Hammond nella Salsa
- Ereditá transculturale nella musica dei caraibi di M.T.Linares
- La pachanga fa impazzire New York (tratto da un articolo del 1961)
- Ripasso storico sui 40 anni del Boogaloo e dello Shing-a-ling
- Brano tratto da El libro de la salsa - C.M. Rondon - Gli anni' 50
- Cattedra della Salsa Venezuelana: incontro sul boom della salsa negli anni 60 - 29 Giugno 2006
- Cattedra della Salsa Venezuelana - Giugno 2006
- Son Guaguanco
- Latin Soul
Orchestre portoricane
Puertorico e i suoi artisti, Da diversi mesi sto lavorando ad un nuovo libro dedicato a Puerto Rico, un'isola, ricca di tesori, ma in realtà poco conosciuta dal pubblico italiano, soprattutto per colpa dello stesso governo portoricano che indubbiamente ha sempre fatto poco per la sua promozione.
Questa mia nuova avventura letteraria sarà una specie di guida alla scoperta della musica, dei balli, della storia, del costume ma anche delle bellezze naturali di questa affascinante isola tropicale. Illustrerò così la sua evoluzione, sviluppatasi attraverso forme musicali (autoctone e non) come la contradanza, la danza, il baquiné, il villancico, l'aguinaldo, il seis, la musica jibara, la bomba, la plena, il bolero, la guaracha, fino alle moderne sonorità salsere.
Nella nota di oggi mi limiterò ad una breve sintesi salsera, tenendo presente che quando ci riferiamo alla "salsa a sabor boricua" , bisognerebbe fare sempre una netta distinzione tra gli artisti di origine portoricana cresciuti artisticamente a New York e quelli che invece sono nati direttamente nella isla del encanto.
Tra gli artisti (nuyorican e non) più apprezzati a Puerto Rico ricordiamo ad esempio:
- Tito Rodriguez (cantante)
- Tito Puente (timbalero)
- La Lupe (una cantante cubana distintasi proprio con l'orchestra di Tito Puente)
- Johnny Pacheco (flautista di origine dominicana e direttore della Fania All Stars)
- Charlie Palmieri (pianista)
- Eddie Palmieri (pianista)
- Richie Ray & Bobby Cruz (pianista - cantante)
- Jo Cuba (conghero)
- Ray Barreto (conghero)
- Larry Harlow (pianista americano di origine giudea)
- Willie Colon (trombonista ed in seguito anche cantante)
- Hector Lavoe (cantante)
- Ismael Miranda (cantante, attualmente ritornato a vivere a Puerto Rico)
- Cheo Feliciano (cantante, anche lui ritornato a vivere a Puerto Rico)
- Adalberto Santiago (cantante)
- Pete "El Conde" Rodriguez (cantante)
- Louie Ramirez e Ray de la Paz (timbalero - cantante)
...senza dimenticare l'orchestra per antonomasia: la Fania all Stars ed alcune sue colonne portanti come
- Celia Cruz (Cuba)
- Justo Betancourt (Cuba)
- Ruben Blades (Panama)
La bellezza di Puerto Rico, l'incanto delle sue spiagge, la vegetazione lussureggiante, la passionalità del suo popolo ha nel tempo generato una musica sostanzialmente diversa da quella di New York. Una musica piena di calore, che si è trasformata in un inno alla vita, alle sue gioie, all'amore che da sempre ne è il motore principale.
La storia della salsa a Puerto Rico ha senza dubbio inizio alla fine degli anni '50 con il Combo di Raphael Cortijo nelle cui file militavano il grande cantante Ismael Rivera ("el sonero mayor") il pianista Raphael Ithier (fondatore del Gran Combo de Puerto Rico) ed il bongocero Roberto Roena (fondatore dell'Apollo Sound).
La musica del Combo di Cortijo si caratterizzava per la capacità di rimodernizzare il folclore locale, rappresentato dalla bomba e dalla plena, ma anche per l'abilità di dare nuova linfa vitale alla guaracha, vista però da una prospettiva più portoricana. La guaracha o meglio ancora la guaracha-son darà vita al genere più amato dal popolo portoricano: la salsa gorda. Gorda in spagnolo vuole dire grassa ma in questo caso è un aggettivo usato non in maniera dispregiativa, tutt'altro! Non a caso nei paesi latino-americani piacciono di più le donne formose che quelle magre. Questo tipo di salsa dà infatti l'idea di una musica rotonda, sabrosa, sicuramente più cadenzata, ma allo stesso tempo più giocosa, più allegra rispetto alla musica prodotta nei ghetti di New York.
Il migliore interprete di quella nuova onda tropicale sarà il Gran Combo de Puerto Rico nelle cui file militeranno grandi cantanti come Andy Montañez, Pellín Rodríguez, Charlie Aponte e Jerry Rivas.
A partire dalla seconda metà degli anni '70 Il boom della salsa troverà proprio a Puerto Rico il suo epicentro, grazie alle epiche gesta di grandi orchestre come quelle di:
- Willie Rosario (con le voci di Gilberto Santarosa e Tony Vega)
- Tommy Olivencia (con Chamaco Ramirez, Frankie Ruiz, Marvin Santiago, Gilberto Santarosa e Paquito Guzman)
- Bobby Valentin (con i cantanti Cano Estremera, Luigi Texidor, Johnny Vasquez, Marvin Santiago, Luisito Carrion)
- Roberto Roena & Apollo Sound (con le voci di Piro Mantilla, Sammy Gonzales, Papo Sanchez, Tempo Alomar)
- La Sonora Ponceña di Papo Lucca (con le voci di Yolanda Rivera, Luigi Texidor, Tito Gomez, Pichie Perez)
- Luis Perico Ortiz (con le voci di Raphael De Jesus, Domingo Quiñones)
- Raphy Leavitt y la Selecta
Insieme all'anima più guarachera esiste nell'isola un'anima più romantica, tipica di tutto il popolo latino-americano capace di esaltarsi al suono di una salsa travolgente, ma anche capace di innamorarsi al suono di una seducente bolero o di una nostalgica balada. La salsa romantica nasce proprio a Puerto Rico, anche se il primo a fondere il bolero con la salsa era stato il grande Tito Rodriguez seguito poi dai nuyoricans Louie Ramirez & Ray De la Paz, che agli albori degli anni ‘80 incisero l’album ”Noche caliente”.
Fra gli artisti più importanti ricordiamo:
- El Conjunto Chaney
- Eddy Santiago
- Luis Enrique (di origine nicaraguense, conosciuto anche come "el principe de la salsa")
- Frankie Ruiz
- Gilberto Santarosa
- Tony Vega
- Willie Gonzales
- Nino Segarra
- Lalo Rodriguez (messosi in luce con l'orchestra del grande Eddie Palmieri)
- Josè Alberto "El Canario" (dominicano di origine, distintosi in passato con la Tipica '73)
- Victor Manuelle
- Domingo Quiñones
- Jerry Rivera
- Rey Ruiz (di origine cubana)
- Hector Tricoche
- Michael Stuart
La salsa romantica trovò a Puerto Rico le condizioni ideali per svilupparsi. Superata di gran lunga la crisi economica, grazie alla profusione di dollari offerta a piene mani dallo zio Sam, i portoricani si sentivano sempre più distanti dalle atmosfere violente e a volte disperate del ghetto latino e sentivano il bisogno di cantare le gioie di vivere in un’isola in profonda crescita come quella portoricana, diventata nel frattempo la meta preferita dal turismo americano. Nell'ambito romantico andrebbero aggiunti altri artisti cresciuti nella grande Mela come
- Mark Anthony
- Tito Nieves
- La India
- Johnny Rivera
- Ray Sepulveda
Attualmente il cantante che gode più prestigio nell’isola è sicuramente Gilberto Santarosa, l’idolo della classe media, capace di spaziare su più generi. Altri cantanti molto amati nell'isola sono:
- Marvin Santiago
- Andy Montañez (conosciuto come il "godfather de la salsa")
- Tito Rojas
- Alex De Castro
- Cano Estremera (meglio conosciuto come "el dueño del soneo")
- Luisito Carrion
Tra le orchestre portoricane più popolari ricordiamo anche:
- La Orquesta Mulenze
- La Puertorican Power
- La Orquesta di Pedro Conga
- La Orquesta di Don Periñon
- Orquesta Zodiac
- Orquesta di Mario Ortiz
- Orquesta di José Lugo
- Truko y Zaperoko
Una citazione a parte meritano alcuni grandi artisti di jazz latino, come il percussionista Giovanni Hidalgo, il trombettista Humberto Ramirez e il pianista Hilton Ruiz.
Fra gli autori prestigiosi della musica popolare portoricana, oltre allo scomparso Tite Curet Alonso, ricordiamo Jorge Luis Piloto e il compositore di origine siculo-panamense Omar Alfanno. Fra gli arrangiatori e produttori musicali vanno ricordati in particolare Bobby Valentin, Cuco Soto, Gunda Merced, Humberto Ramírez, Luis Perico Ortíz, Tommy Villariny e il nuyorican Sergio George.
Le orchestre e alcuni loro successi
- BOBBY VALENTIN
-
- LA BODA DE ELLA
- MUÑECO DE LA CIUDAD
- CANTA MI GALLO
- ME DISTE TU DEL AGUA
- Y DESPUES ME MATA
- LIBRO DE AMOR
- COMPLICACION
- CUANDO TE VEA
- AMOR A MEDIO TIEMPO
- NACI’ MORENO
- EL GRAN COMBO DE PUERTO RICO
-
- OJOS CHINOS
- JULIA
- UN VERANO EN NUEVA YORK
- VAGABUNDO
- BRUJERIA
- EL MENU
- TIMBALERO
- AZUQUITA PAL CAFE
- LA SALSA DE HOY
- Y NO HAGO MAS
- LA SONORA PONCEÑA
-
- EL PIO PIO
- BOMBA CARAMBOMBA
- REMEMBRANZAS
- HAY FUEGO EN EL 23
- BORANDA’
- DATE CUENTA
- LA SONORA PAL BAILADOR
- RAMONA
- TIMBALERO
- TUMBA LA CAÑA JIBARITO
- ROBERTO ROENA Y SU APOLLO SOUND
-
- MI DESENGAÑO
- EL QUE SE FUE'
- CUI CUI
- CON LOS POBRES ESTOY
- QUE SE SEPA
- TU LOCO LOCO Y YO TRANQUILO
- PARECE MENTIRA
- MAREJADA FELIZ
- LA DISTANCIA
- EL PUEBLO PIDE QUE TOQUE
- TOMMY OLIVENCIA
-
- PLANTE BANDERA
- TRUCUTU
- PA LANTE OTRA VEZ
- VENGO DAL MONTE
- LA FIESTA DE SONEROS
- COMO LO HACEN
- EN CUBA NO FALTA NADA
- ATREVIDA
- EVELIO Y LA RUMBA
- PERIQUITO PIN PIN
- WILLIE ROSARIO
-
- LLUVIA
- BUSCA EL RITMO
- CHANGO TA BENI
- A TODA CUBA LE GUSTA
- CHENCHERE GUMA
- EL TIMBAL DE CARLITOS
- YAMBU
- EL CALLEJERO
- ANUNCIO CLASIFICADO
- IGNORANTE
Enzo Conte
Su che tempo ballare
Quando ho cominciato a studiare salsa mi è stato insegnato a ballare a tempo. In seguito, però, studiando con alcuni maestri portoricani e cubani, sono stato indotto a ballare sul secondo tempo della musica, ovvero in quella maniera che, più o meno correttamente, alcuni di loro definiscono ballare "en clave" o "en contratiempo" (termini certamente impropri e discutibili).
Per molto tempo ho creduto che fosse quella la maniera corretta. Ho cercato in conseguenza di diffonderla anche da noi in Italia trasmettendola in primis ai miei allievi.
Poi con gli anni mi sono reso conto di alcune cose molto importanti:
- Che ballare in controtempo non è affatto naturale, soprattutto per noi europei
- Che ci sono diversi modi e diverse tecniche per poterlo fare
- Che ci sono a proposito diverse scuole di pensiero
- Che sia Cuba che a Puerto Rico la maggior parte dei ballerini continuano a ballare o sull'uno o in maniera assolutamente libera.
A quel punto ho cominciato a chiedermi con crescente preoccupazione:
"Ma se i maestri portoricani e cubani non sono riusciti ad imporre il ballo sul due nel loro paese ma perché mai dovremmo farlo noi italiani?”
Ho cominciato poi ad analizzare altri aspetti:
- Un bravo ballerino si vede dalla qualità del suo movimento, dalla sua morbidezza, dalla sua flessibilità, dalla sua fantasia, dalla sua creatività, dalla sua attitudine dalla sua espressività e non dal tempo musicale in cui balla.
- Pur cambiando tecnica di esecuzioni i bravi ballerini rimangono infatti lo stesso bravi ballerini
- Al contrario i tronchi rimangono tronchi a prescindere dal tempo in cui ballano
Se una tecnica fosse superiore all'altra, basterebbe ballare sul due o sul break per diventare tutti dei piccoli mostri.
Ognuno di voi può constatare quotidianamente che non è così. Ci sono persone che quando ballano sono ritmicamente perfette ma il loro ballo si vede assolutamente meccanico, altre che invece hanno una concezione del tempo piuttosto libera ma che quando si muovono sanno esprimere sabor da tutti i pori della pelle.
Tanti ballerini hanno dimostrato poi che si può eccellere a prescindere dal tempo di esecuzione e dal passo base utilizzato. Così come tanti altri ballerini hanno dimostrato che pur passando da una tecnica ad un'altra sono rimasti tristemente simili al passato.
Allora che senso ha ballare sul due e soprattutto, verrebbe da chiedersi: "vale la pena?"
Cominciamo col dire che in musica esiste un ritmo psicologico. Fin quando tu ti abituerai a ballare sulla melodia ti verrà naturale ballare su di essa; al momento che tu sceglierai di ballare sulle percussioni ti verrà naturale ballare sulle percussioni. In quel modo il tuo ballo ti sembrerà più sabroso ma solo perché cambierà la tua percezione ritmica. Bisognerebbe però ricordare che la tua percezione ritmica non è uguale a quella degli altri.
Gli altri (con l'eccezione dei dogmatici) non ti valutano per il fatto che tu balli su un tempo piuttosto che su di un altro (anzi per molti ballare sul due non è affatto un segno distintivo di valore) ma semmai ti giudicano per come balli, per come ti muovi, per quello che fai, per la passione che ci metti, per l'interpretazione che tu sai dare a quel particolare brano.
Ad esempio molti latino-americani ballano in maniera istintiva e hanno una concezione del tempo molto libera. Non si può dire però che non hanno sabor o che non sappiano ballare. Allo stesso tempo non dobbiamo cadere nell'errore di credere che ballare sul due sia un segno indubbio di sabor o di qualità assoluta. (immagino già che i dogmatici del tempo ed anche alcuni fra i miei maestri rabbrividiranno davanti a questa affermazione. Li capisco, perché comprendo il loro punto di vista. Punto di vista che però non si può considerare assoluto proprio perché va a scontrarsi con la libertà espressiva insita nella salsa, che è un ballo, non dimentichiamolo, che viene dalla strada).
Voglio raccontare a questo proposito un aneddoto, spero, illuminante. Una volta venne a fare uno stage nella mia scuola Freddy Rios, uno dei più grandi ballerini dell'epoca del Palladium di New York. La sera lo portai a ballare in un noto locale romano dove si esibiva un famoso ballerino cubano.
Freddy lo guardò interessato e alla fine esclamò:
"E' bravo, peccato però che balla sull'uno!!!"
Io trovai quel giudizio sinceramente esagerato ed anche fuori luogo, tra l'altro perché quel cubano sapeva benissimo ballare sul due, solo che i cubani preferiscono ballare il son sul due e la salsa sull'uno.
Anzi, secondo me, quel cubano ha l'identico sabor sia se balla sull'uno che sul due, in quanto sono più che mai convinto che non sono i numeri a determinare il sabor, ma semmai i numeri (o meglio dire i tempi di esecuzione) possono rappresentare una via attraverso la quale tirare fuori il sabor.
Da qualche anno, ai miei principianti, io insegno a ballare direttamente a tempo. Insegno il due solo a quegli allievi che dimostrano di avere le attitudini per farlo.
Mai scelta fu più felice!!!
Prima era una vera e propria ecatombe. Ma questa ecatombe era frutto di un mio errore di zelo. L'errore era quello di voler imporre agli altri una esigenza che di fatto essi non sentivano.
Oggi, al contrario, reputo fondamentale assecondare le predisposizioni personali. Sono infatti sempre più convinto che il due non si addice a tutti e che alcuni farebbero meglio a continuare a ballare a tempo, in quanto si addice di più alle proprie corde espressive.
D'altra parte ballare in controtempo non è così facile, né scontato (soprattutto se non si ha in partenza un innato senso ritmico).
Certo con un po' di pazienza ci si può riuscire, pagando però, nella maggior parte dei casi, un dazio iniziale. Il dazio iniziale è rappresentato dal fatto che all'inizio il tuo ballare ti sembrerà (e sarà) sicuramente meno fluido e spontaneo., soprattutto se invece di scegliere la strada della semplicità tenderai a complicare sempre di più il tuo ballo, nel tentativo di stupire te stesso e la tua partner.
Secondo me vale la pena ballare sul due dal momento che ti piace quello stile, quel particolare modo di entrare nella musica, di enfatizzare le pause, alla ricerca di un sabor che và ricercato più negli accenti corporei che nella velocità di esecuzione.
La differenza alla fine sono convinto che ci sia, ma c'è dal momento in cui fai veramente tuo quel modo di ballare, quando quello spostamento ritmico ti entra davvero dentro, altrimenti diventa solo una ricerca di un tempo sconosciuto che non ti offre nessuna garanzia di risultato.
Per me ballare sul due equivale a fare musica jazz, mentre ballare sull'uno equivale fare musica rock.(non a caso il ballo casino è nato a Cuba negli anni '50, in contemporanea con l'esplosione del rock and roll)
Non necessariamente però il jazz è migliore del rock. E' soltanto un modo diverso di fare musica.
Ci sono persone che si trovano perfettamente a loro agio con il rock ma non è detto che si troveranno a loro agio con il jazz ( e viceversa) ma allora perché farsene un problema?
Sbaglia in questo caso chi pensa che se una cosa è più difficile è sicuramente superiore!!!
In questi casi non bisogna avere nessun complesso di superiorità ma nemmeno di inferiorità, semmai convincersi che saper utilizzare entrambi le tecniche può essere solamente un vantaggio. Equivale a parlare più di una lingua. Concorderete però che a volte è meglio parlare bene una lingua, piuttosto che parlarne male due.
Il problema vero non è ballare sul due o sull'uno il vero problema è "ballare con lo swing appropriato" (molti sono convinti di avere swing solo perché si trovano più a loro agio su un determinato tempo piuttosto che altro. Sarete però d'accordo con me che un conto è "avere swing", un conto è "credere di avere swing")
Io, ad esempio, ero convinto di avere imparato molto dai miei maestri portoricani, fino a quando un giorno “fantastico” mi sono ritrovato a ballare al loro fianco negli Jala Jala dancers. A quel punto ho capito perfettamente che non era bastato aver imparato a ballare sul due, né tanto meno aver imparato a memoria le loro coreografie per "ballare come loro". Per "muovermi come loro" dovevo assolutamente risettare il mio corpo cercando di farlo muovere in sintonia con il loro, appropriandomi delle loro stesse cadenze. Solo però ballandoci insieme è possibile cogliere degli accenti o delle posture che loro per primi non sarebbero mai capaci di spiegarti.
Dopo quella esperienza ho cercato di capire perché non fosse sufficiente ballare sul due per "ballare come loro". Poi un po' alla volta sono arrivato vicino alla soluzione dell'enigma. Loro ballano diversamente da noi perché "camminano" in maniera diversa dalla nostra. Camminano in maniera diversa perché il loro camminare è il frutto della società in cui vivono.
Allora la prima cosa da fare e se vuoi appropriarti del loro swing non è ballare sul due (magari fosse questo il problema!) quanto riuscire a camminare come loro. Per farlo però devi imparare ad utilizzare bene il tuo corpo (articolando bene sia i tuoi muscoli che le tue ossa) e soprattutto liberare la tua mente dai tanti paletti (paure, inibizioni, insicurezze) che la bloccano.
Sono sempre più convinto che la cosa più difficile nel ballo è esprimere un proprio linguaggio corporeo. A questo proposito sto leggendo delle cose interessantissime scritte da studiosi come Reich e Lowen che per primi hanno cercato di analizzare il rapporto tra corpo ed emozioni. Questa credo che sia una branca assolutamente da esplorare...
Sul tempo
La salsa musicalmente parlando è un tempo quaternario semplice, ovvero un 4/4.
La clave, che è la struttura ritmica sulla quale si basa ogni composizione salsera, si scrive però generalmente (anche per una facilità di lettura), su due battute musicali.
Questa peculiarità ha dato vita a due scuole di pensiero per quanto riguarda il conteggio musicale (tenendo però ben presente che la maggior parte dei ballerini latino-americani tende a non contare la musica).
Di fatto i ballerini newiorkesi e portoricani (almeno quelli con una preparazione didattica) tendono a contare il tempo dall’uno all’otto.
A Cuba si tende invece a contare solo dall’uno a quattro.
Questa differente forma di contare la musica ci spiega ad esempio perché per la maggior parte dei cubani (e non solo) non fa differenza ballare sul primo o sul quinto tempo, in quanto per loro il quinto tempo non esiste.
Si tratta in ogni caso di un argomento assai spinoso che necessiterebbe però una lezione di ritmica dal vivo e non su carta stampata.
E' importante sottolineare come quello del tempo sia nel mondo della salsa uno dei punti più controversi per cui è necessario affrontarlo con una certa cautela.
In realtà è un problema solo per chi se lo pone.
Cominciamo infatti col dire che molti ballerini non hanno un'esatta definizione di cosa sia il tempo. La loro spesso è una scelta intuitiva che li porta ad interpretare la musica secondo l'ispirazione del momento. (NB: interessante a questo proposito la teoria del ritmo psicologico) .
Nella realtà ci sono due modi predominanti per ballare la salsa:
a tempo oppure in controtempo (chiamato anche contrattempo).
Se balliamo a tempo cominciamo a ballare sul tempo forte (sul battere: "tetico"), se balliamo in controtempo cominciamo a ballare sul tempo debole (ossia in levare: "acefalo").
La studiosa Graciela Chao Carbonero, ex direttrice del dipartimento di Danze Folcloriche dell'Istituto Superiore d'Arte dell'Habana, nella sua opera "El Casino" così ci ricorda:
"In relazione all'accentuazione del passo in corrispondenza con i tempi forti e deboli della battuta musicale, il casino, allo stesso modo che altri balli cubani ha due forme basiche che noi abbiamo designato col "ballare con la melodia" o "ballare col ritmo". Nel primo caso il ballerino segue il tempo forte naturale della battuta musicale, nel secondo segue le percussioni o il basso che nella maggioranza dei casi accentuano il contrattempo o tempo debole di forma sincopata."
Altri ballerini preferiscono ballare direttamente sul terzo tempo della musica (attitudine molto diffusa oggi a Cuba, soprattutto tra le nuove generazioni), perché evidentemente si trovano più a loro agio a ballare su questo tempo musicale.
Probabilmente questa attitudine è giustificata dal fatto che questi ballerini fanno un passo d'entrata sul primo tempo per poi entrare definitivamente nella musica sul terzo tempo (attitudine ereditata forse dal son dove si faceva un passo d'entrata sul quarto tempo per poi cominciare a ballare direttamente sul secondo tempo).
Sono scelte personali, tutte criticabili, ma (essendo la salsa una libera espressione corporea), tutte accettabili.
Andare "fuori tempo" infatti non vuol dire ballare su un tempo diverso dell'uno ma andare ad un tempo diverso da quello della musica.
Esempio: se la musica scorre alla velocità di 120bpm io non posso ballare a 118bpm e nemmeno a 124bpm. Idem se la musica rallenta io devo di conseguenza rallentare, mentre se accelera io devo accelerare e non continuare a ballare sul ritmo con cui sono partito.
A Puerto Rico si utilizza molto il termine "Ballare in clave". Bisogna però stare molti attenti nel dare il giusto significato a questo termine perché di fatto è un concetto "molto personale", non "una regola" che è stata messa per iscritto su un pezzo di carta da qualche autorità nel campo musicale. .
Bisognerebbe semmai far notare che a Puerto Rico si usa molto l'espressione "Tu no estas en nada" (tu non stai in niente) quando fai qualcosa di veramente sbagliato. Quindi in questo caso "No estar en clave" diventa un sinonimo di "stare fuori ritmo".
"Estar o bailar en clave" al contrario significa di conseguenza stare dentro il ritmo della canzone e non ballare "a lo loco" .
Per molti portoricani ballare in clave vuol dire, di conseguenza, entrare direttamente sul primo dei due colpi di clave simmetrici, che nella clave 3/2 cade sul sesto tempo e nella clave 2/3 sul secondo tempo della musica.
Per capire meglio questo concetto bisogna tenere presente che la maggior parte dei portoricani non sono abituati, a differenza di noi occidentali, a contare la musica. Per loro la cosa importante è ballare sul ritmo a prescindere dai numeri musicali.
Di conseguenza non trovano differenza tra il ballare sul secondo o sul sesto tempo musicale. (come per molti di loro non fa differenza partire in avanti o indietro)
E' doveroso ricordare che qualcuno nell'ambiente salsero asserisce che "ballare in clave" significa marcare con i piedi esattamente i tempi della clave.
Una teoria che non ha, fino a prova contraria, un reale fondamento, in quanto in un passo base i passi sono sei, mentre in un giro di clave i battiti sono cinque.
Lo stesso Felipe Polanco (uno dei massimi esponenti del ballo in clave) marca tranquillamente il basico sui tempi 2-3-4 / 6-7-8. Solo che lui non ti conta il suo basico, si canta la clave e lo esegue. Ma se tu prendi un metronomo vedrai che i passi del suo basico sono assolutamente simmetrici e d'altra parte non si è mai visto nessun ballerino eseguire di coppia un basico asimmetrico... (discorso diverso invece per quanto riguarda i "pasitos" fatti singolarmente)
Fin dai tempi del danzon il passo base è sempre stato composto da sei figure musicali perfettamente uguali precedute o seguite da una pausa (della stessa durata)
ovvero:
Pausa-2-3-4 / Pausa-6-7-8 (en contratiempo)
oppure:
1-2-3-Pausa / 5-6-7-Pausa (a tiempo)
Tutto il resto (compreso il tipico step che molti ballerini eseguono sulle pause, lo stile cocolo in cui si marcano tutti e quattro i tempi o il break on two newiorkese) sono semmai delle varianti ritmiche su un canovaccio consolidatosi nei secoli.
NB: In questo contesto, sarebbe interessante chiedersi se chi sceglie di ballare sul break on two balli di fatto a tempo o in controtempo.
La risposta è complessa perché dovremmo partire dal fatto che ognuno di noi, a prescindere dalla tecnica che privilegia, balla su tutti e 8 i tempi musicali (o, da un altro punto di vista, sui quattro tempi musicali). Sta a noi però scegliere su che tempo dare un accento piuttosto che un altro.
Giova ricordare che il controtempo, musicalmente parlando, è una alternanza di una pausa sul tempo forte e di un suono sul tempo debole. Per cui se entro nel tempo uno e marco a seguire il tempo due non posso, in teoria, affermare di ballare in controtempo.
Tipico esempio è proprio lo stile cocolo (molto popolare a Puerto Rico). In questo stile i ballerini marcano tutti e otto i tempi e fanno il primo passo sull'uno, accentuando però il secondo tempo della musica.
In questo caso è evidente che i ballerini non ballino in controtempo. E' indubbio però che, pur entrando sul tempo uno, enfatizzano l'esecuzione del tempo due.
Il ballerino che balla normalmente in controtempo, ogni volta che utilizza lo stile cocolo. cambia di fatto la dinamica del suo passo, alternando di conseguenza tempo e controtempo.
La stessa cosa succede quando nell'ambito di un pezzo si sceglie di inserire dei passaggi di rumba, bomba o di hip hop che generalmente vengono eseguiti sul tempo uno.
A riprova della complessità della materia....
SUL PASSO BASE
La domanda che sempre più spesso molte persone si fanno è se è così determinante il tempo di esecuzione o la scelta di un passo base rispetto ad un'altro.
Viviamo in una epoca di grande confusione, ma soprattutto di una grande varietà di offerte e di proposte. Ognuno vende la sua verità promettendo, come si fa d'altra parte in pubblicità, miracoli garantiti.
"Adotta il mio passo base e diventerai una vera star!!! Vedrai, non te ne pentirai!!!"
La realtà, come possiamo sperimentare quotidianamente, è molto diversa dall'immaginazione e non sempre i risultati arrivano.
Una cosa è certa: fin quando tu ti abituerai a ballare sulla melodia ti verrà naturale ballare su di essa. Al momento però che tu sceglierai di ballare sulla ritmica, ti verrà naturale ballare su di essa. In quel modo il tuo ballo ti sembrerà più sabroso ma solo perché cambierà la tua percezione ritmica.
Bisognerebbe però ricordare che la tua percezione ritmica non è uguale a quella degli altri.
Gli altri non ti valutano per il fatto che tu balli su un tempo piuttosto che su di un altro (anzi per molti ballare sul due non è affatto un segno distintivo di valore) ma semmai ti giudicano per come ti muovi, per quello che fai, per la passione che ci metti, per l'interpretazione che tu sai dare a quel particolare brano.
Scegliere una qualsiasi forma di interpretazione, vuoi che sia a tempo, sull'uno, sul tre, sul cinque, in clave, On 2, Break on two (partendo avanti o indietro), Power two e chi più ne ha ne metta, è ormai comprovato non è una chiave di successo garantita.
Tanti ballerini hanno dimostrato che si può eccellere a prescindere dal tempo di esecuzione e dal passo base utilizzato. Così come tanti altri ballerini hanno dimostrato che pur passando da una tecnica ad un'altra sono rimasti simili al passato.
Non si vuole con questo negare l'importanza del passo base che se ben fatto diventa una piccola orchestra che suona all'unisono provocando un'armonia spettacolare, ma è importante ricordare che nel ballo la cosa più difficile è riuscire a far parlare il cuore piuttosto che la tecnica (in una epoca dove la ragione prende sempre più il sopravvento sull'emozione)...
Un po' di storia...
Con questo articolo cercherò di dare un'immagine orizzontale del panorama musicale americano e caraibico affrontando due ventenni alla volta, al fine di capire la cronologia, le influenze e le trasformazioni musicali che la storia ci ha portato.
L'articolo è più lungo di quanto avrei sperato ma troppo sintetico per definirlo un vero e proprio approfondimento.
Nella scelta dei video ho cercato di prediligere filmati d'epoca, spero vi sia utile per capire meglio lo spirito di ciò che stiamo ballando….
Le nozioni qui riportate sono a cura di Dario Dilena con la collaborazione del maestro Enzo Conte ("salseando y bailando" gremese editore).
L'eredità del 19° secolo
Carabi: 1886 Viene abolita ufficialmente la schiavitù dei neri. Questo fatto cambia notevolmente la situazione sociale dei carabi, avviene un esodo massiccio di persone dalle campagne alle città con la proliferazione di situazioni di incontro di vario genere, ed esigenza di fare festa, musica e danza. Nei primi anni del 20° secolo dopo l'indipendenza dalla Spagna si costituisce la Repubblica Cubana, ciò influenza l'alta borghesia cubana favorendo la nascita del primo ballo tipicamente Caraibico: il Danzon.
La Rumba già presente nelle comunità degli schiavi, con i suoi ritmi, è classificata in tre rami diversi:
Rumba Yambù (è un canto melodioso e un ballo lento e cadenzato)
Rumba Guaguancò ( più ritmico e veloce della rumba Yambù, suonato con 3 tamburi, le claves e la "Cajita" di legno. E' un ballo dal forte contenuto erotico che viene interpretato da una coppia).
Rumba Columbia (è una rumba per soli uomini, che si sfidano in virtuosismi di danza.).
La Rumba come canto inizia con un frammento melodico senza testo chiamato Diana (riproposto anche in alcuni generi di Salsa). Essa si può definire la madre della salsa odierna e comunque ne è la derivazione ritmica..
La nascita del Bolero cubano (da non confondere con quello spagnolo) avviene in questo periodo quando l'influenza della canzone Napoletana, le opere italiane, la romanza francese e il flamenco spagnolo furono introdotti da tenori europei nella nuova società cubana.
La Guaira,
il Changuì,
il Sucu sucu,
la Guaracha, (e tanti altri) sono tutti generi di derivazione contadina come il Son, il quale fu la risposta dei contadini al più aristocratico Danzon.
Al Son nella sua variante "Montuno" (ne esistono oltre 22 varianti in tutta l'isola) è attribuita la paternità dell'odierna Salsa.
Nell'isola di Portorico la danza aveva come modello di riferimento la contraddanza spagnola e l'habanera cubana, da questo mixaggio di tradizioni e con l'influenza del valzer nacque il Seis tipico ballo in sei coppie.
Nelle campagne la musica prevalente era la Jibara, equivalente della Guaira cubana, (L'influenza Cubana nella musica Portoricana è altissima).
A Santo Domingo il Merengue è importato dagli schiavi di provenienza africana. Questi, legati alle caviglie a mezzo di catene, non avevano possibilità di grandi movimenti con le gambe... Iniziarono così a muovere quello che potevano: bacino e, soprattutto, spalle, come forma di espressione liberatoria rispetto alla loro schiavitù. La base metrico / ritmica del ballo era semplice, e riprendeva la cadenza delle marce forzate: un dos, un dos, un dos... Al di là del passo base, le figure venivano per lo più improvvisate, unica regola: la sensualità. La danza poteva costituire per gli schiavi un momento di aggregazione accettato dai bianchi.
Argentina: Il Tango argentino è una forma d'arte che comprende musica e danza nata a Buenos Aires intorno alla seconda metà dell'800. In origine si produsse nei quartieri poveri ed emarginati ed ebbe successo soprattutto nelle case di tolleranza (tango ha la stessa radice semantica di tanghero).
In Brasile Il Samba trova la sua origine a Salvador di Bahia, il porto dove venivano sbarcati gli schiavi rapiti nell'Africa occidentale. Alla sua formazione contribuirono le tradizioni musicali di varie etnie africane, L'origine del samba è legato alla formazione del candomblé, la religione afro-brasiliana che si formò in Bahia dall'incontro delle varie etnie che, sottoposte alla cristianizzazione forzata, furono costrette a nascondere le loro credenze nei simboli del cattolicesimo.
Mentre la musica è riginaria del Brasile. Il nome "samba" proviene probabilmente dal semba (o mesemba), Angola, Africa.
E in Italia intanto cosa succede?
Negli ultimi anni del 19° secolo nell'Italia unita sotto la monarchia di Umberto 1°, nascono i primi complessi industriali e i conseguenti movimenti operai, Meucci inventa il telefono, abbiamo il primo motore a diesel e la prima automobile Fiat che "sfrecciava" ai 35 all'ora e costava 4.200 lire.
Nascono le testate giornalistiche più importanti in tutta la penisola.
Comincia la mira espansionistica dell'Italia in Africa.
Il Tenore Caruso arriva al successo.
La lirica si ascolta nei teatri italiani., ma in tutta l'Italia si balla (oltre ai balli tradizionali regionali), Valzer
Polka e
Mazurca musiche e Balli che provengono dal Austria e dalla Polonia ; Jhoan Strass scrisse ben 156 Polke, mentre Chopin compose 52 Mazurke come pure ne composero Rossini e Ciajkovski .
La canzone italiana:
Le arie d'opera e la canzone napoletana avevano in comune tra loro:
- melodie molto orecchiabili da cantare a voce spiegata
- testi spesso di argomento amoroso o sentimentale.
Questi elementi andranno a costituire la base della canzone melodica, "all'italiana".
Il genere musicale della "canzone" inizia diffondersi dalla fine dell'Ottocento. E' senza dubbio il genere di musica leggera più diffuso in Italia e trae origine (come detto sopra) dal melodramma e dalla canzone napoletana.
In Scozia e Irlanda la musica e la danza avevano radici molto profonde e lontane. L'emigrazione dei primi del '900 in America da parte della popolazione (specie Irlandese) influenzò notevolmente certi generi musicali e certi balli del 19° secolo nel "Nuovo Mondo".
In Spagna i generi musicali che danno origine al Flamenco (ballo tipico) sono detti "Palos" e sono classificabili a secondo del ritmo, della melodia o della tonalità.
Il Bolero e il Passo Doble sono altri balli tipicamente Spagnoli, quest'ultimo era usato per aprire la Corrida.
In America anche se negli stati soggetti ai coloni Britannici (East coast) si balla la Balada di derivazione Irlandese, è il Blues la colonna sonora.
Il Blues è il genere musicale che influenzò maggiormente le future generazioni, ne ha contribuito alla sua divulgazione l'abolizione della schiavitù negli Stati Uniti.
I più importanti antenati del Blues sono senz'altro:
i "Work Song" (canzone di lavoro) degli schiavi di colore e lo "Spirituals"
Gli strumenti a corda tipici del Blues (i preferiti dagli schiavi provenienti dalle regioni islamiche) erano generalmente tollerati dai padroni che li consideravano simili agli strumenti europei come il violino. Per questo motivo gli schiavi che riuscivano a procurarsi un banjo avevano più possibilità di suonare in pubblico.
Il Ragtime (rag-time tempo interrotto)è una forma musicale strumentale, prevalentemente pianistica, proviene dalla musica afro americana di fine '800, come discendente diretto delle marce e dei balli suonati dalle bande musicali nere.
In USA: il Blues e il Ragtime,
A Cuba: il Son, la Guaira, il Changuì e il Sucu sucu e la guaracha
A Portorico: La Bomba, la Plena e la Jibara
Nell'America meridionale: Tango,Milonga e Samba
In Europa: danze Irlandesi, Polka, Mazurca, Valzer, Lirica, Flamenco, Bolero, l'Opera e la Canzone Napoletana
Questo è il panorama Musicale del "nuovo e vecchio mondo" agli inizi del 1900
1900 - 1910
USA
Il Ragtime fu inizialmente disprezzato e considerato come "musica da bordello", ma si è poi affermato ed ha raggiunto l'apice come forma propria musicale nel primo decennio del 1900 per poi declinare e cadere per molti decenni nella più completa oscurità entro il 1920.I tratti fondamentali di questo genere musicale si possono schematizzare in due punti.
Il ragtime è praticato soprattutto da musicisti meticci, una élite rispetto ai neri.
Il ragtime, nasce come musica d'autore, scritta generalmente per pianoforte.
E' una musica da ballo che si ispira alle polke, alle mazurche, alle marce popolari di origine europea, essa si basa su un elemento tipicamente africano, cioè sulla contrapposizione tra due ritmi diversi, uno regolare e ossessivo (generalmente tipico della mano sinistra nelle composizioni ragtime per piano), l'altro vario e sincopato (eseguito invece con la mano destra).
Diffusosi dalla seconda metà dell'Ottocento presso i neri della zona sud-occidentale degli Stati Uniti, era suonato inizialmente dalle cosiddette "jug band", con strumenti casalinghi come l'asse da lavare e altri strumenti di cucina; nel banjo trovò il suo principale protagonista, e più tardi cominciarono ad emergere per esso anche pianoforte e chitarra. A New Orleans erano nate piccole orchestrine, in genere composte generalmente da fiati e da una elementare sezione ritmica, che si esibivano per le strade e nei locali malfamati del quartiere a luci rosse della città. La tradizione e il repertorio di queste orchestre derivavano dalla cosiddetta "second line", una banda (spesso improvvisata) che suonava pezzi allegri al ritorno del corteo dai funerali (mentre all'andata la banda tradizionale suonava marce funebri). In quegli anni furoreggiava questo tipo di musica da ballo che creò un terreno fertile per la creazione di una classe di musicisti di colore professionisti e acutizzò l'attenzione del pubblico verso la musica che essi producevano.
Nonostante esistano diverse tesi sulla nascita e sulle relazioni che legano il jazz agli altri generi musicali negli Stati Uniti, è un fatto generalmente accettato che la città manifesto del jazz sia New Orleans, città della Louisiana e grande porto fluviale sul delta del Mississippi.
Lo stile musicale che si sviluppò in questa città nasceva dall'incontro tra culture differenti: immigrati inglesi, spagnoli, francesi venivano a contatto con gli schiavi africani e con i creoli, già inseriti nella società francese. In questo periodo, ragtime e jazz furono spesso contigui.
Cuba
Agli inizi del 1900 con la costituzione nella nuova Repubblica Cubana si insediò una nuova classe dirigente diretta dai governanti statunitensi (grazie all'emendamento del senatore Oliver Platt nella Costituzione Repubblicana Cubana, che ammanetta Cuba agli Usa).
La Rumba corse il rischio di essere abolita perché la Borghesia preoccupata di dare un'immagine di una nazione civilizzata abolì tutti i tamburi e i ritmi di derivazione africana (considerati primitivi), per fortuna l'utilizzo di questi tamburi continuò in clandestinità fino all'inserimento ufficiale delle congas che negli anni successivi danno origine a nuovi ritmi come il Cha cha cha e il "danzon de ritmo nuevo" (il mambo).
Portorico
Nell'isola Boriquena (Portorico) generi musicali quali
la bomba,
il Calipso,
il Sucu sucu,
e il Merengue danno vita alla Plena; la coreografia della Plena è caratterizzato da un passo che darà origine allo stile di ballo salsero chiamato "cocolo".
Italia
In Italia Umberto I viene ucciso nel Luglio del 1900 e il suo successore è Vittorio Emanuele III Inizia la colonizzazione dell'Italia in Africa
1910 - 1920
USA
Che il Fox Trot derivi dal ragtime e' fuori dubbio; ma secondo altri ricercatori, il suo nome e' legato all'attore californiano Harry Fox che lo invento' nel 1913. Il primo nome dato al ballo era "trotting step", la base musicale era, naturalmente, il ragtime. Nella più grande sala da ballo di New York (Jardin de Danse) Harry Fox e sua moglie si esibivano personalmente in questa nuova danza. In breve tempo riuscirono a coinvolgere tutta la crema del ballo americano. In omaggio ai suoi meriti ed alla sua bravura, il trotting step divento' Fox Trot.
La migrazione degli afroamericani dal Sud al Nord degli Stati Uniti, che ebbe luogo tra il 1910 e il 1920, portò con sé anche molti musicisti di New Orleans, attratti dai maggiori guadagni che venivano offerti ai musicisti al Nord e, secondo molte testimonianze, anche dalla decadenza dell'intrattenimento a New Orleans,
Le prime incisioni di jazz risalgono al 1917 e si devono a un'orchestra bianca di New Orleans, "The Original Dixieland Jazz Band", che fece immediatamente scalpore all'estero e negli Stati Uniti, al punto che il termine "dixieland" finì per indicare lo stile di New Orleans suonato dai bianchi.
La figura principale del periodo è Louis Armstrong, che fu chiamato a Chicago dal "Re" di New Orleans Joe "King" Oliver.
Sono gli anni che vedono anche la nascita dell'industria discografica: nel 1920, la cantante blues Mamie Smith incide "Crazy Blues" che vende un milione di copie e fa esplodere il settore delle incisioni dedicate ai neri, i cosiddetti "race records" (registrazioni razziali), che fanno decollare la carriera di molti musicisti, tra cui molti cantanti di blues, dei quali forse la più famosa è Bessie Smith. Il legame tra il blues e il jazz durante questi anni vive in maniera sotterranea, a causa della connotazione fortemente razziale e la fama di scarsa raffinatezza del blues: si vedranno musicisti bianchi che assumono pseudonimi neri per incidere il blues, mentre i jazzisti, che si rivolgevano al pubblico bianco dei locali notturni, per lungo tempo eviteranno di suonare il blues in pubblico.
Si deve notare come molti dei brani che in questo periodo contengono la parola blues nel titolo non siano affatto blues ed usino il termine solo per il suo effetto coloristico.
Gli anni Venti furono un decennio di sperimentazione e scoperte. Molti musicisti di New Orleans, come Armstrong, si trasferirono a Chicago dove diedero vita a uno stile connotato da ritmi più tesi e trame più fitte oltre che da una maggiore attenzione ai solisti. Tra i nomi maggiori di questo stile il clarinettista Benny Goodman.
Molti musicisti di Chicago in seguito si insediarono a New York, altro centro importante del jazz degli anni Venti. Tra gli strumenti, un altro veicolo per gli sviluppi del jazz in questo decennio fu il pianoforte. Il quartiere newyorkese di Harlem divenne il centro di uno stile solistico molto tecnico e trascinante noto come "stride piano". Un secondo stile pianistico, il Boogie-Woogie, si sviluppò in questo periodo per poi raggiungere la massima popolarità negli anni Trenta e Quaranta.
Cuba
A Cuba, in questo decennio, la musica con influssi africani era considerata musica da "bambini". Quando il Son cominciò a diffondersi sia tra i bianchi che tra i neri, la classe dirigente cominciò a guardarla con ansietà, soprattutto da chi era amante della musica europea
1920 - 1930
L'invenzione del Fonografo prima e della radio cambiò completamente il panorama musicale in tutto il pianeta, molti generi musicali prima suonati nei locali (spesso di elite) ora potevano essere ascoltati e acquistati dalla gente comune, tutto diventa più popolare,alla portata e quindi di interesse comune.
Cuba
Tra il 1925 e il 1928 il son visse un periodo di trasformazione in cui da genere di nicchia divenne la musica più popolare dell'isola. Il punto di svolta fu quando il presidente Machado (più noto per le condizioni di povertà che imponeva al suo popolo) chiese pubblicamente all'orchestra Sonora Matancera di suonare alla sua festa di compleanno. Inoltre, molti musicisti avevano oltrepassato i confini nazionali per andare ad esibirsi in America e in Sud America.
Il diffondersi del Son in altri Stati contribuì alla sua popolarità nella stessa Cuba. Tra i gruppi più famosi c'era il Septeto Nacional, diretto da Ignacio Piñeiro che scrisse Echale salsita (la prima canzone il cui compare il termine salsa)
USA
L'America nei primi 25 anni vide un incredibile boom economico, (prima decade del 1920);
E' per questo chiamata da molti storici "La Nuova Era". Il principale elemento di "spinta" dell'economia americana fu la prima guerra mondiale. Erano i mitici anni ruggenti, quelli del boom economico ma anche del Proibizionismo, al quale però seguì nel '29 il crollo di Wall Street a causa dell'indebitamento e fallimento di numerose banche Americane. Le varie Famiglie mafiose si divisero tutte le più importanti città americane portando i capitali a Cuba, paradiso fiscale degli USA.
In questo periodo molti musicisti si trovarono a suonare assieme; presero a modello le orchestre da ballo e diedero vita alle cosiddette big bands, Lo sviluppo della big band nel jazz fu dovuto soprattutto a Duke Ellington e Fletcher Henderson.
Alla fine degli anni venti, in piena crisi economica e proibizionismo, si sentì il bisogno di novità anche nel campo musicale: le orchestrine New Orleans e Dixieland non soddisfacevano più il pubblico. I locali di Kansas City e New York decisero di affidarsi a musicisti giovani con nuove idee. Kansas City divenne quindi il regno di Count Basie e N.Y. del sopra citato Duke Ellington, che fu a capo di un'orchestra in uno storico locale di Harlem, il Cotton Club, la cui atmosfera è stata magistralmente ricostruita nell'omonimo film di Francis Ford Coppola (1984)
Lo swing è ancora una musica dei Neri, a Kansas City era segnato da una totale influenza del blues, mentre a New York, grazie a "Duke" Ellington, per alcuni versi strizzava l'occhio persino alla musica sinfonica. A differenza dei generi precedenti, nello swing si assiste ad una maggiore importanza della sezione ritmica, generalmente composta da chitarra, pianoforte, contrabbasso e batteria, la quale ha il compito di creare una base per le improvvisazioni dei solisti; Il vantaggio dello swing è che ha la possibilità di essere eseguito sia da grandi orchestre che da gruppi formati anche da tre, quattro o cinque persone: queste ultime daranno vita al genere successivamente denominato Mainstream.
Per quanto riguarda gli strumenti utilizzati, si abbandona il banjo in favore della chitarra e assumono sempre maggior importanza i sassofoni a scapito del clarinetto.
Il nuovo modo di interpretare il jazz si diffonde anche grazie ai Musical di Broadway e al cinema di Hollywood, è la Tap dance (tip tap)
Anche il Charleston è un ballo molto popolare in quegli anni. Deve il suo nome alla città di Charleston, nella Carolina del Sud. Divenne popolare negli Stati Uniti nel 1923 grazie alla canzone The Charleston di James P. Johnson.
Raggiunge la sua massima popolarità intorno al 1925/26, ovvero in un periodo molto particolare della storia americana e del resto del mondo. La popolazione vive con frenesia e dissolutezza questo periodo, facendo cose pazze e dedicandosi al consumismo più sfrenato. In questo clima elettrizzante e di generale euforia, non poteva mancare un ballo che rispecchiasse quello stato d'animo e che caratterizzasse il periodo. Il charleston viene preso come emblema: musica allegra e gaia, ritmo eccitante, gonne frastagliate, collane di perle, la classica e rizza piuma sul cappellino, lustrini, paillettes e frac.
Europa
In Europa (distrutta anche economicamente dalla 1° guerra mondiale) nascono i primi Nazionalismi Benito Mussolini in Italia e Hitler in Germania saranno gli emblemi di questa trasformazione. Nel nostro paese con l'avvento del fascismo qualsiasi forma d'arte, musica e persino parole e nomi propri stranieri vennero banditi (ridicola è la traduzione del titolo di un successo d'oltre oceano come "Saint Louis Blues" tradotta in "Le tristezze di San Luigi" o Benny Goodman in "Giovanni Buonuomo".Qualsiasi corrente innovativa provenisse dall'America veniva o censurata o Nazionalizzata al fine di dare un'immagine positiva del paese all'estero e alla stessa popolazione. Il regime Fascista porta con sé anche le canzoni di regime. Tra le prime, molto famosa è indubbiamente "Giovinezza" sigla della radio. L'Unione radiofonica italiana (Uri) nasce nel '24 ma comincia a trasmettere il 1° gennaio del '25.
Espressive di quegli anni furono le canzoni del regime quanto le canzoni leggere di puro intrattenimento. Si tratta di veri gioielli musicali, che risentono dell'eco Jazzistico che viene dagli Stati Uniti, dove impazza lo Swing.
L'elenco è lunghissimo nel quale troviamo "Parlami d'amore Mariù" del giovane De Sica, "Maramao perché sei morto", "Quel motivetto che mi piace tanto", "Ma le gambe", "Tulipan", ecc…. Il testo in tutti questi casi è semplice ma la vera sostanza sta nella musica.
Una canzone che più di altre interpreta il messaggio del momento (l'idea di vita tranquilla e spensierata che il regime voleva infondere) è: "Se potessi avere 1000 lire al mese"
1930-1940
Cuba
L'inserimento delle congas nel Son suonato nelle orchestre dette "Conjunto" diede origine ad un nuovo genere musicale : il Mambo, che all'inizio non discostava molto dal Son ma con il passare del tempo subì una importante modificazione grazie a
Tito Rodríguez, Antonio Arcaño e
Pérez Prado
Il formato delle orchestrine si trasformò da "sexteto" a "conjunto" con l'aggiunta di un tamburo di conga, del piano e di una seconda tromba. In questo modo rivoluzionò il Son. Tito Rodríguez introducendo il Son Montuno, (un Son con una sezione di Montuno), in cui si sentivano voci improvvisate (Soneos) sopra la voce leader (Sonero).
Altra innovazione fu l'adattamento del Guaguancó nel formato del conjunto di ballo. Il Guaguancó è uno stile afrocubano, eseguito con voci e percussioni. Il formato del conjunto,(orchestra allargata) il Son Montuno e il Mambo sono tre elementi essenziali di ciò che in seguito verrà chiamata Salsa.
USA
In America un diverso stile di jazz orchestrale si sviluppò a Kansas City alla metà degli anni Trenta. Il maggiore rappresentante dello stile di Kansas City fu William "Count" Basie con la sua band. L'improvvisazione rimaneva al primo posto, e i passaggi scritti, o semplicemente memorizzati, erano relativamente brevi e semplici. I fiati intrecciavano riff collettivi fortemente ritmici, e nelle pause si inserivano lunghi assolo. Altri strumentisti che, con il loro suono, determinarono l'evoluzione del jazz degli anni Trenta furono il trombettista Roy Eldridge, il chitarrista Charlie Christian, il batterista Kenny Clarke e il vibrafonista Lionel Hampton. Il canto, in questo decennio, si fece più flessibile e stilizzato: grandi interpreti del periodo furono Ella Fitzgerald e soprattutto Billie Holiday. È il cosi detto "Cool jazz"
La "Swing era"
Anche se Lo swing è già presente negli anni 20, piace riconoscere che la nascita della cosiddetta "swing era" è da far coincidere con un evento in particolare: il concerto tenutosi al Carnegie Hall, nella 7th Avenue di New York, il 16 gennaio del 1938. A suonare era la Benny Goodman's Orchestra, tra cui spiccavano i nomi di tantissimi musicisti già affermati, oltre al clarinettista Benny Goodman, il batterista Gene Krupa, il pianista Teddy Wilson e altri che parteciparono in veste di special guests: Count Basie, Buck Clayton, Johnny Hodges e Lester Young, per esempio. Nella Goodman's Orchestra c'era, dal 1936, anche Lionel Hampton, che lo stesso Goodman era andato ad ascoltare direttamente a Los Angeles.
Il Lindy Hop è una danza swing afroamericana nata ad Harlem, New York, negli anni '20 - '30 del secolo scorso in un'epoca immediatamente precedente al periodo della grande depressione (una crisi economica e sociale di enormi dimensioni scoppiata con il crollo di Wall Street del 1929). Nell'epoca della musica swing il lindy hop è stato un vero fenomeno di massa. Centinaia di ballerini senza discriminazioni di razza affollavano le ballroom americane dove si esibivano le grandi orchestre swing. Il Lindy hop è stato in quegli anni un vero esempio di integrazione culturale tra bianchi e neri ed insieme allo swing fu il primo fenomeno sociale trasversale nella storia degli Stati Uniti.
Il Balboa è un ballo nato negli anni '20 nella California meridionale (precisamente nella penisola di Balboa, da cui il nome) in locali troppo affollati per consentire ai ballerini gli ampi movimenti tipici del Lindy Hop. Da qui nasce la sua caratteristica di ballo molto ravvicinato fra i due partner, in cui risalta il 'footwork', ossia la sequenza dei passi. Dall'incontro con gli altri balli swing nasce una versione più 'aperta' e con più varianti, chiamata Bal-Swing, che è quella più diffusa. Può essere ballato praticamente su ogni tipo di tempo, ma è particolarmente adatto a tempi da mediamente a molto veloci, in cui viene spesso alternato al Fast Lindy.
Lo Shag (noto anche come Collegiate Shag) è un ballo nato a New York (New Orleans secondo altri) negli anni '20-'30 e divenuto molto popolare fra gli studenti dei college (da cui il nome). Alcuni ritengono che sia una derivazione del Foxtrot. E' un ballo energico, adatto a tempi veloci (tipicamente da 200 bpm in su). Come altri balli swing, è stato riscoperto e rilanciato recentemente.
Lo shim sham è una line dance che ci riporta alla radici del ballo swing. Nel mondo esistono diverse versioni della routine..
Il Boogie-Woogie è uno stile musicale blues per pianoforte, diventato molto popolare a partire dagli anni 30 e anni 40. All'inizio del 1900 i pianisti neri nel Texas hanno cominciato a sviluppare una forma più veloce e ritmata del blues. Lo scopo era d'intrattenere la gente nei "juke joints" dei bar dove, alla sera, ci si divertiva e si ballava. Questi locali si trovavano negli accampamenti dei lavoratori, ad esempio nei pressi dei cantieri delle linee ferroviarie. Spesso persino sui treni c'era un pianista. Un brano caratteristico è Honky Tonk Train Blues (1927). Il compositore Meade Lux Lewis imita con le sonorità un treno a vapore. A quei tempi questo nuovo tipo di musica fu designata con svariati nomi: fast blues, rolling blues, the dozen, shuffle ecc. fino alla famosa registrazione "Pinetop's Boogie Woogie". In questa composizione, che risale al 1928, Clarence Smith spiegava come ballare il boogie woogie.
La parola indicava dunque un modo di ballare, e grazie a Smith (che non saprà mai niente, perché morì poco dopo, 25enne, colpito da una proiettile vagante in una sparatoria) questo genere musicale prese il nome di Boogie Woogie.
Nel 1938 Albert Ammons, Pete Johnson e Meade Lux Lewis, tre pianisti neri, vennero scoperti da un bianco: John Hammond. Per la prima volta nella storia della musica, questo stile è presentato ad un pubblico bianco nella famosa Carnegie Hall di New York e da quel giorno è iniziato un vero e proprio boom. Boom che ha inserito questo nuovo stile musicale ai primi posti di tutte le vendite discografiche. Il genere Boogie-Woogie ha finito così per essere suonato e ballato in tutti gli USA.
Il Bebop (o semplicemente Bop) è uno stile del jazz che si sviluppa soprattutto a New York negli anni '40. In pieno periodo bellico, i locali e le case discografiche si sforzano di far dimenticare la guerra ed i problemi sociali (in primis l'apartheid nei confronti dei neri): le orchestre swing sono le più adatte a questo scopo e vengono promosse attivamente. Per i musicisti neri si pongono due obiettivi: liberarsi dai rigidi arrangiamenti delle big band per esprimersi più liberamente e manifestare tangibilmente la loro ribellione a quel mondo ipocritamente sorridente.
Ma nella 52a strada di New York le cose assumono un aspetto diverso: un ragazzo di 19 anni, proveniente da Kansas City, sta improvvisando sopra uno standard ad una velocità pazzesca, con sostituzioni di accordi ardite e mai sperimentate prima: il ragazzo si chiama Charlie Parker.
Quella del Bebop è una rivoluzione che va al di là dell'aspetto strettamente musicale. È un movimento elitario, nero, tutto sommato di nicchia. Nei locali di New York di notte, dopo che i musicisti hanno suonato per far ballare i clienti e per guadagnarsi da vivere, si riuniscono Charlie Christian, il pianista Thelonious Monk e Dizzy Gillespie, il batterista Kenny Clarke e lo stesso Parker.
Liberi dai vincoli del leader d'orchestra e del pubblico da compiacere, questi musicisti sperimentano nuove soluzioni musicali fino a codificare il bop. Cambia il jazz e cambia la musica. Il jazz diventa maturo, intellettuale, impegnato e deliberatamente rivoluzionario. Le melodie bop sono scattanti, spezzettate, nervose, spesso dissonanti. La velocità di esecuzione è molto elevata.
Italia
Con lo sbarco degli americani e la confusione politica che ne consegue lo Swing puro sbarca direttamente al seguito dei marines nella penisola, Glenn Miller suona per i soldati e l'Italia scopre la radice dello swing.
1940 - 1950
USA
Arsenio Rodriguez, cieco per un incidente quando era ancora bambino, decise alla fine degli anni 40 di trasferirsi a New York, dove sperava di curare la sua malattia.
Arrivato negli Stati Uniti intorno al 1950, scoprì suo malgrado che nessuno avrebbe potuto ridargli la vista, ma sicuramente con il suo arrivo portò tutta la sua genialità nel comporre musica e creare nuovi ritmi. La sua "Hay fuego en el 23" divenne in breve tempo un grandissimo successo, ancora oggi uno degli standard universali della Salsa!
Il successo pero' non gli fu decretato subito, Arsenio arriva in pieno Boom di Latin Jazz, Mambo e Cha Cha Cha.
Il maestro Enrique Jorrìn compose nel 1951 il brano "La Engañadora", considerato in assoluto il primo chachacha della storia. In realtà il violinista cubano quando creò questo nuovo ritmo, non sapendo che nome dargli lo battezzò provvisoriamente "mambo-rumba". Solo due anni più tardi decise di chiamare la sua creazione chachacha, ispirandosi al suono onomatopeico che provocavano i ballerini nel marcare con i piedi.
Cuba
Con il trionfo della Rivoluzione Cubana nel 1956/59 e la comparsa del blocco economico Americano, La storia di questa musica prende due diverse strade: quello che successe fuori da Cuba (soprattutto a New York) e quello che successe dentro l'isola stessa.
Gli impresari Nordamericani del mondo discografico si vedono obbligati a ricorrere a musicisti e compositori Cubani residenti fuori dall'isola e ad altri musicisti latini coltivatori del ritmo. Si comincia ad ascoltare Tito Puente,
los Palmieri,
Xavier Cougat,
Johnny Pacheco,
Tito Rodriguez,
Celia Cruz,
Ismael Rivera y Sonora Matancera
oltre a tanti altri.
Il nome Salsa (1974) servì per presentare in Europa un ritmo prima conosciuto come Tropical. l'intenzione della "Fania Records" non fu mai di rubare la musica ai Cubani inserendola sotto altro nome, perché sempre si è riconosciuto che le radici della musica Salsa sono cubane e che la sua scuola si trova a Cuba.
Bisogna specificare che quando noi parliamo della Salsa, ci riferiamo alla musica direttamente discendente dal Son. il Merengue e la Cumbia sono anch'esse vendute come Salsa, prodotto della logica commerciale Americana che battezza con un solo nome facile da ricordare diversi ritmi di altri paesi. Questo fù applicato negli anni '50 al Bolero, Mambo, Cha Cha Cha, Son e Conga con il nome Rumba.
Il Son Guaguanco ottenne un buon successo in breve tempo, anche se non al livello del Son Montuno, che invece invase tutto il caribe e gli Stati Uniti.
1950 - 1960
USA
Negli Anni Cinquanta il Palladium di New York risorse e si impose come uno dei templi della musica latina.
Vi suonarono artisti come Perez Prado, Tito Rodriguez, Tito Puente, anche artisti come Charlie Parker e Cal Tjader furono coinvolti dalla febbre del mambo.
Al Palladium nacquero i Mambo Aces, duo di ballerini che nel loro mambo, diverso da quello che si ballava a Cuba, mettevano influenze di swing e tip tap e si esibivano in lunghi assoli di mambo shines, o passitos, chiamati così in riferimento alle scarpe luccicanti dei ballerini. Spesso i ballerini che si esibivano al Palladium venivano dalla strada, ma avevano una grandissima creatività.
Nel 1953, Arsenio Rodríguez compose: "Sabroso y Caliente", dove unì flauto e timbales . Alla fine degli anni 50 incise "Primitivo". Fino alla fine della sua carriera sperimentò nuovi stili come lo "Swing son".
Sulla costa occidentale statunitense e nel Midwest, lo sviluppo di jump blues, con i suoi riff di chitarra ed i testi urlati, preannunciarono i molti sviluppi successivi. Allo stesso modo, il boogie ed il blues di Chicago, fornirono molti degli elementi che possono essere visti come caratteristiche del Rock and roll.
Con lo sviluppo della chitarra elettrica, dell'amplificatore, del microfono e del 45 giri ci furono anche grandi cambiamenti in campo discografico con nuove case discografiche indipendenti e un analogo aumento di stazioni radio. L'entusiasmo di questa nuova musica da parte delle generazioni più giovani è alla base dello sviluppo di quello che sarà il "rock'n'roll" come un genere distinto.
Il termine "Rockabilly" di solito si riferisce al tipo di rock and roll suonato e registrato durante la metà degli anni '50 da cantanti bianchi come Elvis Presley, Carl Perkins e Jerry Lee Lewis Ha origine dall'unione delle parole rock and roll e hill billy, quest'ultimo termine, che può essere tradotto letteralmente con "montanaro", veniva usato in origine per descrivere una primordiale forma di musica country molto popolare tra il pubblico bianco.
Nel luglio del 1954, Elvis Presley registrò "That's All Right (Mama)" negli Sun Studio di Memphis. Due mesi prima, a maggio, Bill Haley & His Comets registrarono Rock Around the Clock. Anche se fu solo un piccolo successo quando uscì, venne tuttavia usato nella sequenza di apertura di "Il seme della violenza" l'anno successivo, imponendosi come un successo del movimento rock and roll boom. La canzone divenne uno dei più grandi successi nella storia e i ragazzi accorsi per vedere Haley e il suo gruppo suonare causarono disordini in alcune città; Rock Around the Clock fu una svolta, sia per il gruppo, sia per la musica rock' n'roll.
Italia
Nella seconda metà del decennio, si diffonde il rock'n'roll: già nel 1956 il Quartetto Cetra incide in italiano una sua versione di Rock Around the Clock, con il testo scritto da Tata Giacobetti, intitolata L'orologio matto. Tra i principali cantanti che sviluppano questo nuovo genere musicale nella penisola ricordiamo Adriano Celentano, Little Tony, Giorgio Gaber (anche in coppia con Enzo Jannacci nei Due Corsari), Tony Renis, Clem Sacco (antesignano del rock demenziale) e Mina; tra i complessi (che però alternano il rock'n'roll con altri generi ballabili) i Ribelli, i Campioni, i Campanino, Torquato e i quattro.
Portorico
La storia della salsa a Puerto Rico ha senza dubbio inizio alla fine degli anni '50 con il Combo di Raphael Cortijo nelle cui file militavano il grande cantante Ismael Rivera ("el sonero mayor") il pianista Raphael Ithier (fondatore del Gran Combo de Puerto Rico) ed il bongocero Roberto Roena (fondatore dell'Apollo Sound).
La musica del Combo di Cortijo si caratterizzava per la capacità di rimodernizzare il folclore locale, rappresentato dalla bomba e dalla plena, ma anche per l'abilità di dare nuova linfa vitale alla guaracha, vista però da una prospettiva più portoricana. La guaracha o meglio ancora la guaracha-son darà vita al genere più amato dal popolo portoricano: la salsa gorda. Gorda in spagnolo vuole dire "grassa" ma in questo caso è un aggettivo usato non in maniera dispregiativa, tutt'altro! Non a caso nei paesi latino-americani piacciono di più le donne formose che quelle magre. Questo tipo di salsa dà infatti l'idea di una musica rotonda, sabrosa, sicuramente più cadenzata, ma allo stesso tempo più giocosa, più allegra rispetto alla musica prodotta nei ghetti di New York.
Cuba
All'inizio degli anni 60 appare il maestro Juan Formell con una nuova struttura musicale chiamata Songo, che con la sua Orchestra Los Van Van rivoluziona i componenti aggregando la batteria, le chitarre e il basso elettrico. Il fatto che dentro Cuba non esistesse la necessità di competere commercialmente per vendere musica, permise che si potesse sperimentare con nuove forme e stili di suonare il Son o la Salsa.
Bisognerebbe poi dire che a Cuba la musica da circa 10 anni, si vendeva con il suo vero nome: Son.
Però la necessità di esportarla per farla conoscere internazionalmente portò alla conseguenza che, anche a Cuba si iniziò ad usare il nome Salsa per questa musica. Recentemente Juan Formell assieme ad altri musicisti Cubani la ribattezzano come Timba Cubana. Come rappresentanti di questo genere troviamo: Los Van Van, NG la Banda ,La Charanga Habanera, Paulito FG, El Medico de la Salsa, Issac Delgado, Adalberto Alvarez, Manolito Simonet, Angel Bonne e molti altri.
A causa del grande scambio culturale trà Cuba e Stati Uniti,possiamo notare una forte influenza della Timba Cubana nella Salsa Newyorkese, lo possiamo notare nella musica di Victor Manuelle, Tito Nieves ed altri,così come in numerose orchestre Cubane si nota l'influenza di salseri stranieri.
Nel 1964 il Palladium chiude i battenti e il pubblico latino prese a frequentare piccoli locali dove le big band lasciarono il posto a formazioni più modeste, chiamate Charanga. Famose quelle di Charlie Palmieri e Jhonny Pacheco e di Ray Barreto.
In quegli anni si diffuse un nuovo ballo, creato dal cubano Eduardo Davison,
la Pachanga e in musica dall'incontro tra il chachacha e il rock and roll nacque
il Boogaloo a New York, mentre a Cuba da questa stessa fusione nascerà
il Casino.
Nell'anno 1956 si diffonde questo fenomeno al Club Casino Deportivo (società di bianchi), oggi un circolo ricreativo per lavoratori.
Questa innovazione creativa fu imitata dai ballerini del Club Nauticos de Playa e si diffonde in seguito nella capitale cubana, perfino nelle stesse frasi come" facciamo la rueda come nel casino" o " facciamo la rueda de casino" che poi diventerà per abbreviazione il "casino", appellativo che identificherà più tardi lo stile di ballo nuovo.
A Portorico. Bisognerebbe fare sempre una netta distinzione tra gli artisti di origine portoricana cresciuti artisticamente a New York e quelli che invece sono nati direttamente nella isla del encanto.
Tra gli artisti (nuyorican e non) più apprezzati a Puerto Rico ricordiamo ad esempio:
Tito Rodriguez (cantante)
Tito Puente (timbalero)
Johnny Pacheco (flautista di origine dominicana e direttore della Fania All Stars)
Charlie Palmieri (pianista)
Eddie Palmieri (pianista)
Richie Ray & Bobby Cruz (pianista - cantante)
Jo Cuba (conghero)
Ray Barreto (conghero)
Larry Harlow (pianista americano di origine giudea)
Willie Colon (trombonista ed in seguito anche cantante)
Hector Lavoe (cantante)
Ismael Miranda (cantante, attualmente ritornato a vivere a Puerto Rico)
Cheo Feliciano (cantante, anche lui ritornato a vivere a Puerto Rico)
Adalberto Santiago (cantante)
Pete "El Conde" Rodriguez (cantante)
Louie Ramirez e Ray de la Paz (timbalero - cantante)
...senza dimenticare l'orchestra per antonomasia: la Fania all Stars ed alcune sue colonne portanti come
Celia Cruz (Cuba)
Justo Betancourt (Cuba)
Ruben Blades (Panama)
tra gli artisti Portoricani ricordiamo:
El Conjunto Chaney
Eddy Santiago
Luis Enrique (di origine nicaraguense, conosciuto anche come "el principe de la salsa")
Frankie Ruiz
Gilberto Santarosa
Tony Vega
Willie Gonzales
Nino Segarra
Lalo Rodriguez (messosi in luce con l'orchestra del grande Eddie Palmieri)
Josè Alberto "El Canario" (dominicano di origine, distintosi in passato con la Tipica '73)
Victor Manuelle
Domingo Quiñones
Jerry Rivera
Rey Ruiz (di origine cubana)
Hector Tricoche
Michael Stuar
1960 - 1980
Il Rock segnerà il passaggio con le sue varie trasformazioni alla musica elettronica dei nostri giorni, i generi che si sono susseguiti dagli anni '60 sono tantissimi: dal Hard rock al Soul (di Aretha Franklin e Barry White), al Neo Soul, al R&B, al Metal, alla disco Music, il folk, la musica Pop, Country, Rap, Funk ecc. ecc.
Ci soffermeremo soltanto sulla salsa che in questi anni ebbe notevoli trasformazioni e influenze che diedero origine a tante varianti.
Il guaguancò newyorkese
Finita l'era del mambo, della pachanga e del boogaloo, negli anni '60 grande successo ebbe nella New York latina un genere che fu battezzato guaguancò. Si tratta di un termine che può generare confusione in quanto il guaguancò è una delle più famose varianti della rumba. Quello newyorkese è invece più affine al son-guaguancò (una delle 22 varianti del son) che si può considerare una creazione del tresista cubano Arsenio Rodriguez. Si tratta di un son che non necessariamente presenta delle cellule di rumba ma che sicuramente ha un forte impatto ritmico con delle atmosfere più urbane (spesso cupe) ed un largo uso di percussioni.
In molte canzoni dell'epoca troviamo citato il termine guaguancò, che si può considerare a tutti gli effetti un vero antesignano della moderna salsa (tra i tanti esempi vedi "Guaguancò de los violentos" della Tipica 73).
E' curioso constatare come la parola guaguancò scompare dalle canzoni una volta affermatosi definitivamente il termine salsa.
La salsa brava
La salsa brava si può considerare un movimento etno-musicale che nasce a New York alla fine degli anni '60, come una evoluzione della musica cubana, rielaborata a sua volta (attraverso la fusione con la bomba e la plena) nell'isola di Puerto Rico. Nasce nello Spanish Harlem, il ghetto dove viveva la maggior parte degli immigrati latini.
"Brava" in spagnolo è un sinonimo di cattiva, dura. Di quel ghetto ne riproduce infatti le atmosfere attraverso un suono molto aggressivo, sporco, quasi lancinante, caratterizzato da tromboni al limite della stonatura e da un'atmosfera cupa quanto ribelle.
Un ottimo esempio lo troviamo in quasi tutti i dischi prodotti dall'etichetta Fania in quegli anni. Citazione a parte meriterebbe il brano "Sonido Bestial" di Richie Ray e Bobby Cruz, vero manifesto sonoro capace di mescolare vari generi attraverso una riuscitissima salsa musicale.
La salsa gorda
E' un genere che nasce principalmente a Puerto Rico. Gorda vuole dire grassa e quel tipo di salsa dà proprio l'idea di una musica rotonda, sabrosa, sicuramente più cadenzata, ma allo stesso tempo più giocosa, più allegra, con dei testi spesso ironici, ricchi di doppi sensi. Caratteristiche queste tipiche della guaracha (altro genere musicale molto popolare non solo a Cuba e Puerto Rico ma in tutto il Caribe).
Tra i più importanti esponenti di questo genere troviamo El Combo di Cortijo con Ismael Rivera, El Gran Combo de Puerto Rico, Tommy Olivencia, Willie Rosario, Bobby Valentin, l'Apollo Sound di Roberto Roena e la Sonora Ponceña (orchestre però capaci di spaziare su più generi musicali).
La salsa coscienzia (coscienza)
E' una corrente che nasce a New York e che si caratterizza soprattutto per i suoi testi, molto ricchi di contenuti sociali. Tra i suoi esponenti principali troviamo Eddie Palmieri, Willy Colon e Ruben Blades considerato un po' il Bob Dylan della salsa (vedi il classico "Pedro Navaja").
La Salsa romantica
I suoi albori risalgono all'epoca del Palladium di New York e tra i suoi antesignani troviamo l'inconfondibile voce di Tito Rodriguez. La salsa romantica si afferma però definitivamente solo negli anni '80. E' una felice fusione tra la salsa e la balada latino-americana. La balada è un genere musicale molto vicino alla nostra tipica canzone all'italiana. Oltre da testi prettamente romantici è caratterizzata da una musica molto morbida e melodica. In questo caso il ritmo lascia più spazio alla melodia. Tra i suoi precursori troviamo Louie Ramirez & Ray de la Paz, Eddie Santiago, Luis Enrique, Gilberto Santarosa e Tony Vega. Tra i tanti brani rappresentativi di questo genere citiamo "Porquè te amo", cover tra l'altro di un brano della nostra Mina: "Più di così".
La salsa erotica
Questo tipo di salsa viene anche chiamato in maniera spregiativa salsa monga (ovvero salsa moscia). Nella salsa erotica tutto diventa ancora più esplicito e si fanno dei continui riferimenti al sesso. Si parla di lenzuola infuocate, di amplessi, di orgasmi senza fine e via dicendo. La parte ritmica è sempre più sfumata e la voce dei cantanti sempre più sussurrata. Manifesto sonoro di questo genere si può considerare "Devorame otra vez" portata al successo dalla inconfondibile voce di Lalo Rodriguez.
La salsa dura
Questo tipo di salsa nasce a New York nel nuovo millennio proprio in risposta alle degenerazioni della salsa monga. Si ripropone di riportare in auge le atmosfere più ruvide, tipiche della salsa brava. Tra i suoi principali interpreti troviamo Jimmy Bosch, la Spanish Harlem Orquesta e più recentemente l'orchestra La Excelencia.
La tecno salsa
Nasce nel nuovo millennio ed è chiaramente una salsa che si avvale dell'utilizzo massiccio dell'elettronica con suoni campionati, bassi pompati, sintetizzatori e batterie elettroniche nel tentativo di conquistare anche il pubblico giovanile.
Il songo
Nasce dall'unione delle parole "son" e "go" che in inglese vuol dire "Vai". Potremmo tradurlo così come son progressivo. Nasce grazie alle intuizioni musicali di Juan Formell un giovane bassista che si mette in luce nell'Orquesta Revè, per poi fondare nel 1969 i mitici Los Van Van. Ottimo esempio di songo è il brano "Sandunguera".
La timba
E' la musica contemporanea cubana. Nasce negli anni '90 come una evoluzione del songo. Evoluzione a cui contribuiranno tantissimi artisti cubani a partire dal gruppo Irakere, con il brano "Bacalao con pao", e NG La Banda con il brano "Santa Palabra".
Pur esistendo una timba più morbida ed una più aggressiva, è una forma musicale abbastanza diversa dalla salsa sia a livello di suoni, di timbri, di arrangiamenti e di interpretazioni vocali. Tende spesso a mescolare generi musicali diversi, il tutto però attraverso un felice matrimonio tra modernismo e tradizione.
La salsaton
Nasce a Puerto Rico con l'intenzione di contaminare la salsa con il reggaetton. Persino grandi artisti salseri come Andy Montañez, La India ed Ismael Miranda si sono cimentati con questa fusione.
Una tendenza simile sta nascendo anche a Cuba dove si sente sempre più spesso parlare di Timbaton
